Deborah Compagnoni e Nico Rosberg © Sito Internet Federazione italiana sport invernali-Sito Internet Formula 1
Professionisti

Non solo Simon Yates: tutti i ritiri a sorpresa nel mondo dello sport

Un elenco ragionato delle stelle che hanno deciso di lasciare all'apice della popolarità

07.01.2026 19:10

Ora che il conto in sospeso con il Giro d'Italia è stato finalmente saldato, Simon Philip Yates può scendere dalla bicicletta a cuor leggero. La stessa sensazione che ha accompagnato campioni e campionissimi del mondo dello sport quando hanno deciso di scendere dalla giostra, rinunciando alla fama e - soprattutto - alle lusinghe di Pluto. 

I principali ritiri a sorpresa nel mondo dello sport

La disciplina che ha registrato il più elevato numero di abbandoni anticipati è senza dubbio il tennis, dove il livello di competitività finisce per logorare anzitempo corpi e menti. Ne sa qualcosa uno dei più grandi di sempre, lo svedese Bjorn Borg, che concluse la sua prima vita sui campi da gioco a soli 26 anni, appagato com'era da una bacheca con pochi eguali: 5 edizioni consecutive di Wimbledon dal 1976 al 1980, 6 Roland Garros tra il 1974 e il 1981, due Masters di fine stagione e la Coppa Davis 1975 con la Svezia. I conti in rosso - e una tormentata vita privata - lo convinceranno a tornare in scena. Con un'anacronistica racchetta di legno. Durò pochissimo, per fortuna.

In campo femminile, vale la pena di segnalare i nomi di tre vincitrici di tornei dello Slam: la francese Marion Bartoli uscì di scena dopo aver sorprendentemente vinto i Championships londinesi del 2013, battendo in finale la tedesca Sabine Lisicki. Due anni più tardi, fece altrettanto una delle migliori interpreti di sempre del movimento italiano, la brindisina Flavia Pennetta: l'ultimo atto della sua carriera - terminata a 33 anni - fu la vittoria in due set agli US Open 2015 contro la corregionale Roberta Vinci. Ancora più clamorosa, poi, fu la decisione dell'australiana Ashleigh Barty, che decise di chiudere con l'agonismo da numero 1 della classifica WTA dopo aver vinto il Roland Garros, Wimbledon e l'Open di casa tra il 2019 e il 2022. L'oceanica ha smesso a 25 anni così come la belga Justine Henin, che lasciò la scena nel 2008 dopo aver vinto 7 titoli dello Slam. Ci ripensò, ma il gomito non le lasciò scampo e la costrinse a lasciare definitivamente nel gennaio 2011.

Gli abbandoni eccellenti negli sport invernali e nel motorismo

Dici Johannes Thingnes e pensi al più grande interprete della storia recente del biathlon mondiale: 88 successi in Coppa del Mondo, conquistata per 5 volte, 23 titoli mondiali (13 dei quali a livello individuale) e 5 ori olimpici (3 individuali, due con i compagni di nazionale della Norvegia). Avrebbe potuto proseguire fino a Milano-Cortina 2026 per aumentare il bottino e diventare il più vincente di sempre. E invece, allo scoccare dei 32 anni, Bø ha deciso che era arrivato il momento di «pensare alla famiglia». Uno shock per tutti gli appassionati di sport invernali. Ancora più prematuro fu l'addio alle nevi di Deborah Compagnoni: la valtellinese - 3 titoli olimpici (due in gigante, uno in SuperG) da Albertville 1992 a Nagano 1998, dove fu anche argento in slalom, e tre titoli iridati (due in slalom, il terzo in gigante) nel biennio 1996-97 - lasciò a sorpresa lo sci alpino alla fine della stagione 1998-99, quando non aveva ancora varcato la soglia dei trent'anni. 

