Finalmente pugno chiuso per Greipel @Eurosport.fr
Finalmente pugno chiuso per Greipel @Eurosport.fr

Greipel si sblocca in extremis: suoi i Campi Elisi

Stessa conclusione del 2015: Tour a Froome e ultima tappa a Greipel. Che vince al Tour per il sesto anno di fila

Come nell’edizione 2015, il Tour de France si chiude col successo finale di Chris Froome e quello sui Campi Elisi di André Greipel. A differenza dell’anno scorso, per il velocista tedesco era l’ultimo appello: il successo conseguito gli permette di vincere ancora una volta al Tour de France, per il sesto anno consecutivo; inoltre, è dal 2008 che il Gorilla riesce a imporsi almeno in una tappa nei GT ai quali partecipa.

La volata finale, condizionata anche da diverse defezioni (Marcel Kittel è sparito nel finale dopo aver inseguito per  10 km caldi a causa di una foratura, Bryan Coquard ha avuto un problema meccanico così come Sondre Holst Enger), ha visto Greipel uscire dalla ruota di Alexander Kristoff (Katusha), partito troppo presto, e resistere alla rimonta di Peter Sagan (Tinkoff): il podio finale vede lo slovacco secondo ed il norvegese terzo, poi Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), Michael Matthews (Orica-BikExchange), Jesper Stuyven (Trek), Ramunas Navardauskas (Cannondale-Drapac), Christophe Laporte (Cofidis), Sam Bennett (Bora Argon) e Reinardt Janse Van Rensburg (Dimension Data).

L’ultima tappa, partita da Chantilly senza Tony Martin (dolori al ginocchio, ha preferito non compromettere la preparazione di Rio) ha seguito il consueto canovaccio della conclusione, animandosi solo dopo l’ingresso a Parigi con una fuga di 8 elementi: Jan Barta (Bora-Argon 18), Marcus Bughardt (BMC Racing Team), Alberto Rui Costa (Lampre-Merida), Lawson Craddock (Cannondale-Drapac), Brice Feillu (Fortuneo Vital Concept), Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), Jérémy Roy (FDJ) e Daniel Teklehaimanot (Dimension Data), ripresi a 15 km dall’arrivo grazie al grande lavoro, benchè poi rivelatosi vano, di Thomas Voeckler per Coquard. Segue un’azione di Greg Van Avermaet (BMC) e Alexey Lutsenko (Astana), ripresi al suono della campana per l’ultimo giro; c’è anche un timido allungo di Nibali da segnalare, prima che le squadre dei velocisti prendano in mano la situazione.

Nessun patema d’animo per Chris Froome, che taglia l’arrivo assieme ai suoi compagni di squadra e vince il suo terzo Tour de France; annullati tutti i distacchi conseguiti da buchi e cadute nel finale. Sul podio lo accompagnano Romain Bardet, col distacco di 4’05”, e Nairo Quintana, a 4’21”. La top ten vede poi Adam Yates (vincitore anche della classifica dei giovani) a 4’42”, Richie Porte quinto a 5’17”, Alejandro Valverde sesto a 6’16”, Joaquim Rodríguez settimo a 6’58” (stesso tempo per Louis Meintjes, ottavo), chiudono la top ten Daniel Martin a 7’04” e Roman Kreuziger a 7’11”. Fabio Aru, tredicesimo a 19’20”, è il miglior italiano.

La Tinkoff si prende le altre classifiche collaterali, con Rafal Majka che vince per la seconda volta la classifica di miglior scalatore e Peter Sagan che conquista la quinta maglia verde consecutiva e si porta a casa anche il premio di corridore più combattivo del Tour de France.

Archivio

La vignetta di Pellegrini