Il podio della cronometro di Varazze © GIroRosa
Il podio della cronometro di Varazze © GIroRosa

Stevens-Guarnier, anche il Giro Rosa è targato Boels

Evelyn vince anche la cronometro di Varazze, Megan sempre in maglia rosa

Da quando nel 2010 è entrata per la prima volta in carriera in una squadra UCI, Evelyn Stevens non ha mai saltato il Giro Rosa anche perché un’atleta forte sia in salita che a cronometro avrebbe tutte le carte in regola per brillare nelle corse a tappe più complete: e invece l’americana ha sempre sofferto un po’ in regolarità e quando i passaggi a vuoto non erano spigabili con le difficoltà fisiche, la causa era quasi sempre per i limiti tecnici che la frenano molto in discesa, come ad esempio accaduto due giorni fa scendendo giù dal Mortirolo. Quest’anno però non ci sono dubbi sul fatto che Evelyn Stevens sia l’atleta più forte in gara a questo Giro Rosa: dopo essersi aggiudicata entrambi gli arrivi in salita a Montenars e alla Madonna della Guardia di Alassio, la 33enne della Boels-Dolmans oggi si è conquistata il terzo successo di questo Giro realizzando il miglior tempo nella durissima cronometro di Varazze, 36’21” per coprire 21.9 chilometri, una media di poco superiore ai 36 km/h che dice tutto per percorso di questa seconda tappa ligure.

Proprio il tempo perso nella tappa del Mortirolo impedisce ad Evelyn Stevens di vestire quella maglia rosa che già era stata sua per tre giorni, ma la Boels-Dolmans può comunque dormire sonni tranquilli: davanti a tutte c’è infatti l’altra americana Megan Guarnier, oggi quarta a 29″, che nella generale è seguita a 34″ proprio da Evelyn Stevens. La squadra olandese si trova quindi per l’ennesima volta in stagione in una posizione dominante e la cosa non sorprende affatto: a dividere il team dal nono successo in 11 round del neonato Women’s World Tour (in Cina non erano presenti, alla Freccia Vallone hanno fatto “solo” seconda e terza) restano ora due tappe in cui Karol-Ann Canuel e Amalie Dideriksen stanno chiamate agli straordinari dopo i ritiri prima di Christine Majerus e oggi della campionessa del mondo Elizabeth Armitstead, tornata a casa malata al termine della tappa di oggi.

Van der Breggen contro il futuro team
La piazza d’onore nella cronometro è andata all’olandese Anna Van der Breggen che proprio in questo tipo di prova l’anno scorso ipotecò il successo finale al Giro Rosa rifilando distacchi superiori al minuto a tutte le avversarie: stavolta la leader della RaboLiv si è ritrovata battuta per meno di 4″ ma questo risultato le ha permesso di agguantare il podio virtuale visto che dal sesto posto è balzata fino al terzo con 1’53” di ritardo da Guarnier. Il distacco è importante e per i livelli visti finora è difficile immaginare che Van der Breggen possa riuscire ad inventarsi qualcosa che possa ribaltare il Giro: tra l’altro, curiosamente, si trova a lottare contro due atlete della Boels-Dolmans, squadra per la quale ha già firmato in vista delle stagioni 2017 e 2018.

Grandi rimpianti per Longo Borghini
Chi sicuramente ha grossi rimpianti è la Wiggle High5 che nella cronometro ha piazzamento la campionessa italiana di specialità Elisa Longo Borghini in terza posizioni, ad una manciata di centesimi di secondo da Anna Van der Breggen: la crisi dell’azzurra nella tappa di Alassio, pare dovuta al gran caldo, è costata carissima a lei e alla squadra che adesso si trova con Mara Abbott al quarto posto della generale a 2’07” da Megan Guarnier. La scalatrice di Boulder in Colorado ha ancora una piccola occasione nella tappa di Verbania, ma senza l’arrivo il suo potenziale d’attacco è molto limitato: Abbott potrebbe quindi essere ancora in gioco per un gradino del podio, molto improbabile invece è il trionfo assoluto in quello che sarebbe il suo terzo Giro Rosa in carriera.

Guderzo tiene, Lichtenberg lascia qualcosina di troppo
A Varazze chi ha perso qualcosa in più del previsto sono state Tatiana Guderzo e Claudia Lichtenberg, rispettivamente decima e quattordicesima dell’ordine d’arrivo della cronometro. Al recente campionato italiano di specialità, la vicentina della Hitec si era arresa a Longo Borghini solo per questione di centesimi mentre oggi è finita dietro di 1’41”, 1’45” invece dalla Stevens: nella generale adesso è sesta (è stata superata da Van der Breggen) ed i 3’05” di ritardo la mettono in una posizione in cui è difficile recuperare posizioni negli ultimi giorni, ma al tempo stesso dovrebbe essere abbastanza tranquilla di non perdere visto che la prima atlete alle sue spalle e la maglia bianca Niewiadoma che nel confronto diretto perde 3’43”.

La tedesca Lichtenberg invece non è una specialista delle prove contro il tempo, ma in questo Giro Rosa aveva dimostrato di andare forte in salita e nella discesa super-tecnica era certamente una delle meno svantaggiate: oggi invece probabilmente non è riuscita a trovare il ritmo giusto tra i numeri cambi di pendenza ed è finita addirittura dietro alla Abbott lasciando 1’56” (Abbott e Pooley a 1’50”) alla Stevens. Per l’atleta della Lotto Soudal Ladies la classifica recita quinta posto a 2’33”: solo 40″ la separano dal podio ma obiettivamente anche per lei sembra difficile poter sperare in qualcosa di più.

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