Kilian Frankiny (BMC Development Team) vince in solitaria a Clavalité @ Giro della Valle d'Aosta
Kilian Frankiny (BMC Development Team) vince in solitaria a Clavalité @ Giro della Valle d'Aosta

Frankiny-Mas, il duello risuona in Valle d’Aosta

Lo svizzero vince a Clavalité ed è il nuovo leader. Mas non molla, Ravasi buon quinto

Le precedenti giornate di gara, che avevano sorriso ai fuggitivi della prima ora, avevano mostrato le prime schermaglie tra i grandi favoriti per il successo finale di questa edizione 2016 del Giro della Valle d’Aosta, con lo spagnolo Enric Mas e lo svizzero Kilian Frankiny che apparivano come i due maggiori contendenti destinati a scontrarsi nei due tapponi conclusivi. Una sfida annunciata insomma e già la frazione odierna non ha tradito le attese, provocando un nuovo rimescolamento di carte in classifica generale.

A gioire principalmente è proprio l’elvetico Frankiny, atleta classe 1994 che già nella scorsa stagione riuscì a mettersi in grande evidenza al Petit Tour, concludendo in seconda posizione nell’ultima tappa sul Gran San Bernardo e terminando al quarto posto assoluto nella generale. Ottime prestazioni che gli valsero anche uno stage con la formazione World Tour della BMC, con cui prese parte al Tour of Utah e allo USA Pro Challenge in America e ad una serie di gare in Belgio e Francia, culminate con la partecipazione alla Parigi-Tours. In questa stagione invece lo scalatore in forza alla BMC Development Team si è messo in evidenza alla Corsa della Pace Under 23 (prova valida per la Coppa delle Nazioni) salendo sul podio in terza posizione e al Tour de Savoie in Francia, concluso in sesta posizione, meritandosi così i gradi di grande favorito anche per la conquista del Valle d’Aosta, comandato proprio da lui da questo pomeriggio dopo il successo a Clavalité.

Frankiny dovrà comunque guardarsi dagli assalti di Enric Mas, che anche quest’oggi ha cercato di fare la differenza sull’ascesa finale e che, pur venendo staccato, non è crollato ed ora, alla vigilia della tappa decisiva, insegue solo ad una decina di secondi per un finale che si preannuncia altamente emozionante. Costretto alla resa invece Mark Padun, che ha sicuramente pagato gli sforzi delle giornate precedenti, pur restando sul podio virtuale nella generale e che domani dovrà tirar fuori un’altra grande prestazione per riuscire a salvare almeno il terzo gradino.

Partenza rapida ma la fuga stenta a prendere il largo
Era di 167 chilometri scarsi la distanza da percorrere per gli atleti nella tappa odierna, con partenza da Pontey e conclusione a Clavalité, località posta sopra Fénis al termine di una lunga e impegnativa ascesa e dopo aver avuto nelle gambe già la fatica della scalata al Champremier, altra salita particolarmente ostica. Probabilmente proprio per i timori dovuti al finale o per la volontà da parte dei team principali di controllare la corsa fin dalle prime battute, per una sessantina di chilometri si sono registrati alcuni brevi tentativi ma nessuna fuga vera e propria è riuscita a svilupparsi, con l’unica nota di cronaca data dallo sprint intermedio di Arvier vinto dal sudafricano Gibbons.

Si è così dovuta attendere la prima ascesa di giornata a Courmayeur per assistere al primo tentativo di una certa entità: ad avvantaggiarsi è stata la coppia dell’Hopplà composta da Massimo Rosa e Daniel Savini, il norvegese Anders Skaarseth (in gara con la propria selezione nazionale), il belga Jeroen Pattyn della belga VL Technics e l’altro italiano Daniele Cantoni, portacolori della RH+Polartec Fundación Contador che è anche transitato per primo in vetta al GPM. I fuggitivi, che in vetta potevano già vantare circa un minuto sul gruppo, hanno immediatamente trovato una buona collaborazione ed hanno così incrementato il proprio vantaggio fino a raggiungere i sei minuti in cima a Jeanceyaz, quando erano stati percorsi 117 chilometri.

Il gruppo rinviene sul Champremier, nel finale Frankiny risponde a Mas e va a vincere
Si è così giunti al primo momento importante della giornata, con la dura ascesa al Champremier, dove le pendenze si facevano già costanti in doppia cifra. Lo sforzo dei fuggitivi ha iniziato a farsi sentire e da dietro il gruppo ha iniziato sensibilmente a rimontare, assottigliandosi nel frattempo e lasciando davanti i principali favoriti al successo. Uno dopo l’altro i fuggitivi sono stati riassorbiti, col norvegese Skaarseth ultimo ad arrendersi e a riuscire a transitare in vetta davanti a Padun, che ha così guadagnato preziosi punti per difendere la leadership nella speciale classifica.

