Per lo sloveno è la 48° vittoria in carriera
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Vuelta a Andalucia, Pogačar trionfa a Santiago de la Espada

Lo sloveno attacca sull'ultima salita e conquista la seconda vittoria in due giorni di gara dopo la Jaén Paraiso Interior. Podio per Landa e Rodríguez, sfortuna per Mas. Caruso (7°) primo italiano

15.02.2023 16:01

La corsa spagnola è scattata oggi con la Puente de Génave-Santiago de la Espada, frazione di 179 chilometri che ha aperto le danze tra gli scalatori. Erano cinque i gran premi della montagna da affrontare: Collado de los Yesos (4.7 chilometri al 5.8%), Alto des Onsares (4.7 chilometri al 5.4%), Puerto del Navalperal (8.1 chilometri al 6.9%), Garganta de Hornos (16.5 chilometri al 4.5%) e Despiernacaballos (10.6 chilometri al 5.8%), che i corridori scollineranno quando mancheranno solo 8 chilometri al traguardo. Tanti corridori hanno provato ad evadere dal gruppo nella prima salita. A prendere il largo, alla fine, sono stati in quattro: gli spagnoli Gotzon Martín (Euskaltel-Euskadi) e Alex Martín (EOLO-Kometa), il belga Aaron Van Poucke (Team Flanders-Baloise) e il francese Clément Alleno (Burgos-BH). I quattro hanno animato la corsa nei primi tre gran premi della montagna, mentre alle loro spalle UAE Team Emirates e Movistar Team hanno preso le redini del gruppo nel tentativo di neutralizzare l'attacco.

A 51 chilometri dal traguardo, Omar Fraile (INEOS Grenadiers) ha attaccato riportandosi sulla fuga, da cui si erano intanto staccati Alleno e Van Poucke. In testa alla corsa si è quindi formato un terzetto spagnolo con Gotzon Martín che ha vinto anche il quarto gran premio della montagna confermandosi al comando della classifica scalatori. L'azione dei tre si è interrotta a 22 chilometri dall'arrivo, con la salita conclusiva in vista.

La UAE Team Emirates ha aumentato l'andatura con Alessandro Covi e Tim Wellens, che a 14 chilometri dal traguardo hanno lasciato il testimone a Rafal Majka e George Bennett. Il neozelandese ha preparato il terreno per l'attacco di Tadej Pogačar, che a 13 chilometri dal termine è scattato portandosi dietro solo Santiago Buitrago (Bahrain-Victorious). Il colombiano ha resistito per un paio di tornanti, prima che Pogačar lo lasciasse definitivamente sul posto involandosi verso il traguardo.

Alle sue spalle si è formato un quartetto con Buitrago, Mikel Landa (Bahrain-Victorious), Carlos Rodríguez (INEOS Grenadiers) e Enric Mas (Movistar Team). I quattro sono riusciti a limitare i danni dal battistrada, che allo scollinamento vantava 40" di vantaggio. A 9 chilometri dall'arrivo Mas ha dovuto dire addio alle ambizioni di conquistare un podio di tappa in seguito a un problema meccanico ed è stato raggiunto dal secondo gruppo inseguitore.

Pogačar ha concluso la tappa senza sbavature conquistando il successo e la maglia di leader. Seconda piazza per Landa (+40") che ha preceduto allo sprint Rodríguez e Buitrago. Al 5° posto è giunto Tao Geoghegan Hart (INEOS Grenadiers), seguito da Pavel Sivakov (INEOS Grenadiers), Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), Mas, Jack Haig (Bahrain-Victorious) e Jefferson Cepeda (Caja Rural-Seguros RGA).

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