Igor Arrieta non ci può credere dopo la vittoria a Potenza ©Giro d'Italia
Giro d'Italia

Potenza senza controllo: rimonta folle di Arrieta, Eulálio sconfitto ma in maglia rosa

Finale pazzesco al Giro d'Italia: entrambi i fuggitivi cadono nel finale, lo spagnolo sbaglia una curva ai -2, ma rimonta e vince la tappa. Il portoghese getta la vittoria ma toglie la maglia a Ciccone

Probabilmente ci ricorderemo a lungo della quinta tappa del Giro d'Italia 2026. Certamente non se la dimenticheranno Igor Arrieta e Afonso Eulálio, i due protagonisti di un finale in cui è successo l'imponderabile al termine di una giornata durissima. Il UAE Team Emirates-XRG vince la seconda tappa consecutiva grazie al navarro classe 2002, che ottiene il successo più importante della sua carriera con una doppia rimonta nel finale, prima dopo essere caduto ai -12 e poi dopo aver sbagliato completamente una curva negli ultimi tre chilometri. A farne le spese è il portoghese della Bahrain-Victorious, che sembrava lanciato verso la vittoria dopo l'errore del rivale, ma è caduto a sua volta nell'avvicinamento al centro di Potenza.

Una caduta da cui Eulálio è uscito piuttosto malconcio, ma che non gli ha impedito di indossare la maglia rosa, sei anni dopo il suo connazionale João Almeida. Il sogno di Giulio Ciccone è già finito, in una tappa durissima e impossibile da controllare per una Lidl-Trek sprovvista di uomini per queste giornate di media montagna, tanto che l'abruzzese si è trovato a dover tirare da solo per diversi secondi per cercare di salvare il salvabile, ma senza riuscire a evitare di andare alla deriva sotto la pioggia che ha battuto le strade lucane per tutto il giorno. 

Quanto potrà resistere il quarto leader diverso in cinque giorni? Eulálio è uno scalatore promettente, che ha già dato dimostrazioni importanti in corse molto impegnative (nono al mondiale di Kigali), e la sua squadra non ha più pressioni di classifica dopo il ritiro del capitano Santiago Buitrago. Gli oltre sei minuti da recuperare certamente non spaventano Jonas Vingegaard, che ha saggiamente lasciato fare alle altre squadre mandando Victor Campenaerts in fuga, ma potrebbero essere un cuscinetto interessante su chi ambisce a un piazzamento, per come è strutturato il percorso. O forse sarebbe potuto essere, perché la caduta potrebbe avere delle conseguenze non da poco. Nei prossimi giorni ce lo dirà strada, ma intanto il portoghese potrà dimenticarsi delle botte e coccolarsi la maglia rosa.

Afonso Eulálio ©Giro d'Italia
Afonso Eulálio ©Giro d'Italia

Giro d'Italia 2026, la cronaca della quinta tappa

Le operazioni di formazione della fuga cominciano dopo pochi chilometri, sulla salita di Prestieri, a cui il gruppo arriva sotto una pioggia torrenziale. Un fattore che aggiunge ulteriore caso a un avvio di corsa a dir poco movimentato, in cui Victor Campenaerts fa da mattatore. Il belga del Team Visma Lease a Bike si mette a spingere in salita per chiudere su ogni tentativo, e dopo una delle trenate più importanti alla sua ruota restano solo Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) e la maglia rosa di Giulio Ciccone insieme a Derek Gee-West (Lidl-Trek). 

Ovviamente non può essere questa la fuga di giornata, ma Campenaerts insiste in solitaria e si porta dietro tutti gli uomini interessanti alla tappa, tra cui Christian Scaroni (XDS Astana), Einer Rubio (Movistar) e Afonso Eulálio (Bahrain-Victorious). Alle loro spalle si muove Jan Christen in maglia bianca, marcato stretto da Ciccone, e in questo frangente anche gli uomini di classifica devono rimanere vigili nelle prime posizioni. 

Dopo una lotta molto intensa e in mezzo a una pioggia sempre più intensa e pure alla grandine, è l'ex maglia rosa Guillermo Thomas Silva (XDS Astana) a creare l'azione giusta, insieme a Rubio, Eulálio, Campenaerts e Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step). Dopo il gpm i cinque possono prendere un po' di vantaggio, ma dietro continuano i movimenti. Ben Turner (Netcompany INEOS) porta via di forza un altro gruppo che riesce a ricongiungersi, in cui ci sono anche Scaroni, Martin Tjøtta (Uno-X Mobility), Manuele Tarozzi (Bardiani CSF 7 Saber), il vincitore di ieri Jhonatan Narváez con Igor Arrieta (UAE Team Emirates-XRG) e Lorenzo Milesi, compagno di squadra di Rubio. 