Nella successiva discesa e sulle prime rampe dell’ascesa finale, la scena è ulteriormente mutata: il bravissimo Skaarseth è riuscito per un poco a resistere in testa, dove nel frattempo si erano portati Frankiny e Mas mentre Padun ha cominciato a perdere terreno. Una volta che anche il norvegese ha alzato bandiera bianca è iniziata la vera sfida tra i due maggiori contendenti, con Mas che ha provato subito a prendere di petto l’ascesa (che presentava anche un tratto sterrato), allungando e guadagnando circa 10” su Frankiny, che ha invece preferito proseguire del proprio passo. Padun nel frattempo è stato raggiunto da Ravasi (quest’oggi molto più brillante rispetto alla difficile giornata di ieri) e dal colombiano Reyes ed insieme hanno proseguito con un distacco già superiore al minuto e mezzo dai primi.

Mas ha provato a spingere ancora ma Frankiny è riuscito a rinvenire su di lui, ricomponendo una coppia al comando della gara. La svolta si è avuta a meno di due chilometri dalla conclusione, quando la strada s’impennava con pendenze del 15%: Frankiny ha forzato l’andatura ed è riuscito a staccare Mas, involandosi tutto solo verso il traguardo. Per lo svizzero non c’era più nessun ostacolo nella strada verso il successo ed è così andato a trionfare in perfetta solitudine. Enric Mas, pur staccato, non è andato alla deriva ed ha chiuso in seconda posizione con un distacco di 23”.

Alle spalle dei due grandi protagonisti è stata la Manzana-Postobon a fare il bello e cattivo tempo, con il colombiano Aguirre, rinvenuto da dietro, che è andato a conquistare la terza posizione a 1’15”, riuscendo a precedere di circa 40 secondi il compagno di squadra Reyes, che ha invece concluso quarto a 1’54”. Al quinto posto è invece giunto un Edward Ravasi in ripresa, che sull’ascesa finale ha potuto giocare le sue carte ed ha chiuso a 3’13”. Alle sue spalle sono giunti Sergio Higuita (terzo colombiano in top ten) e il belga Lambrecht a 3’36”, il francese Lafaye a 3’57”, l’ottimo norvegese Foss a 4’45” mentre a 4’59” ha chiuso la maglia gialla Padun, decisamente in difficoltà sulla salita conclusiva, a cui è spettato il compito di chiudere la top ten di giornata. Fuori dai dieci, dopo il grande sforzo di ieri, Sivakov (12esimo a 5’26”), Schachmann (14esimo a 6’09”) e Rodríguez (15esimo a 6’18”) mentre più pesante è stato il distacco del bielorusso Riabushenko (nono al mattino nella generale) che ha chiuso a 12’43”.

Frankiny nuovo leader ma Mas lo tallona. Domani ci si gioca tutto a Cervinia
Grazie al successo odierno Kilian Frankiny ha conquistato anche la maglia gialla di leader ma non può ancora dire di aver messo l’ipoteca sul successo finale, dal momento che il coriaceo Enric Mas è distante solamente 15” da lui e domani si può star certi che cercherà ancora di attaccare l’elvetico. Mark Padun scende in terza posizione a 1’57” e se vorrà salvare il podio dovrà necessariamente difendersi dagli attacchi del duo colombiano Reyes-Aguirre, che accusano un distacco rispettivamente di 2’49” e 3’41”. Grazie alla buona prestazione odierna Edward Ravasi è entrato in top ten ed ora occupa la nona posizione con un distacco di 6’34”, sperando di poter scalare ancora posizioni nella difficile giornata di domani. Nelle prime venti posizioni della generale è presente un solo altro atleta azzurro, vale a dire il portacolori della Palazzago Luca Covili, che occupa la diciottesima piazza con un distacco di 14’06”.

Domani quinta ed ultima tappa di 107 chilometri da Valtournenche a Breuil Cervinia in cui si decideranno le sorti di questo Giro della Valle d’Aosta 2016. Una frazione che promette scintille, col duro Col du Saint Pantaleon a precedere l’altrettanto lunga e impegnativa ascesa verso i 2000 metri di Cervinia. Tutto potrà ancora accadere, un grande spettacolo sarà sicuramente assicurato.

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