Il tuffo sbagliato nel 2004 da Peng Bo e Wang Kenan © Vladimir Rys
Il tuffo sbagliato nel 2004 da Peng Bo e Wang Kenan © Vladimir Rys

Quel filotto che continua a mancare

Neppure quest’anno la Cina farà man bassa di ori nei tuffi: ad ogni edizione c’è un inserimento a sorpresa

Il prepotente ingresso nel panorama olimpico dei tuffi dei cinesi avvenne nel 1984: a Los Angeles la nazione comunista riuscì a far salire i propri rappresentanti nei podi delle due gare maschili. Nel trampolino Tan Liangde fu secondo, nella piattaforma Li Kongzheng terzo, in manifestazioni ampiamente dominate dall’idolo di casa Greg Louganis. A livello femminile la sorpresa si chiamò Zhou Jihong che sorprese le padrone di casa conquistando l’oro, il primo per il paese asiatico.

A Seoul 1988 lo statunitense di origine greca riuscì ancora una volta a doppiare i titoli; con maggiore agilità nel trampolino (alle sue spalle, ma distanti, ancora Tan Liangde a cui si aggiunge Li Deliang). Assai più complessa la faccenda nella piattaforma dove Louganis riesce a prendersi la quarta ed ultima medaglia d’oro olimpica per 1.14 punti di margine su Xiong Ni. Tra le donne, invece, è dominio con due titoli su due grazie a Gao Min nel trampolino e a Xu Yanmei nella piattaforma.

Gli ori da due passano a tre a Barcellona 1992: agli ori confermati a livello femminile (quello del trampolino ancora per Gao Min, quello della piattaforma conquistato dalla quattordicenne Fu Mingxia, di cui si sentirà ancora parlare) viene aggiunto quello della piattaforma maschile grazie a Sun Shuwei. Manca però quello del trampolino: in contumacia del ritirato Loug, a trionfare è l’altro yankee Mark Lenzi (prematuramente scomparso nel 2012 a quarantatré anni), con il povero Tan Liangde costretto al terzo ed ultimo argento della carriera.

Atlanta 1996 è, a livello femminile, la rassegna di Fu Mingxia che vince il trampolino di oltre 35 punti e la piattaforma di 42 punti. Il primo oro maschile nel trampolino arriva con Xiong Ni che supera il connazionale Yu Zhuocheng. Nella piattaforma, invece, non c’è storia: oro al russo Dimitri Sautin (forse il non cinese migliore dell’era post Louganis) con i cinesi costretti a racimolare solo un bronzo con Xiao Hailiang.

Nella (magnifica) edizione olimpica di inizio millennio la Cina riesce finalmente a fare sue a livello maschile sia il trampolino (con Ziong Ni) che la piattaforma (con Tian Liang, davanti al connazionale Hu Jia). Tra le donne il trampolino è ancora proprietà di Fu Mingxia (davanti ad un’altra stella, Guo Jingjing) mentre la piattaforma, senza la detentrice del titolo, vede la sorprendente vittoria della statunitense Laura Wilkinson per 1.74 sulla cinese Li Na.

Proprio a Sydney 2000 fanno il loro ingresso a cinque cerchi le prove del sincro e per la Cina non sono subito rosa e fiori: se dal trampolino maschile (con Xiong e Xiao) e dalla piattaforma femminile (con Li e Sang) giungono altrettanti ori, nelle restanti due prove è la Russia a primeggiare (nella piattaforma maschile con Sautin e Lukashin, nel trampolino femminile con Ilina e Pakhalina), costringendo le coppie cinesi ad amarissimi argenti.

Atene 2004 pare alla vigilia la volta buona per fare otto su otto: alla fine sono però “solo” sei gli ori. Fanno il loro, tra gli uomini, Peng Bo nel trampolino, Hu Jia nella piattaforma e Tian e Yang nella piattaforma sincro. Tra le donne si impongono Guo Jingjing nel trampolino, la medesima Guo con Wu Minxia (altra leggenda assoluta) nel sincro del trampolino e Lao e Li nel sincro della piattaforma.

