Van der Poel si porta in vantaggio nel testa a testa con Van Aert: ora sono 2-1
Ciclocross

Spettacolo puro a Gavere, alla fine la spunta Mathieu!

Il quattro volte campione del mondo esce vincitore da una gara spettacolare animata dalla sfida con i soliti Wout van Aert, secondo, e Tom Pidcock, terzo. Domani a Heusden-Zolder la rivincita

26.12.2022 17:27

Una volta che la stagione è entrata nel vivo, soprattutto adesso che le gare si susseguono senza soluzione di continuità giorno dopo giorno, la sfida tra Mathieu van der Poel e Wout van Aert si è presa, giustamente, la scena, mettendo in secondo piano le varie lotte per le classifiche generali e relegando al ruolo di comprimari tutti quei grandi campioni che come Iserbyt e Sweeck avevano animato i mesi di ottobre e novembre. Archiviato il duello di Mol è già tempo di cambiare aria e andare a quello immediatamente successivo oggi in quel di Gavere, prova numero 11 di Coppa del Mondo. La curiosità è principalmente per osservare se Mathieu sia in grado di prendersi la rivincita dopo la scoppola di venerdì oppure se Wout abbia mantenuto una certa superiorità sull'avversario. In ogni caso l'esito della prova odierna non costituisce un verdetto definitivo, visto che domani, mercoledì, venerdì e poi la settimana prossima i due più grandi si affronteranno più e più volte pronti ogni volta a ribaltare il risultato della gara precedente.

La cornice odierna è sicuramente un valore aggiunto alla sfida, visto che il percorso fangoso di Gavere riserva sicuro spettacolo: tanta salita, tanti tratti da affrontare a piedi, contropendenze, discese tecniche, segmenti scivolosi e due lunghi rettilinei asfaltati dove o rifiatare o mettere su strada tutti i watt a disposizione. Oltre a WVA e MVDP sono della partita anche Lars van der Haar, vincitore qui lo scorso anno su un tracciato più semplice e più asciutto (ovviamente senza i due stradisti già impegnati nella preparazione per la primavera), Laurens Sweeck, che deve difendere il primo posto in classifica di Coppa, Thibau Nys, il miglior U23 del mondo, e soprattutto Michael Vanthourenhout, campione europeo a Namur nonché vincitore ad Overijse, un fenomeno nei circuiti duri e tecnici come questo, capace per esempio di partecipare da attore non protagonista ma comunque da attore alla battaglia di Namur nel 2020. Battaglia che in quell'occasione si è consumata tra tre crossisti, perché oltre al duo Van der Poel - Van Aert, onnipresenti nei campi da cross, anche un terzo uomo, l'attuale campione del mondo, Tom Pidcock, partecipò alla sfida, uscendone sconfitto ma portando con sé un grande successo soprattutto mediatico, poiché in tanti erano entusiasti di poter allargare il quasi monotono duello tra un belga e un olandese anche ad una terza nazione, la Gran Bretagna del piccolo scalatore inglese. C'è però da dire che molto spesso il termine “Big Three” si è rivelato non adeguato al contesto crossistico, poiché solamente in pochi circuiti Pidcock è effettivamente all'altezza degli altri due, mentre molto spesso prende la paga da entrambi, come accaduto a Mol l'altro giorno, ma precedentemente anche ad Anversa e Dublino. Stavolta però è lecito aspettarsi che anche l'iridato partecipi alla sfida in un tracciato dove può far valere la propria tecnica e soprattutto il proprio rapporto peso-potenza sulle salite di Gavere.

Pronti via e subito Mathieu va all'attacco all'arma bianca cercando di mettere in difficoltà Van Aert, partito non benissimo e rimasto intruppato nel traffico. Unico capace di rispondergli è proprio Tom, mentre Wout deve attendere il lungo tratto a piedi in salita per poter sorpassare tutto il gruppone e mettersi in terza posizione iniziando l'inseguimento. Al termine del primo giro (sei in tutto) il campione belga ha già un passivo di 10" rispetto alla coppia di testa e viaggia in compagnia del solito Vanthourenhout, perfetto tecnicamente e agile in salita. 

