Johannes Høsflot Klæbo ©Getty Images
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Klaebo al ciclismo con la Uno-X? Rumors smentiti dopo l’invito di Hushovd

Il campione olimpico dello sci resta concentrato sulle piste: la squadra norvegese frena sulle ipotesi di un passaggio alle due ruote

Il norvegese Johannes Høsflot Klæbo è il medagliato d'oro più vincente nella storia dei Giochi Olimpici Invernali. Dopo le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ha portato il suo bottino a 11 medaglie d'oro olimpiche. Klaebo, al temine della rassegna in cui ha anche stabilito il record di 6 ori in una singola edizione, è tornato ad essere accostato con insistenza al ciclismo professionistico e alla Uno-X Mobility, team norvegese da quest'anno stabilmente nel WorldTour. Ma dall’interno della squadra scandinava il messaggio è netto: non c’è alcun passaggio imminente dalle piste innevate alle due ruote.

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L’invito di Hushovd e le parole che hanno acceso i rumors

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Thor Hushovd ©Uno-X Mobility

Ad accendere il dibattito è stato Thor Hushovd, ex campione del mondo su strada e figura di riferimento del progetto Uno-X. In un’intervista a Velo, il norvegese ha raccontato di aver invitato Klæbo a testare la bici con la squadra una volta conclusi gli impegni olimpici.

“Gli ho detto che dopo le Olimpiadi dovrebbe pensare a fare qualche sessione di prova con la Uno-X”, ha spiegato Hushovd. "Ho pedalato con lui ed è evidente che sia un talento naturale per il ciclismo. Sta benissimo in bici, ha grande controllo e si adatta in fretta. Con il motore che ha, potrebbe riuscire in quasi tutti gli sport di endurance".

Parole che hanno inevitabilmente alimentato le speculazioni, già cresciute la scorsa estate quando Klæbo, in visita al Tour de France con la squadra, aveva pubblicato un video su Instagram lasciando aperto uno spiraglio: “Prima devo fare le Olimpiadi, poi vedremo. Dopo inizierò davvero a pensare a cosa voglio fare. Forse firmare con la Uno-X potrebbe essere il prossimo obiettivo”.

La smentita della Uno-X: “Non è nei piani che corra”

A raffreddare l’entusiasmo è stato il direttore sportivo Gino Van Oudenhove, che ha invitato tutti alla prudenza: “I social sono social. Se dovesse succedere qualcosa del genere, coglieremmo l’occasione. Ma non è assolutamente nei piani che lui inizi a correre”.

Il riferimento è chiaro: nessun contratto in vista, nessuna trattativa nascosta. Solo un invito a pedalare insieme, nulla di più.

Del resto, lo stesso Klæbo ha recentemente ribadito che nel mirino ci sono già i Giochi invernali del 2030 sulle Alpi francesi, segnale che la priorità resta lo sci di fondo, disciplina nella quale ha già riscritto la storia con undici ori olimpici complessivi.

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Il corridori della Uno-X Mobility per il 2026 ©Uno-X Mobility

I precedenti e il fascino dell’incrocio tra sci e ciclismo

L’idea di un passaggio non nasce dal nulla. In Norvegia la cultura degli sport di resistenza favorisce contaminazioni. Jørgen Nordhagen, oggi nel team Visma | Lease a Bike, è stato campione del mondo junior nello sci di fondo prima di dedicarsi completamente al ciclismo.

E i paragoni internazionali non mancano: Primož Roglič passò dal salto con gli sci ai podi dei Grandi Giri, mentre il triatleta Kristian Blummenfelt aveva dichiarato l’ambizione di puntare al Tour de France, progetto poi mai concretizzato.

Resta però una differenza sostanziale: il motore aerobico è solo una parte dell’equazione. Inserirsi nel gruppo, gestire le dinamiche di corsa, sviluppare istinto tattico e tecnica ad alta velocità richiede anni.

Per ora, dunque, la suggestione resta tale. L’invito di Hushovd è reale, l’ammirazione per le qualità atletiche di Klæbo anche. Ma la Uno-X ha chiuso la porta a un passaggio immediato: nessun cambio di sport all’orizzonte, almeno nel breve periodo.

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