Vincenzo Nibali in gara a Londra 2012 @ zulifkarkhan.com
Vincenzo Nibali in gara a Londra 2012 @ zulifkarkhan.com

Italia vincente? Per ora Italia Vincenzo

Svelati da Davide Cassani i cinque nomi per i Giochi Olimpici: Nibali il capitano, restano fuori Ulissi e Visconti

Il commissario tecnico Davide Cassani ha fatto le proprie scelte e questo pomeriggio, al termine del Trofeo Matteotti, ha annunciato i nomi dei corridori che vestiranno la maglia dell’Italia ai Giochi Olimpici di Rio: confermate le anticipazioni della vigilia che davano per certa la presenza di un blocco Astana composto da Vicenzo Nibali, Fabio Aru e Diego Rosa con l’affiancamento di un uomo di qualità come Damiano Caruso, più incertezza c’era invece per il quinto ed ultimo posto a disposizione che invece Cassani ha deciso di dare ad Alessandro De Marchi, compagno di squadra di Caruso alla BMC e messosi in buona evidenza nelle prime tappe del Tour de Pologne. Per Nibali questa sarà la terza partecipazione olimpica, gli altri sono tutti debuttanti.

A tre settimane dalla prova olimpica, l’Italia ha quindi definito il gruppo che il 27 luglio si radunerà a Fiuggi per poi volare verso il Brasile tre giorni dopo e quindi iniziare ad abituarsi al clima, al fuso orario e alla vita al Villaggio Olimpico: l’obiettivo dichiarato è quello di tornare a casa con una medaglia che, considerata la squalifica di Davide Rebellin a Pechino, manca dall’oro di Paolo Bettini ad Atene 2004. L’obiettivo è sicuramente ambizioso anche perché nelle gare su strada delle grandi rassegne per nazionali l’ultimo podio dei i professionisti azzurri è stato quello del Campionato del Mondo di Varese 2008, quasi otto anni fa: il difficile tracciato brasiliano, però, potrebbe favorire i nostri rispetto a percorsi meno selettivi ed è quindi lecito sognare un risultato importante. Ma andiamo ad analizzare nel dettaglio chi sono i cinque convocati che, ricordiamolo, per la quarta edizione consecutiva dei Giochi Olimpici saranno in gara con una maglia di colore bianco e non con l’azzurro tradizionale.

Il capitano: Vincenzo Nibali
Partiamo ovviamente dal capitano che sarà Vincenzo Nibali, una scelta praticamente scontata fin da quanto è stato presentato il percorso: serviva un uomo di fondo (sono 241 i chilometri da percorre), a suo agio in salita visti i tre passaggi a Vista Chinesa (quasi 9 km di salita impegnativa) e che possedesse anche qualità tecniche per affrontare senza problemi i tratti di pavé e le tortuose discese che si troverano in Brasile. Dopo aver vinto il Giro d’Italia, il siciliano ha iniziato subito a focalizzarsi proprio sui Giochi Olimpici e la partecipazione al Tour de France è stata consigliata anche dallo stesso Davide Cassani che la considera come l’avvicinamento ideale alla rassegna brasiliana: difficile dargli tolto viste la difficoltà che sta incontrando chi invece ha scelto il Giro di Polonia dove il maltempo è stato protagonista tanto da costringere gli organizzatori ad annullare del tutto la tappa di oggi.

In Francia, nonostante qualche critica per il suo atteggiamento essendo un ex maglia gialla, Vincenzo Nibali può lavorare al meglio per arrivare all’appuntamento olimpico nelle migliori condizioni possibili. Lo Squalo dello Stretto in questo Tour de France sta palesando un certo ritardo di condizione, non solo nei confronti di chi ha preparato specificamente quest’obiettivo, ma anche di chi come lui ha corso il Giro d’Italia puntando alla classifica, come ad esempio Alejandro Valverde, Rafal Majka e Ilnur Zakarin: tuttavia al momento non bisogna assolutamente preoccuparsi di ciò, magari solo un po’ del problema alla gamba che attualmente lo infastidisce sotto sforzo ma a cui sta lavorando con il suo fisioterapista. In tre settimane, la gara è in programma per sabato 6 agosto, Nibali avrà tutto il tempo per crescere magari puntando a fare un po’ come Paolo Bettini proprio nell’anno d’oro 2004: dopo un Tour di allenamento, il livornese volava letteralmente nel mese di agosto e per puntare al podio Nibali dovrà essere al top della condizione.

Fabio Aru è la seconda punta
Al fianco di Vincenzo Nibali ci sarà Fabio Aru che potrà anche lui provare a sfruttare la condizione fisica che gli lascerà il Tour de France: con una squadra ridotta a soli cinque elementi ed un circuito che si annuncia come altamente selettivo e adatto agli scalatori, sarà importantissimo avere un uomo o più uomini capaci di restare vicino al capitano nelle fasi cruciali della corsa e per questo motivo Davide Cassani non poteva non convocare Fabio Aru. Il sardo dell’Astana al momento occupa la decima posizione nella classifica generale del suo primo Tour de France, un po’ sotto alle aspettative forse, ma anche lui ha ancora una settimana di corsa per crescere e comunque già così potrebbe essere un uomo chiave della nostra nazionale.

