Elia Viviani va a prendersi uno sprint decisivo nella Corsa a Punti dell'Omnium, Mark Cavendish è battuto © Graham Watson
Elia Viviani va a prendersi uno sprint decisivo nella Corsa a Punti dell'Omnium, Mark Cavendish è battuto © Graham Watson

10 momenti top per 15 giorni di cicloOlimpiadi

Dalle cadute delle prove su strada ai funambolismi in quelle su pista, dal bronzo di Longo Borghini all’oro di Viviani

Le dieci immagini simbolo del ciclismo ai Giochi Olimpici, un gioco (pure questo) per rivivere due settimane straordinarie di gare, personaggi, emozioni, e pure qualche situazione buffa e divertente. Una carrellata da mandar giù tutta d’un fiato, per ingannare il groppo in gola di dover attendere 4 anni le prossime Olimpiadi!

 

Grumari, un circuito da sogno
Uno scorcio del bellissimo circuito di Grumari @ BettiniphotoIl circuito che tutti avremmo sempre desiderato veder pedalato, e che finalmente ci siamo potuti godere: salite, discese, lungomare, paesaggi mozzafiato, e ancora vento, e pavé (!), curve, passaggi tecnici, insomma tutto quello che dovrebbe esserci in ogni corsa ciclistica. Unico problema: dall’Italia non potremmo raggiungerlo direttamente in bici, a meno di non voler aspettare l’inverno di Bering…

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Nibali e Van Vleuten, quanto dolore in quella discesa!La caduta di Vincenzo Nibali e Sergio Henao @ TwitterTanto bello, quel circuito, quanto insidioso: Vincenzo Nibali se n’è accorto mentre stava provando a vincere la prova in linea, dannato di un marciapiede! L’indomani, la povera Annemiek Van Vleuten probabilmente neanche quello, nel senso che non se n’è accorta, vista la dinamica della sua caduta da contorsionista. Il sospiro di sollievo esalato da tutti noi quando abbiamo saputo che stava più o meno bene ha provocato quattro giorni di tramontana.

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La lunga e felice rincorsa di Elisa Longo Borghini
Elisa Longo Borghini con la sua splendida medaglia di bronzo @ BettiniphotoDa italiani, il podio conquistato da Elisa Longo Borghini nella prova in linea è stato uno dei primi momenti topici dell’Olimpiade. Terzo posto acciuffato a 200 metri dal traguardo, nel momento in cui la coraggiosa Mara Abbott è stata raggiunta proprio grazie alle trenate della piemontese, che hanno così permesso a Van der Breggen e Johansson di prendere le prime due posizioni. Cena pagata per Elisa da parte di Anna ed Emma; occhio però che Mara non sia nei paraggi!

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Cancellara non perde il vizio di arrivare in perfetto orario!
Fabian Cancellara lanciato verso l'oro nella cronometro @ UCI/WatsonNon era così facile pensare che Fabian riuscisse a mettere tutti nel sacco nel difficilissimo percorso della crono olimpica, e invece… Certo avrà remato dalla sua parte la concomitanza dell’infortunio patito da Dumoulin alla vigilia di Rio, e una condizione che per Froome non era forse quella della Boucle. Ma per il resto la Locomotiva di Berna ha fatto tutto quello che doveva per arrivare in orario all’appuntamento con l’oro. Del resto, che svizzero sarebbe stato sennò?

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All’Inseguimento della magica medaglia d’oro
Nell'Inseguimento a Squadre maschile una finale spettacolare tra Gran Bretagna e Australia @ UCI/WatsonUna delle gare più belle di Rio de Janeiro è stata quella dell’Inseguimento a squadre, anche nota come “l’ennesima sfida lanciata, vinta e bevuta da sir Bradley Wiggins”. La nazionale australiana era l’antagonista annunciata, ma nei primi turni pareva girare col freno a mano tirato, mentre la GBR macinava temponi (in qualifica) o direttamente record (in “semifinale”). Poi la finale, l’una contro l’altra, in un’esaltante sfida praticamente alla pari, vinta dalla Gran Bretagna con un finale clamoroso. Da record, ovviamente: ma questo era scontato!

