Da sinistra: Barbara Guarischi, Leah Kirchmann, Thalita De Jong, Katarzyna Newiadoma, Anna Van Der Breggen © GiroRosa
Da sinistra: Barbara Guarischi, Leah Kirchmann, Thalita De Jong, Katarzyna Newiadoma, Anna Van Der Breggen © GiroRosa

Via al Giro Rosa: Exploit di Leah Kirchmann

Il prologo di Gaiarine sorride alla canadese della Liv-Plantur. Miglior big la Van Der Breggen, Mara Abbott paga 25″

Siamo in provincia di Treviso, ma la partenza di questo Giro Rosa non sa di prosecco, piuttosto di sciroppo d’acero. È la 26enne Leah Kirchmann la prima maglia rosa: l’ultimo arrivo della Liv-Plantur ha messo a frutto i miglioramenti conseguiti arrivando in pianta stabile in terra d’Europa, conseguendo con 2’23″38 il miglior tempo nel prologo del Giro d’Italia Femminile a Gaiarine, un semplice anello di 2 km sul quale l’unica cosa che contava era mettere più potenza possibile sui pedali.

Olandesi battute, ma sempre le più forti
È una disciplina, quella del prologo, che sorride particolarmente alle atlete olandesi, basti ricordare il prologo di Lubijana nella passata edizione, con la prima non olandese al sesto posto. Sebbene stavolta la vincitrice provenga dalle americhe (ma è pur sempre di squadra olandese), prima della Kirchmann le leader sono tutte appartenenti alla nazione dei tulipani, in particolare la giovane ed emergente Thalita De Jong (Rabo-Liv) che a metà prova ha staccato il tempo di 2’24″18. Stiamo parlando, urge ricordarlo, della rivelazione della stagione invernale di ciclocross, capace di laurearsi campionessa mondiale battendo la concorrenza di rivali molto più esperte, che ha ottenuto già due successi su strada questa stagione; un gregario molto prezioso per Anna Van Der Breggen, terza classificata oggi col tempo di 2’24″89 e vogliosa di riconfermarsi, sebbene la durezza della corsa di quest’anno potrebbe metterla in difficoltà.

Guarnier presente, Guarischi miglior italiana
La migliore a tallonare la Van Der Breggen è Megan Guarnier: il capitano della Boels-Dolmans, a 2’26’35”, è quarta e concede pochissimo. Al quinto posto un’altra Rabo-Liv, Roxane Knetemann, appena 2 centesimi sotto la Guarnier. A 2’27” c’è l’australiana Tiffany Cromwell (Canyon-Sram), che precede la favorita per la maglia bianca e non solo, Katarzyna Newiadoma (Rabo-Liv): la polacca, che ha segnato il tempo di 2’28’29”, vestirà la maglia bianca presumibilmente fino alla fine del Giro; occasione sfumata di sfoggio per la danese Amalie Dideriksen (Boels-Dolmans), per soli 29 centesimi.
Al nono posto abbiamo la prima atleta italiana, Barbara Guarischi (Canyon-Sram), a 2’28″80; Chiude la top ten Evelyn Stevens (2’29″15), precedendo la campionessa del mondo e sua compagna alla Boels-Dolmans Elizabeth Armitstead, nonchè Elisa Longo Borghini (Wiggle-High5), dodicesima col tempo di 2’29″74.

Mazzata per la Abbott: paga già 25″
Le 2 inglesi in lizza per la classifica finale pagano il dazio più pesante: non tanto Emma Pooley (Lotto Soudal Ladies), 41esima a 2’34”, quanto Mara Abbott (Wiggle-High5), che riesce ad arrivare addirittura 125esima su 137, pagando ben 25″ dalla Kirchmann. Non totalmente una sorpresa, considerando che anche nel prologo a Lubijana, la scorsa stagione, fu autrice di una prestazione simile, ma certo non il risultato auspicato in una prova che non avrebbe dovuto scavare distacchi tra le big.

Prima tappa, scrematura delle big?
Come prima tappa, domani, verrà riproposta la Gaiarine – San Fior, come avvenne già l’anno scorso, ma su un percorso più breve e più morbido; una sola salita di rilievo, il Muro di Montaner, con scollinamento a 23 km dal traguardo. Non c’è da aspettarsi un arrivo a ranghi completi, ma molto probabilmente sul traguardo trevigiano saranno più delle otto atlete dell’anno scorso a contendersi la vittoria di tappa.

 

Archivio

La vignetta di Pellegrini