Il colombiano è l'unico dei dodici al comando che fa parte del gruppone a 10" dalla maglia rosa, motivo per cui la Lidl-Trek prova a contenere il distacco con il lavoro di Amanuel Ghebreigzabhier, rientrato in gruppo dopo le salite per aiutare Ciccone. Allo sprint intermedio di Francavilla in Sinni il distacco è di 1'35", mentre Darren Rafferty (EF Education-EasyPost) fa un gran numero per rientrare da solo sulla fuga. Il gap risale da 1'30" a quasi tre minuti, ma nell'avvicinamento alla salita arriva davanti anche il blocco della Red Bull-BORA-hansgrohe

Ai -62 anticipa Arrieta, che arriva con 45" sul resto della fuga e quasi due minuti sul gruppo ai piedi della Montagna Grande di Viaggiano, la salita più dura di giornata. Da dietro si muove Scaroni, seguito da Narváez e Garofoli, mentre Rubio paga gli sforzi della prima ora e cede completamente. Eulálio riporta sotto anche Silva e Milesi, poi riparte da solo all'inseguimento. Il portoghese ha un ritardo di 1'11" in classifica ed è in odore di maglia rosa, anche perché dietro il ritmo di Aleksandr Vlasov è abbastanza conservativo.

Eulálio e Arrieta scollinano insieme con 45" su Silva, Scaroni, Garofoli e Milesi e 2'20" sul gruppo, che diventano ben presto oltre tre minuti. Finiti gli uomini a sua disposizione, Ciccone si mette a tirare in prima persona in discesa, ma ormai è la mossa della disperazione. Riescono anche a contrattaccare prima Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), Johannes Kulset (Uno-X Mobility) e Koen Bouwman (Team Jayco AlUla) e poi Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), mentre la coppia di testa continua a guadagnare e arrivano al Red Bull KM con 5'05" di margine.

Giulio Ciccone ©Giro d'Italia
Giulio Ciccone ©Giro d'Italia

Il gap è salito oltre i sette minuti a -12 dal traguardo, quando rischia di decidersi anche la questione vittoria di tappa. Arrieta scivola in una curva bagnata in discesa, perde una trentina di secondi prima di riaprtire e spalanca la porta verso una giornata da ricordare per Eulálio. Uno scenario troppo perfetto per essere vero, talmente perfetto che il portoghese riesce a rovinarlo con le sue stesse mani, cadendo a sua volta a 6.5 chilometri dall'arrivo, in un modo anche più rovinoso rispetto al rivale.

Arrieta riesce a tornare sotto sullo strappo che porta in città, ma i colpi di scena non sono finiti. A poco più di due chilometri dal traguardo lo spagnolo sbaglia completamente una curva e finisce dal lato sbagliato della carreggiata, dove c'è un nastro che lo blocca e lo costringe a girarsi, tornare indietro e ripartire. Eulálio ha una decina di secondi di vantaggio e nuovamente la vittoria in mano, ma non ha più le gambe per affrontare l'ultimo chilometro, tutto in leggera salita, dove si consuma l'ennesimo capolavoro di sceneggiatura di una tappa memorabile. Arrieta riesce a rimontare secondo dopo secondi, a riprenderlo per la seconda volta e a lanciare la volata ai 150 metri, mentre il portoghese non ha più niente nel serbatoio. La prima vittoria nel World Tour del navarro classe 2002 arriva in un Grande Giro, nel modo più impensabile possibile.

Il corridore della Bahrain-Victorious può consolarsi con la prima maglia rosa della storia del team, con 2'51" sullo stesso Arrieta, 3'34" su Scaroni e 3'39" su Raccagni Noviero, arrivati davanti al gruppo così come Kulset, che sale in quinta posizione. Gli uomini di classifica arrivano a 7'13", compreso un Ciccone sconfitto e ora solo sesto, senza più chance di indossare la maglia di leader nella tappa del Blockhaus di dopodomani. Per arrivare al primo arrivo in salita bisognerà passare dalla Paestum-Napoli di domani, frazione per velocisti.

Arrieta vince la tappa, Eulálio in maglia rosa: i risultati

Results powered by FirstCycling.com

Giro d'Italia 2026, 6a tappa: sprint vero, ma col tranello
Il Giro d'Italia scopre Afonso Eulálio: "Volevo la tappa per una scommessa con Caruso"