Successo netto per Consonni © Riccardo Scanferla
Successo netto per Consonni © Riccardo Scanferla

Simone Consonni è campione italiano under 23

Vittoria netta nel giardino di casa Colpack. A podio due generosissimi: Vincenzo Albanese e Filippo Rocchetti

Non doveva essere qua a Comonte di Seriate, Simone Consonni. A fine 2015, con una vittoria nella Coppa delle Nazioni, un argento mondiale su strada e uno europeo su pista, era dopo Moscon il miglior corridore italiano under 23, pronto per un passaggio al professionismo in casacca Lampre. Ma Saronni e soci devono essersi fatti due conti a fine anno non favorevoli, per aver poi posticipato di un anno il passaggio di Simone e di Edward Ravasi; e casa Colpack se li è così tenuti un’altro anno, andando a perfezionare quello squadrone che sta difatti dominando in lungo e in largo in Italia, e anche in Europa.

Per Consonni si tratta di un’annata tranquilla, con poche gare e senza la pressione del risultato; ma al campionato organizzato in casa, dalla sua stessa squadra, ci teneva particolarmente e non poteva non onorarlo; per questo ha fatto una corsa a tutto tondo, rispondendo in prima persona agli attacchi, e a fine gara sono emersi comunque i valori dei migliori al netto delle energie consumate prima.

Percorso perfetto per Simone Consonni
Un percorso insidioso ma non impossibile, quello scelto da Bevilacqua, Valoti, Di Leo e soci per animare il campionato italiano under 23 (sullo stesso percorso si terrà domani il campionato élite senza contratto); non è un percorso inedito, visto che è quello della Medaglia d’Oro Domenico e Anita Colleoni, prova giunta alla 20esima edizione. L’insidia principale del circuito di 19,3 km è il Colle dei Pasta collocato a metà strada, una salita facile all’inizio e alla fine, ma con un tratto di un km e mezzo con pendenze tra l’8 e il 10%. Una situazione da selezione da dietro, dal prevedibile esito dell’arrivo ristretto: un circuito perfetto per Consonni, insomma.

La Zalf anima la prima parte
A provare a rendere la vita difficile ai Colpack è stata prima di tutti la Zalf Euromobil, portando via con Filippo Rocchetti e Giacomo Zilio la seconda azione della giornata, dopo 40 km ad andatura agevole col solo Marco D’Agostino della Delio Gallina a tentare la sortita; con loro in fuga anche lo sprinter Davide Donesana (Viris-Maserati), l’insidioso Niko Colonna (Palazzago) e Nicholas Cianetti (Malmantile). Ai 5 non viene lasciato molto margine, col campione a cronometro under 23 Filippo Ganna a controllare che il vantaggio non vada oltre i 2′ e la situazione si cristallizza fino a 3 giri dalla conclusione, quando Donesana cede e rientrano tre uomini molto forti: Seid Lizde (Colpack), Daniel Savini (Hopplà-Petroli) e Mattia Frapporti (Unieuro-Trevigiani).

Vincenzo Albanese il più pericoloso
Al penultimo giro il gruppo di testa comincia a sfaldarsi perdendo Zilio e Lizde, mentre Riccardo Verza ed Edoardo Affini, entrambi portacolori di una Selle Italia – Cieffe in grave crisi economica, si mettono in luce rientrando su ciò che resta del gruppo di testa. Al suono della campana, è Frapporti a tentare l’assolo, ma in tutto questo marasma il gruppo è ormai vicino. All’ultimo passaggio sul Colle dei Pasta è giunto il momento di Vincenzo Albanese, talento emergente in forza alla Hopplà Petroli (che l’anno prossimo sarà professionista con la Bardiani): il campano è bravissimo a staccare tutti. È in questo punto che Simone Consonni fa vedere la sua grande condizione: persi tutti i 5 compagni, per ultimo Simone Bettinelli, lancia in prima persona l’inseguimento ad Albanese seguito solo da Matteo Rotondi (Gm Ovini).

Volata senza storia, Rocchetti a podio dopo la fuga
Il risultato è che il nella non-discesa dopo il Colle dei Pasta Albanese viene chiuso e va a comporsi un gruppo di 25 unità che si gioca il successo allo sprint: praticamente non c’è storia. Consonni vince, senza treno, di due biciclette, e sul podio vanno a piazzarsi due degli uomini più generosi di giornata: Albanese e Rocchetti, autore di una prova superlativa rispetto ai compagni Bagioli (ritirato) e Bresciani (staccato), piuttosto al di sotto delle attese. Si mangia le mani la Altopack, con due atleti ai piedi del podio: l’ex-pitstard Matteo Alban e Lorenzo Friscia, mentre sesto è un secondo anno del team Friuli, Mattia Bais. Filippo Tagliani (Delio Gallina), precede poi il già citato Matteo Rotondi, e chiudono la top ten due primo anno, Francesco Romano (Palazzago) e Filippo Bertone (Overall).

Domani gli élite. Si rivede Paolo Totò
Domani in scena la replica col tricolore per gli élite senza contratto: 88 gli iscritti a questa prova, dove è difficile individuare un favorito. Sicuramente avranno molte chance atleti toscani abituati a questi percorsi mossi, come Marco Bernardinetti (Malmantile), ma la squadra di riferimento dovrebbe essere la Zalf, forte di uno zoccolo duro di élite di larghissima esperienza; più che il campione uscente Milani, sarà Nicolò Rocchi l’uomo di riferimento. A questi sommiamo i padroni di casa, con Masnada e Toniatti, la Viris a tre punte (Locatelli, Mosca e Bonifazio) il Selle Italia Leonardo Basso e il Norda-Mg.Kvis Stefano Nardelli. E proprio la Continental marchigiana schiererà, oltre al trentino, il rientrante Paolo Totò. Ve lo ricordate? Doveva correre con la Gm-Ovini nel 2015, ma saltò tre controlli antidoping e fu anche squalificato per un anno con decorrenza dal 17 giugno 2015.

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