
Seixas confessa: "Non vedo i miei genitori e la mia ragazza da due mesi"
Il 19enne talentino francese si sta preparando, tra mille sacrifici, alla sua seconda stagione da professionista: "Sappiamo perché lo facciamo"
Tra i corridori più attesi nel 2026 appena iniziato, c'è anche lui: Paul Seixas. L'enfant prodige del ciclismo d'oltralpe ha già fatto vedere grandi cose, cogliendo addirittura un podio nella prova in linea dei Campionati europei in Ardèche, alle spalle di due mostri sacri come Pogačar ed Evenepoel. Il ragazzo della Decathlon CMA-CGM ha le idee chiare: per provare ad avvicinarsi a quel livello, bisogna essere pronti a fare tanti sacrifici; e Paul da Lione non ha nessuna paura di farli, già da adesso.
Due mesi lontano dalla famiglia
Per preparare la nuova stagione, Seixas e la sua squadra hanno scelto il sud della Spagna, la Sierra Nevada, nella speranza che il lungo, lunghissimo ritiro in quota di inizio stagione potesse beneficiare di condizioni meteo favorevoli: “Un giorno su due, dobbiamo allenarci al chiuso”, ha confessato Seixas ai microfoni di Eurosport.fr, che lo ha intervistato nella struttura che ospitava la Decathlon a 2300 metri di altitudine, mentre fuori era in corso una tempesta di neve. "Non è facile, e non ci sono le vere sensazioni del ciclismo”, ha spiegato un Seixas comunque determinato.
La spinta gli viene un po' naturale, come dimostrano le lunghe sessioni di allenamento a cui si sottopone, un po' gli è stata data dagli straordinari risultati, per un ragazzo della sua età, ottenuti nella prima stagione da professionista, non per ultimo il podio agli Europei citato in apertura: "Riuscire a essere all'altezza di questi campioni una volta, dà molta fiducia. Essendo molto più giovane di loro, penso che se l'anno scorso, a fine stagione, sono riuscito a seguirli, significa che, progredendo ancora un po', sarò in grado di colmare questo divario".
La stagione di Seixas inizierà la prossima settimana, al Giro dell'Algarve, dove il lionese arriverà dopo due mesi di vera e propria clausura: "Sono passati due mesi da quando ho visto i miei genitori e la mia ragazza. Ho ben chiaro perché ne vale la pena: sono sacrifici necessari per migliorare le performance: quando si scende di altitudine, si sente davvero la differenza".
Niente Tour de France nel 2026?
Tra gli obiettivi di Seixas nel 2026 c'è quello di conquistare “il prima possibile” la sua prima vittoria da professionista, dopo averla sfiorata in particolare al Tour of the Alps, nell'ultima tappa, lasciata al compagno di squadra Nicolas Prodhomme. Sembra solo una questione di tempo per chi, come lui, ha conquistato il Tour de l'Avenir lo scorso agosto, ma il talento francese sa che nulla piove dal cielo: “La sensazione della vittoria è indescrivibile”, spiega, confessando di non aver alcun problema nello svolgere lunghe sessioni di allenamento.

"Sono da sempre una persona molto resistente. Ogni 'lungo' è un po' come un piccolo viaggio: a volte vai per sette, otto ore, vedi il paesaggio; se sei un appassionato del ciclismo, puoi renderti facilmente conto del piacere che è, e della gioia che nasce dal compimento di uno sforzo del genere". La prima occasione per mettere a frutto tutti questi sforzi sarà, come detto, alla Volta ao Algarve, dopo la quale Seixas tornerà in Ardèche, per il fine settimana con Faun-Ardèche e Faun Drome Classic. Dopo aver fatto rotta in Toscana per le Strade Bianche, Seixas parteciperà all'Itzulia, in preparazione di Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi.
E il Tour de France? "Sarebbe un sogno, non c'è dubbio, ma non è il mio primo obiettivo quest'anno", ha spiegato Seixas, che non ha comunque chiuso la porta alla Grande Boucle. Non lo ha fatto nemmeno con la Parigi-Roubaix: “Da sempre, ho amato particolarmente le corse sulle pietre. Chiaramente, ora non sono pronto a partecipare a una gara del genere, ma in futuro…”. Poco da aggungere: nella speranza che, come altri sui connazionali, non venga bruciato dalla pressione, Paul Seixas sembra davvero non avere limiti.