Rimangono quindi fuori due gare, la piattaforma femminile e il sincro dal trampolino maschile. Nella prima è l’australiana Chantelle Newbery, che nella sua vita fuori dalle piscine ha dovuto far fronte a demoni più aggressivi di quelli affrontati in costume, a beffare per 14 punti Lao Lashi.

Il sincro del trampolino maschile è invece probabilmente la gara più pazza della storia dei tuffi: al termine del quarto tuffo la classifica segna Cina (con Peng Bo e Wang Kenan) davanti di 12 punti sugli Stati Uniti e sull’Australia, 14 sui padroni di casa della Grecia e 17 sulla sempre temibile coppia della Russia. All’inizio della rotazione un fuori programma: un invasore di campo si lancia nella piscina, ritardando gli esercizi. Quando è il turno dei cinesi, il patatrac: tuffo sbagliato e 0 punti, che li relegano all’ottavo ed ultimo posto (i russi quasi li imiteranno), dando una clamorosa gioia ai padroni di casa.

Padroni di casa che diventano proprio i cinesi nel 2008 e si presentano tirati a lucido: quattro ori su quattro a livello femminile con Guo Jingjing nel trampolino, accompagnata prima da Wu Mingxia nel sincro del trampolino, quindi Chen Ruolin che fa sua piattaforma da sola e in sincro con Wang Xin. Anche a livello maschile le cose funzionano che è un piacere: Wang Feng e Qin Kai sono oro nel sincro del trampolino, Lin Yue e Huo Liang nel sincro della piattaforma e He Chong è oro nel trampolino.

Manca solo la piattaforma maschile, ultima competizione del panorama dei tuffi di Pechino: prima dell’ultimo tuffo a guidare è il cinese Zhou Luxin ma nell’ultimo salto compie degli evidenti errori, che gli portano solamente 74.80 punti. Dopo di lui è il turno dell’australiano Matthew Mitcham che lo insegue ad oltre 30 punti. Per superare il capoclassifica all’oceanico serve un doppio salto mortale e mezzo carpiato con due avvitamenti e mezzo da leggenda: e lo fa, effettuando un ingresso senza schizzi. I sette giudici gli assegnano 9.0, 9.5, 9.5, 10, 10, 10 e 10 che, con il coefficiente di 3.8, lo portano a totalizzare 112.10 punti, il massimo nella storia olimpica. Il risultato basta per superare il rivale: la gara si chiude con Mitcham a 537.95 punti mentre Luxin è beffato con 533.15 punti.

Anche a Londra 2012 la volontà di fare finalmente filotto c’è e nei sincronizzati si parte con il piede giusto: quattro ori in altrettante competizioni con Luo Yutong e Qin Kai nel trampolino maschile, Cao Yuan e Zhang Yanquan nella piattaforma maschile, He Zi e Wu Minxia nel trampolino femminile, Chen Ruolin e Wang Hao nella piattaforma femminile. Le ragazze fanno il loro anche negli eventi individuali con Wu Minxia nel trampolino e Chen Ruolin nella piattaforma. Gli uomini, invece, deludono visto che gli ori sono di Russia (Ilya Zakharov nel trampolino) e Stati Uniti (David Boudia nella piattaforma).

Il desiderio era di riuscirci, finalmente, a Rio de Janeiro: prima gara, trampolino sincro femminile, con Shi Tingmao e Wu Minxia facili vincitrici. Seconda gara, piattaforma sincro maschile, con Chen Aisen e Lin Yue ancor più facili dominatori. Terza gara, piattaforma sincro femminile, con Chen Ruolin e Liu Huixia che riescono nell’intento seppur con qualche patema di troppo. Ma ieri, nel trampolino sincro maschile, nulla da fare: Cao Yuan e, soprattutto, Qin Kai non sono in palla e sporcano tutti i sei tuffi. Il risultato è un tanto amaro quanto meritato terzo posto alle spalle di Gran Bretagna e Stati Uniti.

Appuntamento dunque fra quattro anni, nella tana del nemico nipponico: Toyko 2020 deve essere l’occasione giusta per sfatare questo incredibile tabù.

Archivio

La vignetta di Pellegrini