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La Trek s'addormentò, Burgaudeau l'anticipò

11.03.2022 16:37

Frazione interlocutoria alla Parigi-Nizza in attesa dei botti delle ultime due tappe. Il corridore della TotalEnergies sfugge per pochi metri al controllo del gruppo, Pedersen (secondo su Van Aert) si porta a casa tanti rimpianti


Splendido successo di Mathieu Burgaudeau nella sesta tappa della Parigi-Nizza. Il francese della TotalEnergies parte in contropiede su uno strappo a 9 km dal traguardo e sfrutta l'incertezza del gruppo per raggiungere la prima affermazione in carriera. Ultimo chilometro di grande tensione, con il plotone che per una manciata di metri non infrange i sogni dell'attaccante. Trek-Segafredo grande protagonista della tappa ma si perde sul più bello, Mads Pedersen vince la volata di gruppo per un secondo posto che sa di beffa. Tutto tranquillo in classifica generale in vista delle ultime due tappe, Roglic sempre leader.

Andiamo quindi a conoscere la sesta frazione dell'ottantesima edizione della Parigi-Nizza, la tappa più lunga. Sono infatti 213,6 i chilometri da percorrere da Courthézon ad Aubagne, in terra di Provenza. Sono ben 5 i GPM di giornata, anche se si stratta di tutte salite pedalabili e che non dovrebbero fare eccessiva selezione. Momento chiave è la salita al Col de l'Espigoulier (10.8 km al 4.4%), seguita da una lunga e tecnica discesa che termina a meno di 20 km dal traguardo. A questo punto c'è ancora un'asperità da affrontare: lo strappo verso il traguardo volante di Lascours (1 km al 7%) in cima al quale mancano soltanto 8 km mossi verso l'arrivo di Aubagne.

Passiamo dunque alla cronaca. La fuga di giornata si forma una decina di chilometri dopo il via di stamattina, ed è composta da 6 uomini: ne fanno parte Yevgeniy Fedorov (Astana-Qazaqstan), Johan Jacobs (Movistar), Sébastien Grignard (Lotto-Soudal), Julius van den Berg (EF Education-EasyPost), Victor Koretzky (B&B Hotels-KTM) e la maglia a pois Valentin Madouas (Groupama-FDJ). Non tanti dunque gli attaccanti per una tappa che invece si preannunciava adatta alle fughe, anche numerose. Il gruppo, grazie al lavoro di Cofidis e Trek-Segafredo controlla la situazione, non concedendo al drappello di testa più di 5' di vantaggio. L'inseguimento del plotone si fa man mano più convinto e con l'aggiunta di uomini della Intermarché-Wanty-Gobert lo svantaggio viene notevolmente ridotto, mentre Grignard perde le ruote dei compagni d'avventura. Sul Col de l'Espigoulier il ritmo del gruppo comincia ad essere interessante e i fuggitivi restano in 2, con una manciata di secondi da gestire: se ne vanno Koretzky e Jacobs, raggiunti presto da Matthew Holmes (Lotto-Soudal) fuoriuscito dal gruppo.

Tuttavia l'ascesa all'Espigoulier non fa grande selezione, se non tra i velocisti più puri rimasti in gara, e ci si butta nell'impegnativa discesa con una situazione di gruppo compatto. Proprio in discesa, affrontata a folle ritmo, è Søren Kragh Andersen (DSM) a provare ad allungare in solitaria; ma dietro la Trek-Segafredo lavora in blocco per Mads Pedersen e riesce a ricucire a 15 km dall'arrivo. Sullo strappo verso lo sprint di Lascours la squadra statunitense però sparisce: Olivier Le Gac (Groupama-FDJ) rompe gli indugi e si porta dietro altri 4 uomini tra cui Cristophe Laporte (Jumbo-Visma) e Mathieu Burgaudeau (TotalEnergies) che parte da solo in contropiede. Il battistrada prosegue convinto, mentre in gruppo nessuno si prende l'onere di inseguire, il suo vantaggio arriva così a 15". Da dietro provano a fuoriuscire Laporte e Luca Mozzato (B&B Hotels-KTM) ma il loro tentativo non ha fortuna. Entrati nell'ultimo chilometro l'azione di Burgaudeau si fa più pesante mentre da dietro il gruppo in volata si avvicina tantissimo fin sulla linea d'arrivo, ma non riesce a superare il coraggioso francese.

Vince così Burgaudeau, che mantiene qualche metro di vantaggio sul plotone regolato allo sprint da Mads Pedersen (Trek-Segafredo), che batte Wout Van Aert (Jumbo-Visma) e Biniam Girmay (Intermarché-Wanty-Gobert). Quinto è Bryan Coquard (Cofidis), poi sesto Luka Mezgec (BikeExchange) e settimo Iván García Cortina (Movistar). Completano la top10 Dorian Godon (Ag2r Citroën), Florian Sénéchal (Quick-Step) ed infine un bravo Luca Mozzato. Invariata la classifica generale nelle sue prime 10 posizioni, per una tappa decisamente interlocutoria per i big della generale. Primoz Roglic (Jumbo-Visma) resta dunque leader con 39" di margine su Simon Yates (BikeExchange) e 41" su Pierre Latour (TotalEnergies). Quarto è Dianiel Martínez (Ineos) a 56", poi Aleksandr Vlasov (Bora-Hansgrohe) a 59", sesto Adam Yates (Ineos) a 1'11", settimo Søren Kragh Andersen a 1'26". Ottavo troviamo Jack Haig (Bahrain-Victorious) a 1'35", nono Nairo Quintana (Arkéa Samsic) a 1'45" ed infine Ion Izagirre (Cofidis) a 2'01".

Domani settima e penultima frazione, si correrà la Nice-Col de Turini di 155,2 km che offrirà (o almeno dovrebbe) l'unico arrivo in salita della Parigi-Nizza 2022. Il Col de Turini è una salita vera, adatta agli scalatori puri, la pendenza media dei 15 km conclusivi è del 7,3% ma gli ultimi 4 km saranno i più duri, con punte in doppia cifra. La scalata conclusiva tuttavia è ancora in dubbio per le previsioni meteo avverse, con addirittura il rischio di nevicate a quota 1.600 metri, a cui è posto l'arrivo
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