La sfortunata foratura di Van der Poel in avvio di seconda tornata cambia un po' gli equilibri perché il figlio d'arte si ritrova improvvisamente Van Aert a ruota e deve recuperare circa 10" ad uno scatenato Pidcock. Sfruttando la lunga salita, dove l'iridato preferisce proseguire in bici perdendo secondi rispetto a chi viaggia a piedi come WVA e MVDP pur di non scendere e dover correre (proprio come faceva Vas al femminile), Mathieu gli rosicchia qualcosa e con lui Wout, ma comunque a un terzo di gara il vantaggio di Tom è di 9", pochi in un tracciato così ma sufficienti per una gran botta di adrenalina e morale.

Nel terzo round i due fenomeni si danno il cambio e si riportano proprio durante la salita sul battistrada; Van der Poel non attende altro e attacca subito, cercando di sfruttare la propria reattività e abilità in discesa, spedendo Van Aert e Pidcock, un po' affaticato dopo due giri in solitaria, a circa 15". La gara però non si chiude qui, anzi. Il forcing di Pidcock riporta la coppia anglo-belga vicino al neerlandese, ma ben presto Wout riperde qualche metro dal campione del mondo palesando molta difficoltà nelle salite e perfino nel fango.

Il riaggancio definitivo avviene sempre per opera di Pidcock nel quinto giro e a questo punto è lo stesso inglesino che prova ad attaccare ma la risposta di Van der Poel è ottima, tanto che Mathieu si porta dopo pochissimo nuovamente in testa, braccato da…Van Aert, che dopo un po' di difficoltà sorpassa Pidcock e si mette testa bassa all'inseguimento di un Van der Poel scatenatissimo. Al suono della campana MVDP ha 14" su Wout, mentre l'iridato è crollato e non può sperare in nulla di meglio che un podio dopo una gara esaltante. Il campione belga tenta il tutto per tutto e riesce a recuperare circa 6-7" sfruttando i tratti meno tecnici e più di spinta e la salita a piedi, dove comunque non appare leggiadro come ci si sarebbe potuti aspettare. Proprio nel momento in cui la gara sembra riaprirsi per merito di WVA quest'ultimo subisce un pesantissimo rallentamento della propria azione risalendo in bici con un rapporto troppo duro; il belga si pianta e perde in un attimo tutto quel che aveva recuperato, nulla può ormai fermare lo straordinario Van der Poel.

Mathieu vince una spettacolare prova dando dimostrazione di potenza ma soprattutto di  tecnica e capacità di cambio di ritmo, virtù che da sempre contraddistinguono il suo essere crossista. A 27" chiude WVA, apparso molto pesante sia in salita che a piedi, non molto potente sui (pochi) rettilinei del circuito e decisamente in difficoltà da un punto di vista tecnico. Su un tracciato simile da lui ci si aspettava ben di più, soprattutto considerando lo Zilvermeercross di venerdì, ma evidentemente non è ancora sufficientemente in palla da digerire al meglio questi dislivelli e far valere la propria potenza. Terzo a 54" Pidcock che ha chiuso in netto calo. Gli rimane comunque il merito di aver dato spettacolo e senso a questa gara, di aver distribuito emozioni a piene mani. In percorsi duri sarà sempre molto temibile per entrambi. Quarto a 1'53" Vanthourenhout, per circa metà gara al passo con i primi tre e poi inesorabilmente in calo, quinto a 2'20" un buon Van der Haar e sesto a 2'55" Sweeck, disimpegnatosi bene in una giornata in cui aveva ben poco da chiedere a se stesso. Ottimo il settimo posto di Nys a 3'50", il ragazzo c'è e sta continuando a migliorare, ora che arrivano anche gli obiettivi più prestigiosi sarà il favoritissimo nella categoria under. Toon Vandebosch autore di un'altra solida prova è ottavo a 3'57", Cameron Mason nono a 4'02" (anch'egli grande amante di questi circuiti) e Gerben Kuypers, ancora in cerca di un contratto, decimo a 4'10". Miglior azzurro Gioele Bertolini ventitreesimo a 6'48".

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