Pieter Weening taglia in solitaria il traguardo © Tour de Suisse
Pieter Weening taglia in solitaria il traguardo © Tour de Suisse

Weening, Wilco, vici: il Tour de Suisse diventa olandese

In una giornata di pioggia l’esperto Weening fa sua la tappa, il giovane Kelderman si prende la maglia gialla

Se c’è una fuga e dentro c’è Pieter Weening ci sono grosse possibilità sia che il tentativo vada in porto, sia che a portarlo a compimento sia l’esperto corridore olandese, trentacinque primavere e tanta voglia di macinare chilometri al vento. È quanto successo oggi nella sesta frazione del Tour De Suisse, quella che da Weese portava ad Amden, lungo 163 chilometri movimentati da due GPM, quello di Passo del Klausen e la salita che portava all’arrivo.

Proprio lungo le prime rampe dell’erta finale Weening ha lasciato la nutrita compagnia degli altri fuggitivi, involandosi solitario verso un successo che nessuno ha provato a contestargli, anticipando di 2’37” un estremamente sorprendente Maxi Richeze (Etixx-Quick Step), sprinter argentino che oggi si è scoperto anche uomo di fondo. Dietro, nel frattempo, latitava la battaglia tra gli uomini di classifica, di fatto limitata agli ultimi 1000 metri, all’interno dei quali Wilco Kelderman ha sopravanzato i rivali Andrew Talansky e Warren Barguil, andando a conquistare la maglia gialla, visto che colui che la portava alla partenza, Pierre Latour, aveva già da tempo perso contatto.

Parte la maxi fuga sotto il maltempo
I corridori erano partiti da Weese sotto i cattivi auspici di previsioni meteo che non prevedevano nulla di buono per la frazione, in effetti funestata per la quasi totalità da pioggia battente. Nulla che abbia scoraggiato, al chilometro 18, i primi coraggiosi di giornata: Grégory Rast (Trek-Segafredo), Philipe Gilbert (BMC Racing Team), Kristijan Koren (Cannondale), Pim Ligthart (Lotto Soudal), Tosh Van der Sande (Lotto Soudal), Iljo Keisse (Etixx-Quick Step), Maxi Richeze (Etixx-Quick Step), Kévin Réza (FDJ), Martin Elmiger (IAM Cycling), Jasha Sütterlin (Movistar Team), Maciej Patkersi (CCC Sprandi Polkowice), Nico Brüngger (Team Roth), Pieter Weening (Roompot-Oranje Peloton), Antwan Tolhoek (Roompot-Oranje Peloton) e Jordi Simón (VERVA ActiveJet).

Nessuno si dannava dietro ad inseguire il plotoncino, numeroso e composto da uomini di qualità; ai piedi della prima asperità di giornata, quel Passo del Klausen spesso usato da Ferdi Kübler come luogo di allenamento, sono ben cinque i minuti di vantaggio sul gruppone. I fuggitivi procedevano senza strappi anche lungo l’ascesa, al culmine della quale Tolhoek passava per primo, raccogliendo punti utili per consolidare il suo primato nella classifica dei GPM, davanti a Weening e ad un Simón a lungo maglia gialla virtuale.

Gorka Izagirre prova il colpaccio
Maggiore selezione la produceva la discesa, lungo la quale Brüngger e Keisse perdevano contatto, in maniera definitiva il primo, mentre il secondo riusciva a rientrare; intanto davanti Gilbert e Van der Sande guadagnavano qualcosa. Dal gruppo maglia gialla intanto usciva un coraggioso, Gorka Izagirre (Movistar Team), settimo al mattino nella generale, a 27” dal leader.

Approfittando della strada bagnata e della cautela del gruppo, il basco raggranella un importante tesortetto, presentandosi con tre minuti al termine della discesa e trovando sulla sua strada Sütterlin, provvidenzialmente fatto fermare per aiutare il compagno di squadra. Iniziavano così le manovre anche nel plotone, deciso a tenere sotto controllo la spettacolare azione dei Movistar.

Latour e Thomas si staccano, van Garderen sprofonda
Si arrivava così alla salita finale, con i fuggitivi compatti davanti, la coppia Izagirre-Sütterlin a circa cinque minuti ed il gruppo maglia gialla a otto. Davanti, come detto, Weening con apparente poco sforzo si liberava di tutti gli altri, dopo appena un paio di chilometri degli otto finali, e Izagirre provava a far saltare il banco da solo, difendendo i tre minuti di vantaggio sul gruppo; il quale non era più compatto, dato che perdeva elementi sotto l’impulso di un ottimo Joe Dombrowski (Cannondale), ancora nella eccellente forma mostrata al Giro d’Italia, qui intento a scortare il suo capitano Andrew Talansky.

A poco valevano i due scatti operati da un Simon Spilak (Team Katusha) voglioso di rivincita dopo il parziale passaggio a vuoto di ieri, visto che i migliori rimanevano sempre tutti insieme, con due eccezioni: proprio la maglia gialla Pierre Latour, in difficoltà ai meno 4 km, e, successivamente, Geraint Thomas (Team Sky). Già da tempo era invece naufragato il capitano del BMC Racing Team Tejay van Garderen, scortato sul traguardo da Darwin Atapuma: lo statunitense pagherà quasi 2′ dai migliori, andando incontro ad una nuova debacle.

Kelderman si veste di giallo; domani si va in Austria, a Sölden
Arrivava così da solo e in scioltezza un giustamente felice Pieter Weening, al terzo successo stagionale in una giornata trionfale per la sua Roompot-Oranje Peloton, che pochi minuti prima aveva vinto anche con Wesley Kreder allo Ster ZLM Toer. Tra i reduci della fuga sono giunti a 2’37” il già citato Maxi Richeze (Etixx-Quick Step). a 3’57” il polacco Maciej Paterski (CCC Sprandi Polkowice) e a 4’13” lo sloveno Kristijan Koren (Cannondale).

Dietro, mentre Gorka Izagirre, constatando la mancanza di forze, veniva risucchiato e staccato dal gruppetto dei migliori, si assiste a qualche mossa nelle fasi finali; nell’ultimo chilometro quello con meno acido lattico nelle gambe, all’interno di un plotoncino stanchissimo, era quindi Wilco Kelderman (Team LottoNl-Jumbo), giunto a 4’31” assieme a Andrew Talansky (Cannondale) e Warren Barguil (Team Giant-Alpecin). A 4’35” ha terminato Ion Izagirre (Movistar Team), a 4’36” Miguel Ángel López (Astana Pro Team) e a 4’39” Simon Spilak (Team Katusha).

Domani l’attesissima Arbon-Sölden di 224 km con la difficile salita finale verso la rinomata località sciistica austriaca. I giochi per la maglia gialla sono ancora aperti però: Kelderman è il nuovo leader, ma i rivali sono tutti vicini. Barguil è a 16”, Talansky a 19”, Ion Izagirre a 34”, e Miguel Ángel López a 39”, Latour a 51”, Spilak a 52″, Thomas a 56″, Gorka Izagirre a 59″ e Jarlinson Pantano (IAM Cycling) a 1’03”.

 

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