
Kuurne Kuurne guagliò: volata regale di Matthew Brennan, battuti Mozzato e Trentin
Gara durissima: i muri impongono una netta selezione tra i velocisti, in testa Milan e Girmay. Scatti e controscatti tra i favoriti fino agli ultimi 30 chilometri di corsa. Delusi Philipsen e Lund Andresen. Tim Wellens fuori per una caduta
Una vittoria - per quanto prestigiosa - non basta per cancellare le tante, troppe batoste del passato. Tuttavia, la Visma-Lease a Bike aveva bisogno di un buon successo per inaugurare la stagione delle classiche. In contumacia di Wout van Aert - che dovremmo ritrovare martedì al GP Le Samyn - Matthew Brennan era l'uomo di riferimento dei gialloneri sulle strade della Kuurne-Bruxelles-Kuurne. In fondo a una giornata pressoché impeccabile, il 20enne britannico - che pure era ancora malconcio dopo la caduta alla Omloop Nieuwsblad - ha finalizzato il lavoro dei compagni di squadra, dominando la volata (relativamente ristretta) che ha deciso la corsa fiamminga. Scortato da Christophe Laporte, Brennan ha preceduto nettamente la coppia della Tudor formata da Luca Mozzato e Matteo Trentin. L'ottimo risultato dei due corridori italiani compensa il rammarico per il passo falso di Jonathan Milan, uscito dai giochi a poco più di 80 chilometri dall'arrivo, quando la Decathlon CMA CGM ha dettato la prima selezione in gruppo. Ad ogni modo, il friulano non è l'unico deluso di giornata: l'andatura sostenuta nella parte centrale della corsa ha decimato la platea delle ruote veloci in corsa per la vittoria. Oltre a Milan, infatti, anche i vari De Lie, Girmay, Groenewegen e Magnier sono rimasti anzitempo fuori dai giochi. In ombra anche Tobias Lund Andresen - al di là del 7° posto finale - e Jasper Philipsen, rimasto senza forze nel finale.
La cronaca della Kuurne-Bruxelles-Kuurne
Ancora Fiandre occidentali, ancora muri e pavè: la stagione belga prosegue con la 78ª edizione della Kuurne-Brussels-Kuurne (Kortrijk-Kuurne, 194,9 km), corsa in linea storicamente favorevole alle ruote veloci ma non per questo preclusa agli scattisti di professione. Dopo un inizio relativamente morbido, la carovana inizia a faticare sulle rampe del Tiegemberg (1400 metri al 4% con punte che arrivano all'8%), seguito dal Volkemberg, un chilometro - per metà lastricato - al 5,1% di media e picchi all'8,5%, e il più morbido Lepelstraat (2100 metri, pendenza media del 3,4% e un massimo del 5,7%). Prima di uno sconfinamento nella regione francofona dell'Hainaut, ci sono ancora da scalare il Bossenaarstraat (1300 metri che salgono al 5,6% e si spingono fino al 9%) e il più esigente Berg Ten Haut: 1100 metri al 6,2% e un tratto che si arrampica al 13%. Il copione non cambia neppure nella parte intermedia della corsa: uno dopo l'altro, ecco La Hoppe (1800 metri con una media del 4,8% e un massimo del 10%), l'Hameau des Papin - 1,2 km che procedono al 6,6% per poi raggiungere il 16% nel settore più impegnativo - Le Bourliquet (1300 metri, pendenza del 6,8% che raggiunge il 15,3%) e Mont Saint-Laurent, un'altra rampa lastricata di 1,3 km particolarmente esigente (media del 7,8% e punte del 17%). Una volta rientrati nelle Fiandre, si affrontano il Kruisberg (1400 metri, pendenza media del 5,3% che si spinge fino al 10,9%) e l'Hotond (1,2 km al 3,1% medio che raggiungono il 9%), seguiti dalla Côte du Trieu - altri 1200 metri al 7% (picchi del 13%) - e dal Kluisberg (1100 metri al 6% che si spingono fino all'11%), posizionato a poco meno di 60 km dalla fine. Da quel momento in avanti, le difficoltà sono finite, ad eccezione di un breve settore di pavé (Beerbosstraat, 500 metri): strada quasi completamente pianeggiante - benché battuta dal vento - fino a Kuurne, dove inizierà il consueto circuito finale di 13,4 chilometri da ripetere una volta. Ultima curva a 800 metri dalla linea bianca.