All’ultimo Criterium del Delfinato abbiamo visto che Fabio Aru può essere anche una pedina da giocarsi all’attacco anche senza l’arrivo in salita, però inevitabilmente sul sardo qualche interrogativo c’è: la sua esperienza nelle gare di un giorno è molto limitata e tra le grandi classiche ha disputato solo tre volte il Giro di Lombardia (due volte ritirato, una volta 9°), una volta l’Amstel Gold Race (ritirato) e una la Clasica di San Sebastian (81°). I trascorsi in questo tipo di prove non sono quindi particolarmente incoraggianti ma c’è da dire che delle corse di un giorno del calendario internazionale forse il Lombardia è l’unica con salite che si possono paragonare a quelle brasiliane ed in più il gruppo sarà molto meno numeroso e la selezione sarà accentuata fin dall’inizio: per gli uomini più forma sarà più facile arrivare davanti a giocarsela nel finale.

Caruso e Rosa i punti d’appoggio
Con una squadra di cinque corridori è fondamentale riuscire a bilanciare il giusto mix tra corridori che dovranno puntare a fare risultato e corridori che invece correranno in supporto degli altri: ecco quindi che Davide Cassani ha deciso di puntare su due corridori che potranno essere molto utile in ogni situazione di corsa. Diego Rosa proprio ieri al Tour de France ha dimostrato che la condizione fisica è in grande crescita e l’anno scorso al Lombardia s’era visto che un corridore come il piemontese può essere molto pericoloso se lasciato libero di fare la sua corsa: conosce bene Aru e Nibali e questo sarà un vantaggio, potrà resistere al loro fianco anche fino agli ultimi chilometri ma al tempo stesso può attaccare o inserirsi nei tentativi di fuga più pericolosi. L’unica incognita per quanto riguarda Diego Rosa è la continuità di rendimento: il corridore dell’Astana è capace di alternare giornate fenomenali ad altre da dimenticare senza motivi apparenti, a Rio de Janeiro bisognerà poter contare su di lui al 100%.

Un discorso simile a quello di Diego Rosa lo si può fare anche per il siciliano Damiano Caruso che in questo Tour de France è l’angelo custode in salita di Richie Porte e Tejay van Garderen, un ruolo molto adatto alle caratteristiche di un passista-scalatore come lui. A parte una piccolo passaggio a vuoto proprio nella giornata di oggi, Caruso al Tour si è fatto vedere anche in fuga nella tappa di Revel ed il suo compito tattico a Rio potrebbe ricalcare proprio quello che ha in Francia con la BMC: vicino ai capitani in salita, pronto ad attaccare se lo scenario di corsa lo richiederà. Certo, dopo questa Grande Boucle Damiano Caruso potrebbe essere un po’ spaesato nel trovarsi vicino corridori che attaccano…

Il jolly sarà Alessandro De Marchi
In quinto ed ultimo nome scelto da Davide Cassani è quello di Alessandro De Marchi, anche lui sotto contratto con la BMC come Caruso e unico del quintetto che non è in gara al Tour de France. Il 30enne friulano si è messo in evidenza al Giro di Polonia con numerose fughe da lontano dove ogni volta è stato uno degli ultimi ad arrendersi al ritorno del gruppo: anche ieri nella giornata da tregenda a Zakopane è riuscito comunque a sopravvivere bene alla pioggia, al freddo e alle salite il che fa pensare che la sua condizione fisica sia buona. Probabilmente Cassani ha in mente per lui il ruolo che porterà ad esporsi tanto fin dai primi chilometri, magari per tenere cucito il gruppo o per far faticare le altre nazionali più quotate: un De Marchi in formato Ponferrada 2014 sarebbe un valore aggiunto per questa nazionale, un corridore che praticamente tutti i grandi favoriti farebbero carte false per averlo al proprio fianco.

A restare fuori invece è stato Giovanni Visconti che pur era reduce da un fantastico Giro d’Italia nonostante la caduta e l’infortunio alle costole: il corridore della Movistar, come ha scritto lui stesso su Facebook, sperava “in un bel Polonia per conquistare un posto a Rio” ma il segnale non è arrivato (la pioggia e la cancellazione di oggi non hanno aiutato) e così a 33 anni è sfumata quella che verosimilmente potrebbe essere stata l’ultima occasione per prendere parte ad un edizione dei Giochi Olimpici. Lui sentiva di meritare quel posto, ma da grande professionista ha accettato la decisione del ct e ha elogiato De Marchi con cui era in ballottaggio. Tra gli esclusi citiamo anche Diego Ulissi, anche lui grande protagonista al Giro d’Italia ma che non è riuscito a brillare in Polonia: per il toscano della Lampre forse il percorso di Rio era anche fin troppo duro ed è per questo che il suo nome non stava già più circolando negli ultimi giorni.

Nibali per la cronometro
Le scelte di Davide Cassani sono state orientate al 100% sulla prova su strada anche perché, con Adriano Malori sempre di fase di riabilitazione dopo la caduta in Argentina, non c’erano cronomen di grande affidabilità su cui poter puntare: bisogna tenere presente, infatti, che ai Giochi Olimpici i partecipanti alla cronometro devono essere scelti tra coloro che disputano anche la prova su strada e quindi di margine per un azzardo ce n’era poco. Per il momento Davide Cassani ha annunciato che alla cronometro sarà sicuramente iscritto Vincenzo Nibali mentre sta ancora riflettendo per quanto riguarda il secondo posto a disposizione, che però potrebbe anche non essere sfruttato: la speranza è di non finire come ad Atene quando, pur con due posti disponibili, venne iscritto un solo corridore (Pozzato) che poi neanche prese il via a causa di un attacco influenzale.

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