Thibaut Pinot dopo il traguardo in una giornata difficile © Twitter
Thibaut Pinot dopo il traguardo in una giornata difficile © Twitter

Pinot tradisce, Alaphilippe promette, Barguil vacilla

I francesi vivono diverse emozioni: Rolland e Bardet fin qui visti poco, ma sempre con i migliori

Aspettative deluse, nella settima tappa del Tour de France 2016, per tutti coloro che si attendevano scintille tra i big della classifica generale. Tra il successo in solitaria di Stephen Cummings e le difficoltà di Vincenzo Nibali, solamente volenteroso nell’andare in fuga ma non supportato dalla condizione, sono stati i corridori francesi francesi ad offrire gli spunti di riflessione più interessanti, nel bene e nel male.

Già finiti i sogni di gloria per Pinot, alle prese anche con qualche problemino
Thibaut Pinot non era sembrato perfettamente a suo agio già nelle scorse tappe e in particolar modo nella quinta. Oggi è violentemente crollato sul Col d’Aspin, ultima salita di giornata e di fatto unica, prima dell’arrivo a Lac de Payolle. I problemi sembravano risolti quando il transalpino aveva schierato la FDJ in forze davanti al gruppo per scandire il passo sin dalle prime rampe di salita. I compagni, però, si sono limitati a condurre il plotone, senza davvero produrre alcuna accelerazione, tant’è che Stephen Cummings non ha mai perso terreno rispetto al gruppetto dei vari Froome e Quintana.

Già a metà salita, Pinot ha dovuto alzare bandiera bianca, salutando la speranza di rimanere a contatto e probabilmente anche la possibilità di lottare per il podio finale di Parigi. Al termine della tappa il direttore sportivo della squadra Marc Madiot ha dichiarato che Pinot non sta bene fisicamente e che si dovranno capire le motivazioni. Già dopo il primo assaggio di Pirenei, però, il suo Tour sembra finito.

Barguil osa ma rimbalza e rischia
Piccola battuta d’arresto anche per Warren Barguil, che ha provato un attacco in salita salvo poi rimbalzare e addirittura staccarsi dal gruppo principale poco prima dello scollinamento. Per sua fortuna, la discesa gli ha consentito di rientrare e attraversare la linea dei -3 chilometri dalla conclusione, dove sono stati registrati i tempi a causa dell’inconveniente causato dal gonfiabile dell’ultimo chilometro, assieme agli altri big.

Una lezione che da una parte denota la scarsa esperienza del corridore del Team Giant-Alpecin che non è stato in grado di valutare il proprio potenziale in una tappa di facile lettura, dall’altra ha messo in luce un limite che lo porterà a correre più coperto già da domani per evitare di perdere terreno: comunque la si guardi è difficile trovare il bicchiere mezzo pieno, in attesa di valutare se sulle tre settimane può già ambire ad un piazzamento tra i migliori 5 che attualmente potrebbe essere il suo obiettivo.

Conferme da Alaphilippe, prima prova superata
Lo si aspettava con una certa impazienza per vedere se, effettivamente, potesse riuscire a difendersi anche su vette esigenti. Vi è riuscito eccome, il buon Julian Alaphilippe: il francesino della Etixx-Quick Step era al primo vero e proprio appuntamento con i Pirenei da uomo di classifica. Le risposte sono state assai positive, probabilmente anche per il ritmo tutt’altro che elevato tenuto dal gruppo.

E la maglia bianca non era del tutto felice di tale andatura, visto che ha addirittura provato ad attaccare in prima persona, riuscendo in un battibaleno a riprendere il fuggiasco Domenico Pozzovivo: con l’italiano ha tentato un colpo a sorpresa, ma è stato allora che il Team Sky ha deciso di incrementare la velocità andando rapidamente a riprenderli. Domani giornata chiave per il vincitore del Giro di California: quattro gpm come Tourmalet, Horquette d’Ancizan, Val Louron e Peyresourde non sono stuzzichini, ed il ritmo degli squadroni sarà certamente diverso da quello odierno. Si vedrà se il ventitreenne potrà realmente diventare un contendente per la classifica o se dovrà ricalibrare i propri obiettivi.

Rolland e Bardet tranquilli nel gruppo, con la mente verso i prossimi giorni
Non si sono visti, e non per forza questo deve essere un male, Pierre Rolland e Romain Bardet. Il primo fino ad ora è riuscito a correre attento come non mai, spesso nelle prime posizioni nel gruppo assieme alla Cannondale-Drapac per evitare cadute e buchi, sempre una variabile da considerare nella prima tappa del Tour. Ha sempre avuto la gamba da top 10 alla Grande Boucle e in questo 2016, in attesa di risultati concreti, sembra aver trovato una maggiore quadratura rispetto agli anni in Europcar. A 29 anni è nel pieno della maturità e date le premesse potrebbe rivelarsi un outsider interessante per le primissime posizioni nella generale sfruttando anche un percorso sulla carta adattissimo alle sue caratteristiche.

Controllato e mai sopra le righe, domani potrebbe iniziare anche il Tour di Bardet. Nelle prime sette tappe il giovane e rampante corridore dell’AG2R La Mondiale si è nascosto nelle pieghe del gruppo, limitandosi a controllare ma senza mai strafare. Dopo il crollo di Pinot è la punta di diamante di una Francia che potrebbe entrare in massa tra i migliori 10 della classifica generale. Fino ad ora più convincente nelle corse di un giorno, Bardet avrebbe anche l’occasione di salire su quel podio che riuscì solamente ad accarezzare nel 2014, quando chiuse sesto. Più maturo e focalizzato, senza passi falsi sulle 21 tappe questo potrebbe diventare, quantomeno oltralpe, il suo Tour. Ad oggi non ha sbagliato niente e il trend sembra farlo procedere a gonfie vele verso una Grande Boucle da assoluto protagonista.

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