Poco dopo la partenza, decolla la fuga che scandirà gran parte della corsa: all'attacco il belga Dries De Bondt (Jayco-AlUla), il francese Matîs Louvel (NSN), l'olandese Frits Biesterbos (PicNic PostNL), il norvegese Storm Ingebrigtsen (Uno-X Mobility), lo spagnolo Roger Adriá (Movistar), lo statunitense Cole Kessler (Modern Cycling) e lo svizzero Johan Jacobs (Groupama-FDJ United). Gli uomini di testa accumuleranno un vantaggio massimo di poco inferiore ai 5' sugli inseguitori, pilotati a turno da Alpecin-Premier Tech, Lotto-Intermarché e Visma-Lease a Bike. Un episodio da segnalare prima di affrontare le côtes di metà corsa: la caduta di una ventina di corridori a metà gruppo che obbligherà il campione nazionale belga Tim Wellens (UAE Emirates-XRG) a desistere.
Dopo una prima accelerazione dei Lotto-Intermarché a beneficio del belga Arnaud De Lie (Lotto-Intermarché) sul Bourliquet, la corsa si accende su Mont Saint-Laurent, dove entra in azione il campione uscente, il belga Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech), seguito tra gli altri dallo sloveno Matej Mohoric (Bahrain Victorious) e dal neozelandese Laurence Pithie (Red Bull-BORA-Hansgrohe). La fiammata di Philipsen mette in seria difficoltà molti dei velocisti del lotto, dall'italiano Jonathan Milan (Lidl-Trek) all'olandese Dylan Groenewegen (Unibet ROSE Rockets), senza dimenticare lo stesso De Lie e il francese Paul Magnier (Soudal-Quick Step), peraltro attardato da una foratura. La poderosa accelerazione dei primi polverizza il vantaggio dei fuggitivi, a cui restano poco meno di 2' da difendere alle soglie dei -80 dal traguardo, e disgrega completamente il gruppo, tant'è che Milan si ritroverà tutto solo all'inseguimento del secondo troncone prima di attendere il rientro di una decina di uomini, tra i quali De Lie, Groenewegen e l'altro belga Arne Marit (Red Bull).
Ridotta la platea dei migliori, la Decathlon CMA CGM - schierata intorno al danese Tobias Lund Andresen (Decathlon CMA CGM) - inizia a scandire un passo sostenuto per complicare i piani dei velocisti che avevano perso contatto sul Saint-Laurent. Una volta arrivati sul Kruisberg, Philipsen riprende l'iniziativa, portandosi dietro altri 8 uomini, compresi il britannico Matthew Brennan (Visma-Lease a Bike), gli olandesi Cees Bol (Decathlon) e Daan Hoole (Decathlon) e un brillante Pithie. I nove contrattaccanti guadagnano subito una decina di secondi sul resto della compagnia, guidata dagli uomini della Lotto-Intermarché, ma la scintilla non scatta: tutti insieme sull'Hotond. Ad ogni modo, i velocisti che erano rimasti attardati in precedenza non si vedono all'orizzonte: Milan e soci hanno un ritardo di 1'21" quando mancano 68 chilometri all'arrivo. Nei fatti, l'anticamera della resa.
Qualche chilometro di quiete, poi una nuova accelerazione di Mohoric sulla Côte du Trieu, alla quale replica subito l'olandese Dylan Van Baarle (Soudal Quick-Step), che si porta dietro il belga Timo Kielich (Visma) e lo statunitense Riley Sheehan (NSN). Con loro anche Hoole e il danese Mikkel Honoré (EF EasyPost). Gran confusione alle loro spalle, ma solo per qualche chilometro: il gruppo già spaccato si divide nuovamente in tre parti prima di ricompattarsi. Ad ogni modo, il ritardo dai 7 attaccanti è ormai ridotto nell'ordine dei 30" ai -60 dalla fine.
