Alberto Contador (Tinkoff) impegnato nel cronoprologo del Critetrium del Delfinato 2016 © Bettiniphoto
Alberto Contador (Tinkoff) impegnato nel cronoprologo del Critetrium del Delfinato 2016 © Bettiniphoto

Contador apre le ostilità in grande stile

Delfinato, Alberto precede Porte e Froome nel cronoprologo in salita. Aru lontano dai migliori (e dalla forma ideale)

Al Tour de France manca ancora poco meno di un mese, ma ad Alberto Contador sono bastati i primi quattro chilometri del Critérium du Dauphiné per infuocare l’avvicinamento al grande appuntamento di luglio: il madrileno della Tinkoff ha dominato infatti il prologo in salita di Le Gets vincendo nettamente anche il duello con Chris Froome che si è dovuto accontentare della terza posizione preceduto anche dal suo ex gregario Richie Porte. Insomma, lo spettacolo è iniziato, i grandi nomi sono tutti già lì davanti e nessuno sembra intenzionato a lasciare facilmente alcunché agli avversari per cercare di arrivare alla Grande Boucle anche con piccolo vantaggio dal punto di vista psicologico: Contador oggi ha marcato il primo punto a proprio favore, aspettiamoci ora la reazione degli altri.

In realtà se si guarda ai confronti stagionale, quella odierna per Chris Froome è stata la terza sconfitta consecutiva contro Alberto Contador che a marzo lo aveva già staccato in entrambe le tappe di montagna sui Pirenei della Volta a Catalunya: il Pistolero, che ha cambiato idea sul ritiro a fine stagione e sembra vicino a definire il proprio futuro, preferisce comunque tenere un profilo basso dichiarando di essere al Delfinato solo per prepararsi al Tour de France senza pensare alla vittoria finale a tutti. Sulla carta, l’atteggiamento è quello giusto perché uno scontro di grande intensità con Chris Froome non farebbe che favorire Nairo Quintana che in Catalogna aveva staccato entrambi e che prima del Tour de France ha sì scelto di correre in Francia, preferendo però la Route du Sud per stare lontano proprio dalle intenzioni bellicose dei rivali.

Prologo con un inusuale percorso tutto all’insù
Il percorso scelto dall’organizzazione di ASO per questo davvero inusuale prologo in salita chiamava comunque subito all’appello i favoriti per la classifica: l’ascesa del Mont Chéry, con i suoi 11 tornanti in appena quattro chilometri, presentava pendenze vertiginose che per lunghi tratti restavano al di sopra del 10% con picchi anche al 20%. La scelta per tutti è ricaduta logicamente sulla bicicletta tradizionale senza neanche le appendici aerodinamiche montate sul manubrio anche perché solo i primi 200 metri di gara sarebbero potuti adattarsi a qualcosa di diverso: alla fine Alberto Contador ha concluso la sua prova vincente con il tempo di 11’36” ad una media di poco superiore ai 20 km/h.

Froome e Porte a podio ma battuti
Chris Froome ha chiuso terzo con un ritardo di 13″ dopo che il suo tempo era rimasto a lungo il migliore di giornata: il corridore del Team Sky, infatti, aveva preferito anticipare la propria partenza perché sul finire della cronometro sarebbe aumentato il rischio di trovare della pioggia. La mossa del campione uscente di Delfinato e Tour ha rischiato anche di pagare perché effettivamente qualche goccia dal cielo aveva iniziato a scendere, ma il tutto s’è esaurito abbastanza rapidamente senza neanche che ci fosse modo di rendere un po’ più umido l’asfalto: tutti quindi hanno potuto godere delle stesse condizioni.

Come già detto, a 6″ da Alberto Contador e 7″ davanti a Chris Froome è riuscito ad inserirsi l’australiano Richie Porte che ha lasciato la Sky per la BMC proprio con l’obiettivo di avere più libertà al Tour de France. A dire il vero il tasmaniano finora non ha mai dato cenno di grande solidità nell’arco di tre settimane ma guai a sottovalutarlo: i numeri li ha e la prestazione di oggi è solo una delle tante dimostrazioni che nelle giornate migliori è capace di lottare fianco a fianco con tutti i più forti; questa sarà per lui una stagione molto importante perché ha già 31 anni e perché con il cambio di maglia potrà correre il Tour de France senza obblighi di scuderie (almeno in partenza) e non avrà più scusanti nel caso dovesse fallire ancora una volta l’obiettivo minimo di una top10.

Etixx e Sky sorridono, male Thibaut Pinot
In uno sforzo intenso e brutale come quello di oggi, non sorprende trovare nelle prime posizioni dell’ordine d’arrivo corridori dotati di una grande esplosività e di capacità di lavorare in acido lattico: due esempi perfetti sono Daniel Martin e Julian Alaphilippe, entrambi della Etixx-QuickStep, che hanno chiuso in quarta e quinta posizione a 21″ e 24″ da Contador e si candidano come prime outsider per la vittoria finale. Molto buone anche le prestazioni di Romain Bardet (settimo a 29″) e Adam Yates (ottavo a 31″), con quest’ultimo che puntava molto alla giornata odierna ma si è dovuto arrendere ad una prova che è risultata anche più impegnativa di quanto si potesse prevedere.

Nel complesso sorride anche il Team Sky: lo stato di forma della squadra è globalmente buono e lo dimostrano il sesto posto di Wout Poels, il 12° di Mikel Landa che si è messo alle spalle i problemi del Giro d’Italia ed il 13° di Michal Kwiatkowski. Abbastanza lontano il francese Thibaut Pinot che ha perso ben 52″ da Contador: il capitano della FDJ è migliorato molto a cronometro nell’ultimo periodo, ma nonostante sia comunque sempre uno scalatore la salita di oggi onestamente non era molto adatta alle sue caratteristiche tecniche. Lo era invece per quelle di Joaquim Rodríguez ma il catalano della Katusha quest’anno sembra iniziare a risentire del peso dell’età, e a 37 anni forse è anche normale: nei giorni migliori Purito non avrebbe mai accusato un distacco di 1’02” su queste pendenze estreme.

Italiani: Aru lontano ma Rosa risponde presente
Chiudiamo con gli italiani perché purtroppo è da registrare il notevole ritardo di Fabio Aru che non è riuscito a fare meglio di una 36esima posizione a 1’08”: il sardo dell’Astana arriva da un lungo periodo di pesanti allenamenti in altura e quindi è assolutamente normale una mancanza di brillantezza in questo momento; come già accaduto in più di un’occasione per Vincenzo Nibali, anche con Aru sapremo solo al Tour de France se il percorso di avvicinamento alla corsa avrà dato i suoi frutti sperati. Intanto la squadra kazaka può consolarsi con Diego Rosa, nono a 37″ da Contador e unico italiano tra i primi 10: grazie a quella bella prestazione, il 27enne piemontese potrebbe essersi conquistato un’occasione per correre da capitano e testarsi in mezzo a tanti grandi nomi.

Tra gli azzurri sorprende anche la prova di Enrico Gasparotto, capace di realizzare il 14° tempo assoluto in 12’22”: che il friulano, vincitore quest’anno dell’Amstel Gold Race, voglia provare a convincere il ct Davide Cassani a portarlo a Rio? Un applauso va anche a Valerio Conti, 23enne laziale della Lampre-Merida: esattamente la scorsa settimana a Torino a concluso il suo primo Giro d’Italia, e ora senza quasi rifiatare si è subito rimesso un numero sulla schiena ed ha chiuso il prologo al 18° posto con lo stesso tempo di Thibaut Pinot e 2″ meglio del capitano blu-fucsia Louis Meintjes.

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