Una breve panoramica sui farmaci dopanti più diffusi nello sport (e non solo)

Il doping è una tecnica che consiste nell’utilizzo di una sostanza o di una pratica che permette di migliorare l’efficienza psichica e fisica durante una prestazione sportiva sia di tipo agonistico che non agonistico. Le sostanze che l’atleta utilizza vengono sfruttate a scopo non terapeutico nel senso che questi farmaci non si usano per curare alcuna patologia in atto ma solo per aumentare le prestazioni fisiche. La storia del doping ha origini molto antiche, si pensa addirittura che gli atleti ne facessero uso durante la prima Olimpiade della storia nell’Antica Grecia quando si utilizzavano mix di erbe officinali per aumentare le performance fisiche dell’utilizzatore. Con gli anni e con la scoperta di nuovissime molecole è stato possibile agire in diversi modi: aumentare la massa muscolare e la forza, ridurre la percezione della stanchezza, variare continuamente il peso corporeo consentendo di dimagrire in tempi relativamente brevi, aumentare l’apporto di ossigeno ai tessuti. Negli ultimi anni le tecniche di doping sono state così affinate che addirittura è stato possibile, con l’utilizzo di particolari farmaci, risultare completamente “puliti” ai controlli.

Il ciclismo è uno sport che più di altri ha avviato una vera e propria lotta al doping con provvedimenti irrogati anche nei confronti di atleti di caratura internazionale. Se ciò in un primo momento ha alterato la percezione di fronte all’opinione pubblica di questo sport in generale, alla lunga ha però permesso di regolarizzare in maniera evidente le competizioni migliorando sensibilmente l’immagine del ciclismo e facendone addirittura un esempio per tutte quelle altre discipline in passato molto meno “severe”.
In questo articolo, con l’aiuto della dottoressa Maria Carrano, farmacista e autrice del blog www.salutarmente.it cercheremo di capire quali sono le principali classi di farmaci che si utilizzano come dopanti.

I farmaci che si utilizzano in maniera illecita nello sport sono moltissimi e ognuno possiede un preciso meccanismo d’azione e relativo indice di pericolosità. Questa pratica che negli anni è divenuta sempre più diffusa ha necessitato di una regolamentazione internazionale obbligatoria a cui si sono dovuti adeguare tutti gli Stati partecipanti alle competizioni sportive. Anche l’Italia, come ci spiega la dottoressa Carrano, ha dovuto recepire questa normativa con l’emanazione della “Lista delle sostanze e metodi proibiti nello sport” pubblicato in GU il 18 luglio 2012 a firma dell’allora Ministro della Salute Balduzzi. In questo documento ufficiale sono riportate tutte le sostanze vietate classificate per meccanismo d’azione e per nome del principio attivo. Tra di esse abbiamo diverse classi che vi illustriamo: andiamo con ordine.

Stimolanti. A questa classe appartengono le amfetamine come la cocaina e l’efedrina che sono molecole capaci di stimolare il sistema nervoso centrale e si utilizzano anche per inibire il centro della fame e coadiuvare i processi di dimagrimento. Queste molecole sono da evitare anche per i pericolosissimi effetti collaterali a carico del cuore come infarto del miocardio, aritmie cardiache e ictus. Sono responsabili, inoltre, di ansia, vertigini, capogiri, insonnia e aumento dell’aggressività.

Anabolizzanti. Gli anabolizzanti sono molecole in grado di aumentare la massa muscolare ed un tempo venivano utilizzati, a scopi terapeutici, per evitare il depauperamento muscolare nei pazienti allettati. L’uso dopante di queste sostanze riguarda l’incremento della massa muscolare e della forza se assunti a dosi elevate. Con questo termine si indicano in genere gli steroidi anabolizzanti (testosterone e derivati strutturali simili), modulatori dell’attività dei recettori per gli androgeni. I pericoli dell’utilizzo di queste sostanze sono moltissimi; il più importante e forse più noto è la predisposizione alla rottura dei tendini che può provocare danni irreversibili. Non deve sorprendere il fatto che queste sostanze stanno prendendo sempre più piede anche nelle donne che praticano sport con conseguenze devastanti per l’organismo, come ci spiega la dottoressa Carrano: irregolarità del ciclo mestruale, alterazione del timbro di voce, irsutismo e calvizie, per non parlare dell’aumento dell’incidenza di tumori al fegato e alla prostata.

Ormoni della crescita. L’ormone della crescita è utilizzato a scopi terapeutici nella cura di problemi di accrescimento dei bambini che presentano ritardi nella crescita. Nell’individuo adulto, invece, questo ormone ha un effetto anabolizzante e come visto per la classe precedente di farmaci aiuta a potenziare la massa muscolare. Il “vantaggio” nell’utilizzo di questo ormone sta nel fatto che, essendo prodotto dal nostro stesso organismo, molto spesso non viene rivelato dai comuni test di laboratorio. L’utilizzo frequente espone l’utilizzatore ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari (infarto, ictus, ipertensione) oltre che tumori al colon retto. Anche l’insulina può essere utilizzata per lo stesso scopo, essendo un ormone anabolizzante in grado di aumentare la massa muscolare e le riserve di glicogeno nel fegato.

Eritropoietina (EPO). Forse questa è una delle sostanze più conosciute nel mondo del ciclismo ed è capace di aumentare la produzione dei globuli rossi agendo sul midollo osseo. Parallelamente aumenta l’ematocrito ovvero il volume di globuli rossi per ogni mL di sangue e dunque l’emoglobina capace di trasportare più ossigeno ai tessuti e migliorare le prestazioni. Questa sostanza viene utilizzata in tutti quegli sport in cui è necessario affrontare uno sforzo fisico protratto nel tempo come il ciclismo, la maratona, la marcia, lo sci e il nuoto di fondo. I rischi per la salute sono connessi all’aumento della viscosità del sangue che può provocare ictus ed infarto per la formazione di un coagulo sanguigno (trombo).

Le insidie tuttavia si nascondono anche in farmaci che abitualmente è possibile assumere anche da coloro che praticano sport a livello non agonistico. La dottoressa Carrano ci fornisce alcuni esempi molto semplici di sostanze dopanti che è possibile acquistare in farmacia anche senza prescrizione medica: «Il primo esempio che mi viene in mente sono i decongestionanti che spesso si utilizzano per curare i sintomi da raffreddamento come quelli che contengono pseudoefedrina e che è possibile acquistare senza ricetta medica. Altri farmaci molto utilizzati, che invece richiedono la prescrizione, sono quelli che si utilizzano per prevenire gli attacchi d’asma e che appartengono alla classe degli agonisti β-2 come salbutamolo e salmeterolo che si trovano in molti spray da nebulizzare. Come non ricordare anche i betabloccanti che sono farmaci utilizzati come antipertensivi e antiaritmici ma anche la selegilina che è un antidepressivo molto prescritto. Un’attenzione particolare merita anche l’alcool, una sostanza a cui si può accedere molto più facilmente rispetto ad un farmaco, che secondo l’elenco del Ministero è considerato doping solo per alcune specialità sportive (automobilismo, karate, aeronautica, motociclismo, tiro con l’arco, motonautica) ma i cui effetti sulla salute sono sotto gli occhi di tutti».

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