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Wiggo, il solito linguacciuto
La linguaccia di Bradley Wiggins durante l'inno nazionale @ TelegraphE subito dopo la gara, sul podio delle premiazioni, Wiggo non ha mancato di confermare il suo spirito di patata, con una linguaccia dissacrante come praticamente tutto quello che il britannico nato a Gand ha fatto nella sua carriera. I suoi compagni di quartetto se la sono risa della grossa, all’espressione molto punk del loro guru e capitano; certo, nulla in confronto alla ridarella che li avrà presi qualche ora più tardi, in sede di etilo-festeggiamenti al pub…

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Le leggi della fisica ci fanno un baffo
L'incredibile funambolismo di Laurine Van Riessen nel Keirin @ Dave HuntLaurine Van Riessen non ha vinto medaglie, non ha conquistato torme di tifosi, non ha monopolizzate le prime pagine di giornali e magazine, ma pure lei si è ritagliata il suo momentum, con un’azione che spiega la forza centrifuga meglio di mille lavatrici… Gara del Keirin, si battaglia senza quartiere, c’è chi si urta, chi cade, e chi invece trova una via di fuga impossibile: Laurine, appunto, che uscendo dalla parabolica finisce sulla balaustra e pedala per qualche metro in orizzontale. Pare che poi per rilassarsi dopo la grande paura sia andata a Copacabana a farsi una camminata sulle acque…

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Elia, quanto ci hai fatto sognare!
Elia Viviani va a prendersi uno sprint decisivo nella Corsa a Punti dell'Omnium, Mark Cavendish è battuto @ UCI/WatsonCon quel nome da profeta e quel faccino da pupazzetto teneroso anni ’80, Elia Viviani è stato l’ultimo italiano a medagliarsi d’oro alle Olimpiadi, per cui per tutto il quadriennio che ci separa da Tokyo sarà sempre lui l’ultimo oro azzurro: una bella soddisfazione, ma fosse solo questo! Il bello è il come. Il veronese ha vinto dominando l’Omnium fino alla quinta prova, e poi tirando fuori tutta la rabbia agonistica nella sesta. Un capolavoro che lo proietta tra i grandi polivalenti dei nostri tempi; non diciamo “inimitabile” perché speriamo che, dopo questo oro, siano in tanti, in Italia, a cercare di imitarlo.

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Dove si firma per perdere la sella e vincere la medaglia d’oro?
Kristina Vogel ha vinto l'oro nella Velocità senza la sella @ Sport1.deFantozzi che va a Pinerolo montando in bici alla bersagliera ce lo ricordiamo tutti, ma il buon rag. non avrebbe immaginato che senza sella si possono pure fare figuroni alle Olimpiadi… se a Londra Marco Aurelio Fontana conquistò il bronzo nella Mountain Bike coprendo l’ultimo giro appunto senza sellino, a Rio Kristina Vogel ha fatto addirittura meglio, vincendo direttamente l’oro. La sella l’ha persa dando un colpo di reni così potente – nella finalissima della Velocità – da provocare lo stacco dell’importante accessorio. Chissà se, risedendosi dopo lo sprint, avrà notato la differenza, o se in quel momento era talmente inebriata da pensare di essere seduta già sul pennone più alto delle premiazioni!

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Sagan, le forature e l’obbligo di riprovarci
Peter Sagan (con il 50) in scia a Nino Schurter subito dopo il via @ BettiniphotoSnobbata la prova in linea vinta dal rivalissimo Greg Van Avermaet, Peter Sagan ha atteso l’intero svolgimento dei Giochi per scendere in gara, l’ultimo giorno, nella Mountain Bike. “Partirà dalla quarantesima posizione, non riuscirà a rimontare tutti quegli specialisti”, dicevano. E invece, con una partenza alla Gilles Villeneuve, in mezzo giro lo slovacco si era già portato nel ristretto drappello di testa, pronto a giocarsi una medaglia. Peccato che le sue ruote non siano state d’accordo con questo progetto: prima foratura, rimbalzo indietrissimo, rimonta fino all’undicesima posizione, seconda foratura, ciao. Che dici Peto, ci riproviamo nel 2020?

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