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L'anima latina pulsa forte, Chaves-Valverde irriducibili

22.05.2016 20:19

Ma è Foliforov a sorprendere tutti e a vincere all'Alpe di Siusi


Tra la solidità della maglia rosa Steven Kruijswijk e le difficoltà di Vincenzo Nibali, la cronoscalata di oggi da Castelrotto all'Alpe di Siusi ha offerto anche altri notevoli spunti di interesse, a partire dalla sorprendente vittoria del russo Alexander Foliforov: il 24enne della Gazprom-RusVelo è un corridore che si era messo in luce con buoni risultati nella categoria Under 23 ma nessuno si sarebbe aspettato che potesse essere capace di vincere una tappa al Giro d'Italia in questo modo e al debutto in una grande corsa a tappe di tre settimane. Curiosamente analizzando i risultati passati di Foliforov si scopre che è proprio nelle cronoscalate che riesce a dare il meglio di sé: nel 2012 al Giro della Valle d'Aosta si piazzò terzo a soli 4" da Fabio Aru ma nella stessa corsa vanta anche due quinti posti nel 2011 e nel 2014, alla Coppi e Bartali è stato quinto della dura cronometro del Castello di Montecuccolo del 2014 e poi sempre in prove contro il tempo in salita vanta anche due vittoria in Russia.

Nelle scorse tappe del Giro d'Italia, in un paio di occasioni Foliforov si era fatto notare con qualche attacco o fuga, ma è oggi che ha estratto il coniglio dal cilindro: nei primi 4.4 chilometri aveva ben 39" di ritardo da Steven Kruijswijk, poi nella seconda parte di salita con le pendenze più toste si è letteralmente scatenato andando a superare l'olandese della Lotto NL-Jumbo per appena 16 centesimi di secondo, nonostante quest'ultimo avesse comunque fatto segnare il terzo parziale assoluto nei 6400 metri finali. Un cambio delle condizioni del vento potrebbe averlo lievemente aiutato, ma fino ad un certo perché nessuno è riuscito ad avvicinarsi minimamente a lui: una prestazione di enorme spessore e ora siamo curiori di vedere come si comporterà sulle salite della terza settimana.

Valverde, che reazione!
Ma oggi sulle rampe dell'Alpe di Siusi abbiamo assistito anche alla reazione da campione di Alejandro Valverde che si è subito lasciato alle spalle la cocente delusione del tappone dolomitico di ieri e nella cronoscalata ha stampato il terzo tempo a 23" da Foliforov e Kruijswijk: quella del murciano della Movistar è stata una prestazione molto regolare con il distacco dalla maglia rosa che si è diviso abbastanza equamente tra i due intermedi. Se la batosta accusata sul Passo Valparola sembrava averlo messo fuori dai giochi non solo per la vittoria finale, ma anche per il podio, la prova di oggi ha inevitabilmente rilanciato le ambizioni di Valverde: il terzo posto di Nibali è ora distante soli 38", Chaves invece è a 1'17". E attenzione perché la Movistar, assieme all'Astana, ha dimostrato di essere una squadra molto attrezzata per le salite e sulle montagne che restano potrebbero provare a tirare qualche imboscata a Steven Kruijswijk che sembra avere proprio nel team l'unico vero punto di debolezza.

Chaves parte male e poi cresce
La squadra non è il punto di forza anche per il secondo della classifica generale, il colombiano Esteban Chaves, che però ha nell'australiano Damien Howson e negli spagnoli Rubén Plaza e Amets Txurruka dei validi supporti almeno fino a che i ritmi non si fanno troppo intensi. Chavito oggi ha approfittato delle difficoltà di Nibali per scavalcarlo in classifica, ma il distacco tra lui e Kruijswijk è salito fino a 2'12" e non sarà facile per lui ribaltare la situazione: per come era iniziata la cronoscalata dell'Alpe di Siusi, però, il gap poteva anche essere maggiore perché dopo 4400 metri il corridore della Orica GreenEDGE accusava già 43" di ritardo dall'olandese, poi nella seconda parte di salita s'è ripreso ed è riuscito addirittura a recuperare 3" al rivale diretto per la classifica. Da ora in avanti troverà tanta salita e quelle alte quote a cui dovrebbe essere più abituato di molti altri: particolare non da poco, nonostante il brutto infortunio di tre anni fa a Laigueglia che gli ha fatto perdere una stagione piena, in discesa ha dimostrato di saper seguire Nibali e Valverde e su questo potrebbe giocare per mettere in crisi Kruijswijk.

Majka-Zakarin: chi vuole rischiare?
Nell'ultima settimana di Giro d'Italia a sparigliare le cose potrebbero essere anche Rafal Majka e Ilnur Zakarin che fino ad oggi hanno fatto quasi una corsa parallela e che arrivano al terzo ed ultimo giorno di riposo in quinta e sesta posizione divisi da appena 2": il polacco della Tinkoff ed il russo della Katusha sono molto lontani dalla maglia rosa, più di quattro minuti e mezzo, ma il podio è a meno di due minuti. In questo Giro d'Italia hanno dimostrato di non essere allo stesso livello dei primi in salita e bisognerà vedere quanta voglia avranno di mettere a repentaglio la posizione attuale per provare ad ottenere qualcosa di più: difficile aspettarsi un atteggiamento tale da Zakarin che è per la prima volta nella top10 di un grande giro, a Majka invece un quinto posto non cambierebbe di molto la carriera ma bisogna considerare che sarebbe comunque un risultato più che dignitoso.

Crolla Rigoberto Urán
Chi invece oggi ha visto infrangersi i sogni di alta classifica è Rigoberto Urán che ha accusato ben 3'18" di ritardo da Foliforov e Kruijswijk e che ora si trova al 12° posto della generale a 8'19" dalla maglia rosa: il colombiano della Cannondale sta soffrendo da qualche giorno a causa di una bronchite e purtroppo per lui in giorno di riposo arriva con un po' di ritardo rispetto a quanto sarebbe servito. In ogni caso fino ad oggi il cambio di squadra non sembra aver fatto bene ad Urán che in stagione non è ancora riuscito a realizzare prestazioni davvero convincenti: chi invece con la maglia del team di Jonathan Vaughters si sta ritrovando è lo scalatore statunitense Joe Dombrowski che dopo la bella prova sul Giau e sul Valparola, oggi ha chiuso in crescendo la cronoscalata facendo segnare l'ottavo tempo e chissà che non provi a cercare una vittoria di tappe in uno degli ultimi arrivi in salita visto che comunque è fuori classifica.
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