Pinot beffa Bardet a Méribel © ASO
Pinot beffa Bardet a Méribel © ASO

Al Delfinato tutti contro Froome

Attaccano Contador e Aru sulla Madeleine, poi Bardet va vicino alla gialla, ma la tappa è di Pinot

Non saranno queste prove di Tour a scalfire la superiorità di Chris Froome, e chi le affronta lo sa bene, ma aiutano a capire come il campione uscente del Tour de France sia attrezzato o meno. E se la tappa di ieri ha dato l’idea di quanto il motore dell’anglo-keniota sia già a pieni giri, la frazione di oggi, La Rochette – Méribel, ha confermato l’importanza della squadra stellare che si ritrova, per un corridore che in passato si è spesso trovato a rispondere in prima persona agli attacchi rischiando di consumarsi fino alla fine del Tour. Attaccato da più parti, ma sopratutto da lontano e dalla media distanza con Contador prima sulla Madeleine, Romain Bardet poi, Froome è riuscito a mantenere la maglia gialla senza dover mai fare lavoro sporco, mentre davanti un positivo Thibaut Pinot batteva l’odiato rivale Bardet per la tappa.

Astana e AG2R rimpinguano la fuga

Che le intenzioni di molti fossero bellicose si è capito già a inizio tappa, quando erano addirittura in 25 ad evadere sulla prima salita di giornata, il Col de Champ-Laurent. Cesare Benedetti (Bora-Argon) dava inizio alle ostilità, seguito da Daniel Teklehaymanot (Dimension Data) e Tsgabu Grmay (Lampre), atti a combattere la loro personalissima guerra eritreo-etiope per la maglia a pois, e da tutti gli altri. Ci sono Ben Hermans (BMC), Robert Kiserlovski e Roman Kreuziger (Tinkoff), Thibaut Pinot e Jérémy Roy (FDJ), Laurens De Plus e Tony Martin (Etixx-Quick Step), Mikaël Chérel e Ben Gastauer (AG2R-La Mondiale), Daryl Impey (Orica GreenEdge), Jurgen Van den Broeck (Katusha), Tony Gallopin e Louis Vervaeke (Lotto Soudal), Serge Pauwels, (Dimension Data), Marc Soler (Movistar), Thomas Voeckler, Perrig Quémeneur e Romain Sicard (Direct Energie), George Bennett (Team LottoNL-Jumbo), Marco Minnaard (Wanty-Groupe Gobert), Patrick Konrad (Bora-Argon 18) e Bryan Nauleau (Direct Énergie), quest’ultimo lesto anche a staccarsi. Grandi assenti nel tentativo gli Astana, i quali rimediano con Andriy Grivko prima e Luis León Sánchez poi sulla salita del Grand Cucheron inserendosi nella fuga. Quest’ultimo in compagnia di un pezzo da novanta come Jan Bakelants, il meglio messo in classifica a 2’49” da Froome, a testimoniare le volontà aggressive dell’Ag2r per la frazione odierna.

Gli attacchi di Contador, Aru, Rodríguez e Bardet sulla Madeleine

Ma è qualcun altro a prender l’iniziativa, mentre la fuga approvava il Col de la Madeleine con 2’50” di vantaggio sul plotone. È il terzo della classifica in prima persona, Alberto Contador, a lanciare l’attacco nei primi km della storica salita alpina, lanciato a sua volta da Jesper Hansen. E a lui si aggregano due spalle d’eccezione come Fabio Aru e Joaquim Rodríguez, non vicinissimi in classifica ma vogliosi di testarsi. Ci sarebbe da dire che c’è addirittura Quintana nel tentativo, ma è solo suo fratello Dayer: infine a completare i 6 al comando, il volenteroso Björn Thurau (Diréct Energie). Sono però solo i 3 big a proseguire, visto il ritmo non facile, mentre Froome non si scompone e con la sua squadra controlla l’azione: il tentativo si esaurisce a 5 km dallo scollamento della Madeleine. Non per Fabio Aru, però che allunga ancora: ci prova anche Contador ma stavolta viene stonato. Chi riesce a evadere è invece Romain Bardet, che si aggancia ad Aru ed insieme al sardo e a Luis León Sánchez incaricato di far da ponte riesce a rientrare sulla fuga ormai vicinissima, in fondo alla discesa. Si forma un bel plotone di 19 uomini al comando, che sotto la spinta degli AG2R in fuga, tutti ancora presenti, torna a guadagnare margine.