L'ultima salita del percorso, il Kluisberg, stuzzica la fantasia di chi vuole scongiurare l'arrivo di gruppo: 12 uomini in azione, su tutti Brennan, Van Baarle, l'italiano Matteo Trentin (Tudor), il norvegese Jonas Abrahamsen (Uno-X), lo spagnolo Carlos Canal (Movistar) e il tedesco Nils Politt (UAE Emirates). Nel frattempo, altre ruote veloci si sfilano dal giro dei migliori: l'australiano Kaden Groves (Alpecin), l'eritreo Biniam Girmay (NSN) e il tedesco Phil Bauhaus (Bahrain).
Con questa accelerazione, il primo gruppo inseguitore completa il riaggancio su Adriá, Biesterbos, De Bondt, Ingebrigtsen, Kessler, Louvel e Jacobs ai -54, ma gli inseguitori - pilotati dagli uomini della Decathlon - tengono sotto controllo la situazione, ricucendo lo strappo a 52 km dal traguardo. Neppure il tempo di riprendere fiato che la giostra degli allunghi - propiziata dai continui cambi di direzione - si rimette nuovamente in moto: il francese Christophe Laporte (Visma) apre un ventaglio nel quale si inseriscono altri 9 uomini, tra i quali Politt e Brennan, a loro volta inseguiti da un'altra decina di atleti. L'azione avrebbe tutte le credenziali per spiccare il volo, ma l'eccessivo controllo tra i grossi calibri vanifica l'accordo: scatti e controscatti a ripetizione finché non allunga lo spagnolo Héctor Álvarez (Lidl) ai -40. Più o meno in quel momento, Philipsen è vittima di un incidente meccanico: sarà il belga Edward Planckaert (Alpecin) a passargli la bicicletta per ripartire, anche se il Master si ritroverà nel primo gruppo inseguitore, che riuscirà comunque ad accodarsi al vagone con Brennan in vista degli ultimi 35 chilometri.
Una volta ripreso Álvarez, prende l'iniziativa il belga Florian Vermeersch (UAE Emirates). L'obiettivo è sempre lo stesso: approfittare del vento per fare selezione. Ancora una volta, la testa della corsa va in frantumi per qualche minuto prima di ricomporsi. Ad ogni modo, la selezione non manca: fuori dai giochi l'italiano Davide Ballerini (XDS-Astana), che pure si era fatto vedere davanti nei chilometri precedenti.

Dopo tanta battaglia, il gruppo procede senza scossoni verso Kuurne: Visma e Decathlon dettano il passo anche nei chilometri conclusivi, dividendosi i compiti con i superstiti di casa Lotto. Tutto sembra sotto controllo fino ai -3, quando allunga un gruppetto di 7 uomini, tra cui Vermeersch, Askey e l'italiano Luca Mozzato (Tudor). Quanto basta per decimare il treno dei Decathlon in vista dello sprint: nessuno riesce a prendere sul serio l'iniziativa. Volata anarchica fino a metà rettilineo: Laporte lancia Brennan, che lancia la sua progressione ai 200 metri. Gli altri non possono che annotare il suo numero di targa: 2° successo stagionale (il 14° da professionista) per il 20enne britannico, che precede Mozzato e Trentin. A seguire lo sloveno Matevž Govekar (Bahrain), l'olandese Mike Teunissen (XDS), il belga Laurenz Rex (Soudal), un deluso Lund Andresen - rimasto chiuso sul rettilineo d'arrivo - Bol, lo statunitense Luke Lamperti (EF) e il belga Jordi Meeus (Red Bull). Ancora più indietro Philipsen che, dopo tante accelerazioni, è arrivato al dunque senza più energie in corpo.
