Le gemelle Luik e le gemelle Hahner © Facebook
Le gemelle Luik e le gemelle Hahner © Facebook

Cari fratelli e sorelle

A Rio 2016 numerosi i casi di parenti stretti in gara; maratona da record

Se avete guardato la maratona femminile, ieri, ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro e avete prenotato una visita oculistica, dubitando dei vostri occhi, niente paura, potete disdire. Non avete alcun problema. Non avete visto doppio guardando le atlete coreane tagliare insieme il traguardo. Hye Gyong Kim e Nye Son Kim, sorelle gemelle, hanno concluso al decimo e undicesimo posto la loro prova olimpica, dopo 42,195 km di corsa in cui non si sono staccate neanche per un attimo, tagliando il traguardo con lo stesso tempo. E non avete visto doppio neanche quando sono arrivate le gemelle tedesche Anna e Lisa Haner che, addirittura, si sono prese per mano per festeggiare felici la fine della loro fatica.

E nemmeno avete visto triplo, durante i primi km della maratona, guardando tre biondine dai capelli cortissimi con la divisa dell’Estonia. Le gemelle Luik sono proprio tre: Lili, Leila e Liina (complimenti alla fantasia dei genitori). Solo che loro non ce l’hanno fatta a tagliare il traguardo tutte insieme. Le prime due, Lili e Leila, si sono piazzate rispettivamente alla posizione numero 94 e alla posizione numero 114. Liina, invece, ha dovuto ritirarsi a metà gara circa. Ma si sono ritrovate alla fine della gara per ballare la samba avvolte nella bandiera bianca, nera e azzurra del loro paese. È stata la prima volta che a un’olimpiade tre gemelle hanno gareggiato nella stessa disciplina.

Anche la piscina del nuoto sincronizzato ha messo a dura prova la fiducia nelle proprie capacità visive degli spettatori sugli spalti e televisivi. Erano tre le squadre di gemelle che hanno gareggiato nella piscina olimpica durante le eliminatorie del duo. Le sorelle argentine Sofia ed Etel Sánchez, alla loro seconda partecipazione olimpica dopo Londra 2012, hanno concluso al diciannovesimo posto nella classifica dei preliminari. Un po’ più in alto, in quindicesima posizione, ci sono, invece, le gemelle kazake Aleksandra ed Ekaterina Nemich. Ma le più brave di tutte sono state le gemelle austriache Anna Maria ed Eirini Alexandri in dodicesima piazza. E sono anche le più giovani in gara.

Gemelle sono anche le olandesi Sanne e Lieke Wevers, ginnaste molto competitive soprattutto alla trave e nel corpo libero, che sono state protagoniste anche della prova a squadre, dove hanno conquistato il settimo posto nella finale, insieme alle loro compagne.

Altri sport, in questi Giochi Olimpici, hanno visto tentare la scalata verso una possibile medaglia a fratelli o sorelle, anche se non gemelli.

La spedizione italiana aveva tra le sue fila i fratelli della scherma Daniele ed Enrico Garozzo, impegnati però in due specialità differenti. Magari per non rischiare di pestarsi i piedi a vicenda. Il primo, Daniele, torna a casa con una medaglia d’oro individuale conquistata nella seconda giornata di gare a Rio 2016, nella prova di fioretto maschile. Il secondo, Enrico, dopo la delusione della prova individuale, si è messo al collo la medaglia d’argento dopo un’esaltante prova a squadre nella spada, in cui solo i più esperti francesi sono riusciti a fermare i ragazzi italiani.

La scherma tunisina ha messo in campo due sorelle Azza, impegnata nella sciabola, e Sarra Besbes, impegnata nella spada. Hanno, invece, scelto entrambi la spada i fratelli Limardo, Rubén (già campione olimpico di specialità a Londra) e Francisco, che si sono poi ritrovati insieme nella prova a squadre. E la spada unisce anche le sorelle statunitensi Kelley e Courtney Hurley, mai rivali anche quando i sorteggi le hanno messe una contro l’altra, ma sempre molto competitive.

La squadra di Rugby a 7 degli All Blacks neozelandesi ha schierato tra le sue fila i fratelli Akira e Rieko Ioane, mentre il loro compagno di squadra Sonny Bill Williams ha dovuto seguire il torneo femminile per tifare per la sorella Nial Williams. Anche l’Australia ha convocato in entrambe le nazionali i fratelli Charlotte e Lewis Holland.

Infine, le coppie più conosciute, soprattutto grazie alla notorietà e al seguito dello sport che praticano, sono quelle del tennis. Prime fra tutte le sorelle Williams, Venus e Serena, che vinsero la medaglia d’oro del doppio a Pechino 2008 ma che quest’anno hanno lasciato già al primo turno il torneo, a causa delle cattive condizioni fisiche della sorella maggiore. Nemmeno l’avventura dei fratelli Andy e Jamie Murray è andata molto bene, anche loro eliminati al primo turno. Il più forte e famoso dei due Andy si è però consolato con la vittoria del torneo individuale, mettendosi al collo per la seconda volta consecutiva (dopo Londra) la medaglia d’oro olimpica.

Avere un fratello nella propria squadra, a detta dei diretti interessati, è spesso un grosso vantaggio perché si possono spartire i momenti di difficoltà e si possono condividere le soddisfazioni e le gioie. Insomma è proprio vero che “Buon sangue non mente”.

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