
Pogačar si libera di Lipowitz e scava il primo solco al Tour de Romandie
La maglia gialla se ne va all'ultimo chilometro dello Jaunpass e vince la sua terza tappa sul traguardo di Charmey. Il tedesco arriva a 14", quarto Fortunato
Dopo tre tappe sempre in compagnia più o meno desiderata, Tadej Pogačar riesce a separarsi per la prima volta dal resto del mondo sulle salite del Tour de Romandie. Il campione del mondo vince per la terza volta in cinque giorni, questa volta sul traguardo di Charmey, dopo aver staccato Florian Lipowitz nell'ultimo chilometro della salita finale. Il venticinquenne tedesco si è piegato senza spezzarsi, riuscendo a contenere il distacco fino all'arrivo dopo una grande prestazione in salita, che con ogni probabilità gli varrà il terzo podio dell'anno in una corsa a tappe World Tour. Dopo Jonas Vingegaard alla Volta a Catalunya e Paul Seixas all'Itzulia, sulla sua strada c'è un altro fenomeno.
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Corsa tirata fin dalla partenza di Broc, con i primi due passaggi su versanti diversi dello Jaunpass nel giro di quaranta chilometri. Nelle manovre di formazione della fuga si infila anche Primož Roglič (Red Bull-BORA-hansgrohe), che riesce a entrare nel gruppo giusto insieme a Michael Leonard (EF Education-EasyPost), Maxime Decomble (Groupama-FDJ United), Roland Thalmann (Tudor Pro Cycling), Valentin Paret-Peintre e Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step), mentre Florian Samuel Kajamini (XDS Astana Team) e Marco Brenner (Tudor Pro Cycling) si staccano molto presto.

Il vantaggio dei fuggitivi non supera mai i tre minuti, con il UAE Team Emirates-XRG sempre in controllo della situazione. Arrivano in quattro ai piedi della salita finale, con Vervaeke che si stacca dopo aver lavorato per il compagno di squadra. Roglič, Paret-Peintre e Leonard hanno poco più di un minuto di vantaggio all'inizio dell'ultimo Jaunpass (8.1 km all'8.3%), con il canadese che soffre le accelerazioni ma non molla. In gruppo si staccano sia Albert Withen Philipsen (Lidl-Trek) che Clément Berthet (Groupama-FDJ United) sul ritmo di Felix Großschartner, che prepara il terreno per il suo capitano.
Pogačar attacca a poco più di tre chilometri dallo scollinamento, mentre la fuga viene ripresa. La selezione è immediata, e con lui restano gli stessi tre avversari della seconda tappa. Lenny Martinez (Bahrain-Victorious) rimane a ruota per qualche centinaio di metri ma poi cede, mentre Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) prende il suo passo e rientra, staccando anche Jørgen Nordhagen (Team Visma Lease a Bike). Il tedesco si accoda e resiste a lungo, ma a poco più di un chilometro dallo scollinamento e ai -20 dal traguardo la maglia gialla fugge via in solitaria, per la prima volta in questo Romandia.
Lipowitz non crolla mai, e insegue a meno di venti secondi per tutta la discesa che porta verso Charmey. Nordhagen e Martinez invece vanno a oltre un minuto e vengono raggiunti dal terzo gruppo, di cui fanno parte Sergio Higuita (XDS Astana Team), Yannis Voisard (Tudor Pro Cycling), Luke Plapp (Team Jayco AlUla) e Carlos Rodríguez (INEOS Grenadiers), che però cade in discesa. Il distacco tra i primi due rimane pressoché invariato fino al traguardo: Pogačar vince con un margine di 14" e allarga il suo vantaggio in classifica fino a 35" sul tedesco.
Dietro di loro non c'è collaborazione, e nel finale riescono a evadere Pablo Castrillo (Movistar) e Lorenzo Fortunato (XDS Astana Team) per terzo e quarto posto. Higuita vince la volata del gruppo a 1'47", mentre Philipsen e Rodríguez riescono a limitare i danni e perdere solo diciotto secondi dagli altri componenti della top ten. Le posizioni dalla terza in giù saranno ancora in gioco nella frazione conclusiva, l'unica con arrivo in salita a Leysin.
