La volata vincente di Giorgia Bronzini @ UCI
La volata vincente di Giorgia Bronzini @ UCI

Bronzini non fa sconti né alla rosa né alla Rasa

La due volte iridata vince a San Fior la prima tappa del Giro Rosa, Megan Guarnier nuova maglia rosa

Quando una velocista del calibro di Giorgia Bronzini termina una grande corsa a tappe senza riuscire a vincere una tappa e piazzandosi una sola volta tra le prime 10 il bilancio non può che essere parecchio negativo: dopo il Giro Rosa 2015 la sprint piacentina della Wiggle High5 era in caccia di un pronto riscatto nella gara a tappe più prestigiosa del calendario e oggi lo ha trovato grazie ad un’azione di grande classe in una frazione che ha visto subito all’attacco le favorite per la vittoria finale.

Tagliaferro in fuga solitaria
I primi 80 chilometri dei 104 del percorso tra Gaiarine e San Fior non presentavano insidie particolari per il gruppo che, complice anche il gran caldo, è stato ben lieto di lasciare spazio ad una fuga solitaria di Marta Tagliaferro: la 26enne della Alé Cipollini è partita nei primi chilometri, ha vinto il traguardo volante di San Vendemiano ed è arrivata a superare anche i due minuti di vantaggio sulle inseguitrici (per alcuni chilometri in mezzo c’è stata l’esperta americana Liza Rachetto). Nell’avvicinamento alle difficoltà del finale, però, il gruppo ha cambiato marcia e per Marta Tagliaferro non c’è stato più nulla da fare ed è stata ripresa e superata proprio all’inizio del momento chiave della tappa.

A Montaner esplode la corsa
A circa 20 chilometri dall’arrivo, gli organizzatori del Giro Rosa hanno infatti inserito nel tracciato da dura ascesa del muro di Montaner, uno strappo lungo meno di due chilometri con una pendenza media superiore al 10% e massima al 18%. Qui è stata solo la salita a fare una selezione naturale, ma sono state le big in prima persona a muoversi con decisione: Elisa Longo Borghini è stata la prima a passare al gran premio della montagna di seconda categoria conquistando così la maglia verde, ma alle sue spalle sono rimaste solamente Evelyn Stevens, Megan Guarnier e Katarzyna Niewiadoma, un quartetto di atlete fortissimo che in discesa ha aumentato il proprio vantaggio arrivando addirittura a 50″ quando mancavano 15 chilometri all’arrivo.

Tra le battistrada ed il gruppo s’è quindi venuto a formare un drappello di sei inseguitrici che ha ribaltato lo scenario dal punto di vista tattico: tra loro c’erano la campionessa del mondo Elizabeth Armitstead, atlete di classifica come Tatiana Guderzo e Claudia Lichtenberg, la veloce e resistente lituana Rasa Leleivyte e soprattuto due atlete della Wiggle High5, Giorgia Bronzini e Mara Abbott, che potevano contare sulla presenta di Elisa Longo Borghini come punto d’appoggio in testa alla corsa. Il ricongiungimento tra i primi due gruppi è avvenuto proprio negli ultimi chilometri con Wiggle High5 e Boels-Dolmans che si sono messe davanti a tenere alta l’andatura per tenere il più alto possibile in margine di vantaggio in cui era presente la maglia rosa Leah Kirchmann, ma soprattutto la vincitrice uscente del Giro Anna Van der Breggen che si è fatta sorprendere sullo strappo di Montaner.

Bronzini superiore in volata
In volata tutto è andato come pronostico e, pur partendo lunga, Giorgia Bronzini ha fatto valere il proprio spunto per andare a conquistare la sua terza vittoria del 2016, la prima in una prova del Women’s World Tour: trovarla davanti al termine di una tappa così impegnativa ci fa capire che la due volte iridata potrebbe essere molto utile alla causa azzurra anche sul temibile tracciato carioca dei Giochi Olimpici con il ct Dino Salvoldi che non avrà vita facile pure avendo a disposizione quattro posti, il massimo possibile nel ciclismo femminile.

Al secondo posto si è piazzata l’americana Megan Guarnier, già leader del Women’s World Tour e vincitrice proprio della tappa di San Fior al Giro Rosa 2015: proprio come l’anno scorso la capitana della Boels-Dolmans è riuscita a conquistare qui la maglia rosa visto il ritardo acculumato dalla canadese Leah Kirchmann, vincitrice del prologo serale di ieri. Il podio di tappa è stato completato da Rasa Leleivyte che si è lasciata alle spalle nell’ordine Katarzyna Niewiadoma, Claudia Lichtenberg e Tatiana Guderzo tutte con lo stesso tempo di Giorgia Bronzini. I primi distacchi di giornata sono stati quelli di Stevens e Armitstead, classificate a 5″, poi troviamo Mara Abbott che ha lasciato per strada altri 9″ mentre Elisa Longo Boghini ha chiuso la top10 di tappa a 24″.

Van der Breggen perde 41″, Pooley di più
Il gruppo principale, composto da poco più di 20 unità tra cui appunto Kirchmann e la campionessa uscente Anna Van der Breggen, è arrivato al traguardo con un distacco di 41″: per l’olandese della RaboLiv un ritardo pesante accumulato in una tappa che doveva essere molto adatta alla sue caratteristiche e che ci fa capire che quasi sicuramente la sua squadra punterà invece sulla giovane polacca Niewiadoma per la classifica generale. Tra chi ha perso ancora più terreno invece troviamo Emma Pooley ed Amber Neben, finite entrambe nel terzo gruppo a 1’03”: un muro secco come quello di Montaner non è certo l’idea per le loro caratteristiche tecniche, ma vederle staccate da 34 atlete non è normale; per Pooley e Neben le ambizioni di altissima classifica potrebbero essere già finite, ma quando arriveranno le salite lunghe potrebbero recuperare diverse posizioni.

Guarnier in rosa e domani si sale ancora
Dopo il prologo e la prima tappa in linea la classifica generale del 27esimo Giro Rosa vede quindi davanti a tutte Megan Guarnier che ha 8″ di vantaggio su Niewiadoma e Bronzini, 13″ su Leleivyte, 14″ su Stevens ed Armitstead, 15″ su Lichtenberg e Guderzo, 33″ su Longo Borghini e già 37″ sulla statunitense Abbott che però aspetta con ansia le montagne per provare la ribaltare la situazione. Già domani però la classifica può essere ritoccata ancora perché è in programma l’arrivo in salita a Montenars, in una tappa tutta friulana a 40 anni dal terremoto che sconvolse la regione: l’ascesa finale non è lunga, ma ci sono pendenze importanti in particolar modo nel finale e tra buchi ed abbuoni qualcosa cambierà.

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