
Martha Bayona squalificata per doping: "Errori, ma non sono un'imbrogliona"
La pistard colombiana sanzionata con 18 mesi di stop dal Tribunale UCI per tre mancati controlli: la squalifica è retroattiva e terminerà il 22 ottobre 2026
L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha ufficializzato la sanzione nei confronti di Martha Bayona, la pistard due volte argento mondiale Keirin, nonché terza nella velocità della Track Champions League 2024, che dovrà restare lontana dalle competizioni per un totale di 18 mesi.

La decisione del Tribunale Antidoping non nasce da una positività a sostanze proibite, ma da una questione burocratica che nel sistema attuale non ammette errori: la violazione della reperibilità. La trentenne di Bucaramanga è stata infatti ritenuta colpevole di tre "whereabouts failures" (mancate comunicazioni o assenze ai controlli a sorpresa) in un arco di soli 12 mesi.
Un verdetto che pesa sul palmarès
La squalifica, pur essendo stata resa nota solo ora, è stata retrodatata al 23 aprile 2025, giorno in cui era scattata la sospensione provvisoria. Bayona potrà tornare a indossare il numero sulla schiena solo il 22 ottobre 2026.
Si tratta di un colpo molto duro per il movimento colombiano. Martha Bayona non è un’atleta qualunque: è la donna che ha portato la Colombia ai vertici della velocità mondiale, grazie ai due argenti iridati nel Keirin conquistati a Hong Kong (2017) e Glasgow (2023), oltre a una collezione impressionante di medaglie d'oro ai Giochi Panamericani e in Coppa del Mondo.
Lo sfogo dell'atleta: "Errori umani, ma non sono un'imbrogliona"
Nonostante la possibilità di ricorrere al TAS di Losanna, la pistard ha già fatto sapere che accetterà il verdetto senza ulteriori battaglie legali. In un lungo post sui social, Bayona ha descritto l'ultimo anno come il più difficile della sua vita, segnato dalla solitudine e dal peso di un errore che definisce "burocratico".
"Voglio che sia chiara una cosa: non ho mai avuto l'intenzione di nascondermi o di barare", ha dichiarato l'atleta, sottolineando come la stessa UCI abbia riconosciuto la buona fede e l'assenza di dolo nel processo. "Quelli che hanno portato alla squalifica sono stati errori umani commessi in un periodo personale molto complicato. Mi assumo le mie responsabilità, ma il dolore per la mancanza di supporto da parte delle autorità è stato grande".
Il regolamento WADA
Il sistema dei Whereabouts, regolato dal codice WADA e gestito operativamente dall’International Testing Agency (ITA), impone agli atleti d'élite di comunicare ogni giorno una fascia oraria e un luogo preciso in cui essere reperibili per i controlli a sorpresa. Accumulare tre 'semafori rossi' (ovvero controlli mancati o errori di reperibilità) in un arco di 12 mesi fa scattare automaticamente la violazione del regolamento, che viene sanzionata indipendentemente dalla volontà dell'atleta di barare o dall'assunzione effettiva di doping.
Bayona non potrà essere dunque al via delle tre prove della prossima Coppa del Mondo, né dei Mondiali di Shanghai, che si terranno dal 14 al 18 ottobre 2026.
