Dieci anni dopo Ganna, Donati vince la Parigi-Roubaix Espoirs. Al pattinatore Wiersma la U19
Il bresciano della Red Bull-BORA-Hansgrohe Rookies riporta un italiano sul pavé di Roubaix dieci anni dopo Filippo Ganna. Tra i juniores vince un 18enne che ha passato tutto l'inverno sui pattini
La Parigi Roubaix Espoirs torna a sorridere ai colori azzurri, dieci anni dopo Filippo Ganna. Prima di assistere alla prova élite, il pubblico del velodromo di Roubaix ha visto trionfare il bresciano Davide Donati nella versione Under 23 della classica del Nord e il neerlandese Thijs Wiersma in quella juniores.
Donati, primo italiano dopo Ganna alla Parigi-Roubaix Espoirs
Davide Donati, 21enne di Monticelli Brusati e portacolori della Red Bull-BORA-Hansgrohe Rookies, ha vinto la Parigi-Roubaix Espoirs (159 chilometri da Le Cateau-Cambrésis) attaccando nel finale e arrivando al velodromo con il margine necessario per resistere al ritorno degli inseguitori: è il primo italiano a vincere la prova da Filippo Ganna, che si era imposto nel 2016. Donati aveva compiuto 21 anni mercoledì scorso.
La corsa si era animata nelle prime fasi con una fuga di quattro corridori (i francesi Louis Leduc, Johan Chardon, Hugo Roudier e il tedesco Fausto Penna) riassorbita a una sessantina di chilometri dall'arrivo, in avvicinamento a Mons-en-Pévèle. Da quel momento è entrato in scena il gruppo dei favoriti: il belga Aldo Taillieu (Visma | Lease a Bike Development), il neerlandese Guus van den Eijnden (Alpecin-Premier Tech Development), il danese Kasper Haugland (Decathlon CMA CGM), l'irlandese Seth Dunwoody (Bahrain Victorious Development) e lo spagnolo Hector Álvarez (Lidl-Trek Future Racing) hanno preso il largo insieme.
A Carrefour de l'Arbre Taillieu ha tentato il colpo da solo, ma è stato ripreso a nove chilometri dal traguardo dal gruppo nel frattempo ulteriormente cresciuto, con l'aggiunta di Donati, Jasper Schoofs, Gabin Gicquel e Joeri Schaper. In undici sono entrati nel velodromo, ma nel rettilineo finale Álvarez, Gicquel e Donati si sono staccati dal gruppo con un'accelerazione secca, guadagnando il piccolo margine che è bastato a Donati per gestire la volata e prevalere di misura su Dunwoody e Van den Eijnden.
Wiersma, il pattinatore che vince sul pavé della Roubaix Juniores
Tra gli juniores (106 chilometri con i settori di Mons-en-Pévèle e Carrefour de l'Arbre) ha vinto il neerlandese Thijs Wiersma, 18 anni, JEGG-SKIL-DJR (squadra satellite di Visma | Lease a Bike). Il tedesco Karl Herzog, campione europeo in carica e fratello minore di Emil Herzog, ha concluso secondo dopo aver recuperato nel finale e perso la volata nel velodromo. Terzo il francese Alban Picard (Groupama-FDJ United development).
Il vincitore ha una storia che sposta ancora più in là i confini della multidisciplina. Wiersma infatti pratica sia ciclismo sia pattinaggio sul ghiaccio, disciplina che pratica di inverno da diversi anni prima di dedicarsi alla bicicletta durante il resto della stagione: ha partecipato ai Mondiali e ai Campionati Neerlandesi di pattinaggio di velocità, categoria in cui vanta un record mondiale e tre secondi posti iridati. Poi, cinque settimane fa, è tornato sulla bicicletta. Specificatamente per Roubaix. “Ho pattinato per tutto l'inverno. Sono tornato a pedalare solo cinque settimane fa, apposta per questa corsa. Che poi riesca a vincere è assurdo”, ha detto.

In gara, Wiersma ha dovuto anche rimontare. Una frattura nel gruppo lo aveva messo in difficoltà, costringendolo a inseguire fino a Orchies consumando energie preziose. “Ho dovuto restare sempre in testa del gruppo di rincalzo per ridurre il distacco. Mi è costato”. Ma al settore 7, proprio a Orchies, ha piazzato lo scatto decisivo. Davanti, il sudafricano Dean Woolley, rimasto solo dopo una caduta causata da un tifoso che aveva coinvolto il connazionale Gijs Winters e il francese Soren Bruyère Joumard a Carrefour de l'Arbre, aveva già il margine per puntare al traguardo, ma Wiersma lo ha raggiunto e distaccato di netto, poi Herzog lo ha raggiunto nel velodromo, ma nella volata non ha avuto scampo.
Sesto al traguardo Enzo Hincapie (USA, Grenke-Auto Eder): figlio di George Hincapie, che ha disputato 17 edizioni della Parigi-Roubaix da professionista ed è oggi general manager della squadra Modern Adventure Pro Cycling insieme al fratello Richard.
Non c'erano corridori italiani al via.