Il blocco AG2R spinge, Aru non resiste

Prima dell’ascesa finale a Méribel c’è la Montée de Frasses a solleticare ulteriormente le gambe dei concorrenti. Molti dei fuggitivi rimasti non ce la fanno a reggere il ritmo degli AG2R, che riescono a riportare il vantaggio a 3′, aiutando Bardet a sognare in giallo, e tra questi c’è Fabio Aru, ancora non al top e troppo tempo evidentemente in azione. Restano in 11 a giocarsi il successo di tappa, e sono Hermans, Kiserlovski, Kruziger, Pinot, De Plus, Bardet, Chérel, Bakelants, Van Den Broeck, Pauwels e Bennett.

Testa a testa Pinot-Bardet, Martin pimpante, Porte soffre

Bardet ringrazia i compagni e saluta la comitiva ai -10 esatti: un attacco violento, al quale neanche Thibaut Pinot, in un primo momento, sembra in grado di rispondere. Ma con orgoglio il terzo classificato del Tour 2014 reagisce e si porta alla ruota di Bardet sulla regolare ascesa finale, con gli altri fuggitivi già fuori dai giochi. E a dire la verità non succede molto: davanti i due di testa, pur non amandosi, collaborano per l’obiettivo comune, dietro il gruppo si assottiglia sempre di più sotto il passo di Mikel Landa, gregario extralusso di giornata per Froome, col vantaggio che scende vorticosamente fino ad arrivare sotto il limite dell 1’34” che separa Bardet da Froome. Una trentina di Sergio Henao e poi nell’ultimo km Froome resta solo, con Alberto Contador, Richie Porte, Daniel Martin, Julian Alaphilippe, Adam Yates, Diego Rosa e Louis Meintjes. È Daniel Martin a saggiare la gamba di tutti, con Froome unico a riuscire a stargli dietro pur con un po’ di sofferenza. Chi soffre di più è Richie Porte, apparso attaccato con lo sputo. All’arrivo, intanto, giungono Pinot e Bardet, col FDJ alle spalle dell’AG2R per tutto il finale: lo sprint è nettamente a suo favore, e lo porta a conquistare il suo primo successo di tappa al Giro del Delfinato, nonché la maglia a pois, con buona pace degli africani citati a inizio articolo. Daniel Martin giunge a 1’04”, seguito da Chris Froome a 1’07”, da un Louis Meintjes nettamente in crescita a 1’15” affiancato da Alberto Contador, da Diego Rosa con Adam Yates a 1’17”, e infine Julian Alaphilippe con Richie Porte a 1’21”, a chiudere anche la top ten.

Classifica apertissima: in 5 per il successo

A una tappa dalla conclusione, la situazione in classifica non è per niente delineata, e a livello teorico almeno in 5 potrebbero vincere il Criterium du Dauphiné: Froome comanda con 21″ su Richie Porte e Romain Bardet, mentre Daniel Martin si trova a 30″ e Alberto Contador a 35″; distacchi sormontabili in una tappa come quella di domani, col Col du Noyer che scollina a 10 km dal traguardo e gli ultimi 3 km in salita di Superdévoluy, una tappa che si presta molto ad attacchi fantasiosi. Dopo Julian Alaphilippe a 56″ e la maglia bianca Adam Yates a 1’02”, troviamo Diego Rosa a 1’18” ottavo, che sta facendo comunque la sua bella figura e cerca di capire se un futuro da corridore da corse a tappe possa concretamente avercelo.

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