
La RAI potrebbe rinunciare (ancora) alla diretta del Giro delle Fiandre e dell'Amstel
Giorni grami per il servizio pubblico che, dopo il clamoroso scivolone della diretta della cerimonia inaugurale di MilanoCortina, ha perso l'esclusiva in chiaro delle ATP Finals e potrebbe rinunciare alla copertura integrale dei Mondiali di calcio
Pensavamo che fosse stato un incidente di percorso, a cui il servizio pubblico avrebbe rimediato in questa stagione. A quanto pare, ci sbagliavamo di grosso: in base ad alcune indiscrezioni di stampa, rilanciate da Bicisport, la RAI potrebbe rinunciare anche quest'anno alla copertura del Giro delle Fiandre e della Amstel Gold Race.
Giro delle Fiandre e Amstel Gold Race solo a pagamento?
La riduzione dei finanziamenti destinati all'azienda radiotelevisiva di stato, controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze, ha colpito anche Rai Sport che - si legge in una nota sindacale diffusa a gennaio - ha subito tagli per circa 2,5 milioni di €. Un sacrificio che potrebbe avere ripercussioni sull'acquisizione dei diritti sportivi e sulla copertura di alcuni eventi. Com'è noto, le richieste economiche di Flanders Classics - la società che organizza sia la Ronde, sia la classica della birra - sono molto esose. Ed è quantomeno comprensibile che i vertici della RAI non vogliano forzare la mano, a fronte di una raccolta pubblicitaria che potrebbe essere inferiore all'investimento per l'acquisto dei diritti.
D'altra parte, però, la testata sportiva non ha brillato per una gestione oculata delle sue risorse: il direttore Paolo Petrecca - finito sotto il tiro incrociato dei suoi redattori, che lo hanno già sfiduciato in due occasioni, e della stessa dirigenza RAI dopo la sconcertante telecronaca della cerimonia inaugurale dei Giochi olimpici invernali di MilanoCortina - ha speso circa 640.000 € per ingaggiare una nutrita batteria di collaboratori esterni che hanno trovato spazio in rubriche e trasmissioni di approfondimento. Una spiacevole abitudine del passato che l'ex direttore di RaiNews 24 ha riportato in vita, irritando (giustamente) i giornalisti di Rai Sport. A questo punto, viene da chiedersi se un dirigente della tv pubblica possa spendere una somma così considerevole per dare spazio a personaggi che non aggiungono alcunché all'offerta editoriale della sua testata. Ma hanno l'indubbio merito di avere alle spalle agenti (e padrini politici) particolarmente influenti.

La difficile partita dei diritti
Nonostante gli ottimi ascolti dei Giochi, Rai Sport attraversa una fase molto agitata: non solo gli strascichi della telecronaca di Petrecca, che hanno convinto il comitato di redazione a ritirare le firme da telecronache, servizi e commenti fino alla fine dell'Olimpiade, ma anche la perdita dell'esclusiva in chiaro delle ATP Finals, aggiudicata per i prossimi tre anni a Mediaset, che ha presentato un'offerta da 4 milioni a stagione. Altrettanto complessa, infine, la partita dei diritti dei Mondiali di calcio che si giocheranno in estate tra Stati Uniti, Canada e Messico: secondo il portale Calcio e Fnanza, infatti, DAZN potrebbe aggiudicarsi l'esclusiva assoluta della Coppa del Mondo (a dispetto di una situazione finanziaria tutt'altro che florida), lasciando alla RAI - che pure aveva trasmesso per intero il Mondiale di Qatar 2022 - soltanto una selezione di partite da trasmettere in chiaro. Fermo restando che, in base alle direttive dell'Autorità garante delle comunicazioni, la gara inaugurale del torneo, la finale e le partite dell'Italia devono essere visibili a tutti. Anche se gli azzurri non hanno ancora in tasca il biglietto per la trasvolata oceanica. E non è scontato che possano aggiudicarselo.
