Giro di Sardegna 2026 - Analisi del percorso
Dopo quindici anni la corsa rinasce con un tracciato impegnativo; tutte le tappe sono più o meno mosse, lasciando la porta aperta ai velocisti; regina la quarta, praticamente di montagna
Un grande ritorno nel calendario italiano quello del Giro di Sardegna, assente dal 2011. Il percorso del 2026 è di grande interesse sia per come è concepito, coprendo buona parte del periplo dell'isola, sia da un punto di vista strettamente tecnico, con tappe mai banali. Solo l'ultima è più spiccatamente per velocisti, mentre le prime tre sono movimentate anche da salite impegnative, magari collocate a media distanza dal traguardo. La quarta è invece una vera frazione di montagna, nonostante si corra per molti km a ridosso del mare e consentirà di scrivere una classifica ben definita.
Le tappe nel dettaglio
mercoledì 25 febbraio - 1a tappa: Castelsardo - Bosa (189.8 km)

La prima tappa è già una delle più impegnative, anche se aperta a molte soluzioni. Dopo 25 km semplici inizia la lunga salita di Osilo (12.3 km al 4.2%, divisi in due tronconi di circa 6.5 km al 6% e 2.7 km al 6.5%), seguita presto da quella di Ossi (4.4 km al 4.5%). Il successivo tratto di quasi 60 km è moderatamente ondulato ma comunque semplice. Lo scenario cambia del tutto per salire a Villanova-Monteleone (12.1 km al 4.6%): un primo troncone di salita di 4.8 km al 9% (max 12%) può spaccare la corsa, seguito da una breve discesa e un secondo tratto di quasi 5 km al 4%. I 58 km che mancano per andare al traguardo sono molti, ma il continuo susseguirsi di brevi asperità non agevola il rientro dei ritardatari, né tantomeno l'inseguimento dei fuggitivi. Si contano almeno 5 denti di lunghezza variabile (da 1 a 5 km) con pendenze abbastanza lievi, l'ultimo dei quali termina a meno di 20 km dall'arrivo. La strada resta in altopiano per 8 km, quindi inizia la discesa di 5.5 km, che termina a soli 3 km dal traguardo.
giovedì 26 febbraio - 2a tappa: Oristano - Carbonia (136.3 km)

Frazione analoga per tipologia ma un po' più semplice della precedente. I primi 25 km sono perfettamente pianeggianti, poi iniziano le prime ondulazioni. Due brevi ascese (1.5 km al 7%; 2.5 km al 6%) sono in verità i primi gradoni della salita a Genna Sciria (ultimi 8.4 km al 2.8%), seguita da quella a Passo Bidderdi (poco più di un falsopiano). Una lunga discesa inserisce in un altro breve tratto pianeggiante prima di entrare nel vivo della frazione. Un paio di strappi precedono quello di Colle Buggerru (1 km al 9%), seguito presto dalla più lunga salita a Valico Montecani (6.5 km al 5.7%; ultimo km sopra il 10%), che scollina a soli 28 km dall'arrivo. Dopo una lunga discesa, gli ultimi 20 km sono piuttosto semplici, anche se la pianura lascia presto posto a falsipiani piuttosto accentuati. Salgono anche gli ultimi 2 km (media 1.8%) con pendenza gradualmente in aumento (4% nelle ultime centinaia di metri.
venerdì 27 febbraio - 3a tappa: Cagliari - Tortoli (168.1 km)

Frazione più agevole ma comunque animata da alcune difficoltà. Tra il 20° e il 60° km si incontra un primo tratto movimentato in cui spiccano le salite a Capo Boi (2 km al 5.5%) e a Punta Culumbaris (2.2 km al 4%). A seguire il percorso si fa molto più lineare con una salitella al km 98 e poi un lungo falsopiano fino ai piedi di Genna Cresia (1 km al 5.5%). Dopo una discesa di quasi 10 km si entra nei venti km finali, privi di vere salite, ma con almeno quattro zampellotti relativamente semplici, l'ultimo dei quali a 7 km dall'arrivo.
sabato 28 febbraio - 4a tappa: Arbatax - Nuoro (153.6 km)

È la tappa regina della corsa, che accumula circa 300 metri di dislivello. La maggior parte delle salite non è particolarmente ripida, ma di pianura ce n'è pochissima e ad inizio stagione può bastare poco per aprire grandi differenze. Dopo 20 km di falsopiano comincia la prima lunga salita a Genna Silana (20.5 km al 4.2%, max 9%). 25 km di discesa, da pedalare nella prima parte, portano direttamente ai piedi della salita di Dorgali (6.8 km al 5.2%): si apre con un'impennata in cemento di 2.5 km al 10% (max 14%) fino a Passo Littu, seguita dopo una breve discesa da un secondo tratto di circa 3 km al 6.5% con altre rampe in doppia cifra. La salita è molto dura, ma mancano ancora 80 km, di cui almeno 10 di pianura sono necessari per incontrare le successive tre salite: Oliena (circa 3 km al 6%), Nuoro (senza passare dal traguardo, 5.8 km al 6%, max 10% nell'ultimo km) e Su Pradu (12 km al 5.9%, max 8%). Quest'ultima salita termina a circa 26 km dall'arrivo e non è seguita da una vera discesa, bensì da un tratto di quasi 20 km costantemente a favore ma quasi tutto da pedalare (media 2%). Un nuovo tratto di salita di circa 2 km al 4% termina a soli 3 km dal traguardo, con un ulteriore zampellotto a 2 km dall'arrivo e di nuovo in salita negli ultimi 400 metri.
domenica 1 marzo - 5a tappa: Nuoro - Olbia (177.3 km)

Tappa per velocisti priva di vere salite. Per uscire dalle montagne si supera di nuovo il Valico di Su Pradu ripercorrendo in salita la “non discesa” del giorno precedente (18.1 km al 2.1%) Dopo 30 km di discesa il percorso si fa semplice, mosso solo da qualche salitella non temibile. Il circuito finale intorno a Olbia è comunque più mosso di quanto non sembri dal profilo ufficiale, ma comunque è difficile credere che qualcuno possa animare la corsa. Si segnala un ultimo zampellotto a circa 5 km dall'arrivo.