Più prevedibile - ancorché prematuro - fu il passo indietro dell'austriaco Marcel Hirscher: uno dei più grandi sciatori della storia - 67 successi in Coppa del Mondo, conquistata per 8 anni di fila (2012-2019), 7 titoli iridati e due ori olimpici (combinata alpina e gigante a PyeongChang 2018) - decise di salutare a soli 30 anni, nel settembre 2019. Il fuoco non ha però mai smesso di ardere, al punto che il salisburghese è tornato in pista nel 2024 sotto bandiera olandese. Suo malgrado, un serio infortunio in allenamento gli ha impedito di gareggiare nell'ultimo inverno. Chissà che non riesca a tornare appena in tempo per la sua quarta Olimpiade. Un serio problema di salute (il morbo di Crohn, un'infiammazione cronica dell'intestino) ha costretto il più vincente atleta di sempre della storia della combinata nordica, il norvegese Jarl Magnus Riiber, a smettere a soli 28 anni. Con un unico, grande cruccio: non aver vinto una medaglia olimpica a livello individuale.

marcel-hirscher
Lo sciatore austriaco Marcel Hirscher, 36 anni, è tornato all'attività dopo aver annunciato l'addio alle competizioni nel 2019 © Sito Internet Red Bull

Anche i fenomeni hanno un'anima. Persino quando le loro vite corrono sul filo dei 300 chilometri orari. È il caso del tedesco di origini svedesi Nico Rosberg, classe 1985: fedele scudiero di Lewis Hamilton negli anni dello strapotere Mercedes in Formula 1, il figlio d'arte (suo padre Keke vinse il titolo mondiale nel 1982) si scopre prima guida nel 2016. Il duello con l'attuale pilota della Ferrari è snervante e tocca il suo apice a Barcellona, quando Hamilton e Rosberg si scontrano dopo poche curve, finendo entrambi fuori pista. Il testa a testa prosegue serrato fino al Gran Premio della Malesia, quando il britannico rompe il motore mentre è in testa alla corsa. Rosberg (3° a Sepang) ne approfitta per scappare in classifica e presentarsi all'ultimo GP sulla pista di Abu Dhabi con un piccolo ma preziosissimo margine sul compagno-rivale. Hamilton ingaggia una vera e propria guerra di nervi con Rosberg e l'intero muretto della Mercedes fino alla bandiera a scacchi, ma non basta: il tedesco conserva il posto d'onore alle spalle di Lewis e si aggiudica la corona iridata. Tempo una settimana e Rosberg decide che può bastare: il suo l'aveva ampiamente fatto. 

Ancora più dirompente fu la notizia del ritiro di Casey Stoner, uno dei più grandi interpreti della storia recente del motociclismo. Il pilota della Honda alzò definitivamente la visiera alla fine della stagione 2012, quando la carta di identità era arrivata a quota 27. L'anno prima aveva dominato il Mondiale della classe MotoGP, replicando il successo ottenuto quattro anni prima in sella alla Ducati. Come ha raccontato qualche tempo fa, Stoner riusciva più a sopportare la pressione dell'ambiente. 

casey-stoner
L'australiano Casey Stoner, due volte campione del mondo della MotoGP © Red Bull/Joseph Caron Dawe

I casi di Titmus e Thorpe 

Ancora una fuoriclasse arrivata dalla «terra sottosopra»: si chiama Ariarne Titmus, ha 25 anni ed è stata una formidabile interprete del nuoto tra le corsie. Fa impressione coniugare il verbo al passato prossimo, perché la bicampionessa olimpica dei 400 stile libero a Tokyo 2020 e Parigi 2024 - che vanta anche un oro nei 200 sl e un titolo nella 4X200 sl, senza dimenticare i 7 titoli mondiali vinti tra il 2017 e il 2023 - si è congedata dallo sport agonistico nell'autunno 2025 dopo un anno trascorso alla finestra. Prima di lei, il connazionale Ian Thorpe - 3 ori individuali ai Giochi olimpici e la doppietta sui 400 sl a Sydney 2000 e Atene 2004, oltre a 7 titoli mondiali - decise di smettere a 24 anni perché schiacciato dalle troppe aspettative. Il prodigio del nuoto mondiale precipitò in un gorgo fisico ed emotivo che lo spinse fino alla depressione. Non senza fatica, è riuscito a venirne fuori. 

ariarne-titmus
La nuotatrice australiana Ariarne Titmus ha annunciato a ottobre 2025 lo stop alla sua carriera © Al Bello/Getty Images
Tom Dumoulin nuovo direttore dell’Amstel Gold Race dal 2027: “Non ho dovuto pensarci a lungo”
Enjoy Stelvio Valtellina e Sellaronda Bike Day: ecco il calendario 2026
Carmine Marino

Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre '23.