
Non c'è solo il Tour de France per Van der Poel: "Vorrei il mondiale di mountain bike"
Mathieu si racconta in un'intervista a Dani Miranda (AS). "Il ciclismo mi piace più di prima. Vorrei essere ricordato nella generazione che lo ha cambiato"
Per la prima volta dal 2021, Mathieu van der Poel ha concluso la primavera senza vittorie nelle classiche monumento, finendo fuori dal podio sia alla Milano-Sanremo che alla Paris-Roubaix. Pur avendo mancato alcuni dei suoi obiettivi principali, il campione del mondo del ciclocross si è definito soddisfatto del livello raggiunto, e guarda già ai prossimi traguardi. Durante uno dei suoi ritiri in Spagna, Van der Poel ha concesso una lunga intervista al Diario AS, realizzata dal giornalista spagnolo Dani Miranda.
Van der Poel: “Il mio livello era più alto che nel 2025”
“Penso di poter essere felice per quello che ho ottenuto, sono arrivato al livello che volevo. Certamente mi sarebbe piaciuto tornare a vincere una monumento, ma non sarebbe realistico pensare di vincerne una all'anno. Sono arrivato a un livello tra i miei migliori in primavera, con una grande preparazione, per cui era difficile fare di più in questo senso. A volte ci vuole anche un po' di fortuna per vincere certe corse”, ha spiegato Van der Poel riferendosi ai risultati ottenuti nelle classiche, e in particolare alla sfortuna avuta nella Foresta di Arenberg alla Roubaix. “Ero uno dei più forti, ma proprio quel settore è stato sfavorevole. La prestazione che ho fatto poi mi serve da motivazione.”
Le vittorie non sono comunque mancate, comprese due tappe alla Tirreno-Adriatico. “Direi che il mio livello è stato un po' più alto che nel 2025, ma a volte non è sufficiente per vincere una monumento. Quello che ho imparato dopo tanti anni in questo sport sono le cose che posso e non posso controllare, cerco di lavorare più duramente possibile perché so di non poter controllare lo stato di forma degli altri.” Tra i suoi successi spicca il terzo consecutivo alla E3 Saxo Classic, resistendo al rientro degli inseguitori dopo una lunga fuga solitaria.“È stato uno dei miei migliori momenti dell'anno, senza dubbio", dice riferendosi alla vittoria di Harelbeke. "In generale sembra che non sia stagione una buona campagna di classiche perché non abbiamo vinto delle monumento, ma tra me e Philipsen abbiamo raggiunto diverse vittorie in corse importanti, per cui possiamo essere contenti. Ci riproveremo nel 2027.”

Dal Tour de France alla mountain bike
Passata la primavera, lo sguardo è già rivolto verso il Tour de France, che anche quest'anno sarà il suo unico grande giro, avendo escluso la partecipazione alla Vuelta.“Stiamo preparando il programma verso il Tour, dove sarò presente. Dobbiamo ancora vedere quali corse farò prima, è probabile che alcune siano in mountain bike. Ovviamente, il Tour è l'obiettivo principale delle prossime settimane”, dichiara.
Esattamente un mese dopo la tappa di Parigi, inizierà anche il mondiale di mountain bike in Val di Sole. La maglia iridata nel cross country è uno dei principali obiettivi rimasti per completare una carriera laggendaria, e Van der Poel vuole esserci ancora. “È molto probabile. È abbastanza vicino alla fine del Tour, ma credo di poter arrivarci a un livello alto e dare il meglio. Nessuno ha mai vinto il mondiale in tutte le discipline, sarebbe una vittoria storica. Se dovessi scegliere un solo desiderio per il resto del 2026, sarebbe questo. Non sono più giovane ma a volte è giusto provare cose diverse e ho ancora obiettivi da raggiungere. Forse nel ciclocross ne ho meno, ma mi piace molto e dovrò vedere nei prossimi anni.”
Arrivato a 31 anni, Van der Poel ha già vinto quasi tutto quello che si era prefissato, ma ha ancora molto da dare e da chiedere alla sua carriera. “Il ciclismo mi piace più di prima. Mi piacciono gli allenamenti lunghi e la preparazione finale prima dei grandi obiettivi. Mi piace molto e lo vivo con meno pressione rispetto al passato. Tutto quello che viene d'ora in poi è un bonus per me." Il grande rivale di questi anni sarà ancora un Tadej Pogačar sempre più focalizzato sulle monumento, e in particolare sulla Roubaix: “Tadej è un rivale molto difficile da battere. Tutti sanno che, nella maggior parte delle corse, se puoi battere Pogačar vuol dire che sei molto vicino alla vittoria. Ci proverò ancora, continuo a migliorare per questo e sono convinto che potrò batterlo di nuovo in futuro.”
“Vorrei essere ricordato come parte della generazione che ha cambiato il ciclismo, con il modo di correre all'attacco dall'inizio alla fine", dichiara Van der Poel, uno dei campioni che maggiormente ha segnato questo periodo di grandi sfide nelle classiche. C'è spazio anche per una riflessione sulla sicurezza in gara: Andiamo sempre più veloci e non tutti i percorsi sono disegnati per questo. Bisogna trovare soluzioni e precauzioni, ma è ovvio che purtroppo uno sport come il ciclismo sarà sempre pericoloso."
