Lilian Calmejane sul podio © Graham Watson
Lilian Calmejane sul podio © Graham Watson

Ci vuole Calmejane e sangue freddo

Nuova fuga e altra vittoria francese alla Vuelta: dietro si controllano, Atapuma si veste di rosso

Due frazioni con arrivo in salita, due vittorie per fuggitivi. E per giunta in ambedue le occasioni a primeggiare sono stati atleti francesi. Nelle salite della Galizia (che, ancora una volta, registrano un numero di spettatori inferiori ad una corsa dilettantistica italiana – e forse forse anche meno) oggi ha vissuto la giornata più importante della sua breve carriera Lilian Calmejane. Questo interessante neoprofessionista ha affrontato il primo anno tra i grandi con la maglia della Direct Énergie (che torna al successo in un grande giro dopo 1497 giorni) con il giusto piglio: top ten centrata a La Méditerranéenne, Tour La Provence, Drôme Classic, Tour du Finistère e piazzamenti di alto livello in svariate occasioni.

Tanti attacchi ma nessuno riesce a guadagnare
Dopo il primo assaggio ieri di salita la Vuelta a España si ripete con un nuovo arrivo all’insù: da Betanzos a San Andrés de Teixido sono 163.5 km mossi, con due gpm previsti nel primo terzo di gara, una (non contabilizzata) nel mezzo e infine quella finale, lunga 11.2 km e dalle pendenze scostanti. La media è del 4.8%, cifra causata da una discesa che spezza per 2 km l’ascesa; negli ultimi 3000 metri si va sempre sopra al 7%, con punte al 10%.

Il via alle 13.29 prelude ad una prima parte di giornata assai movimentata: sono numerosi infatti i vueltisti che provano l’azione, vendendo irrimediabilmente riassorbiti dal gruppo. Sulla prima salita di giornata, l’Alto da Serra Capela (km 28), passa per primo Thomas De Gendt (Lotto Soudal)che precede Egor Silin (Team Katusha) e Pierre Rolland (Cannondale-Drapac), ma pure loro, che avevano attaccato con altri sedici (fra di loro Daniel Moreno del Movistar Team, nono in classifica), devono farsi da parte.

Parte la fuga ed è numerosa. Si ritirano Reynés e Zurlo
Al km 32 altro attacco, e stavolta il responsabile è assai inaspettato: prova l’attacco la maglia rossa Rubén Fernández, ma il murciano del Movistar Team viene marcato stretto dal Team Sky che non lo lascia partire. Un nuovo tentativo prende le mosse al km 37 e, finalmente, si tratta della mossa giusta: il gruppo, stanco dall’elevata andatura tenuta, sceglie di diminuire la velocità. Nel plotone non sono più presenti due elementi: prima è la volta dello spagnolo Vicente Reynés (IAM Cycling), alle prese con una prostatite, poi del vicentino Federico Zurlo (Lampre-Merida), che abbandonano la corsa.

Sono ben ventuno gli attaccanti: si tratta di Darwin Atapuma (BMC Racing Team), Enrico Battaglin (Team LottoNl-Jumbo), Andrey Zeits (Astana Pro Team), Nikias Arndt e Chad Haga (Team Giant-Alpecin), Axel Domont (AG2R La Mondiale), Thomas De Gendt (Lotto Soudal), Zdenek Stybar (Etixx-Quickstep), Benjamin King e Pierre Rolland (Cannondale-Drapac), Nathan Haas e Merhawi Kudus (Dimension Data), Lawrence Warbasse e Marcel Wyss (IAM Cycling), Tsgabu Grmay (Lampre-Merida), Stéphane Rossetto (Cofidis, Solutions Crédits), Cesare Benedetti e Scott Thwaites (Bora-Argon18), Ángel Madrazo e Jaime Rosón (Caja Rural-Seguros RGA) e Lilian Calmejane (Direct Énergie).

Il vantaggio si dilata, la Movistar lascia fare
Al km 50, proprio in prossimità delle pendici della seconda salita, i battistrada hanno 1’48” sul gruppo; al gpm è ancora De Gendt a transitare in testa davanti a Domont e a Madrazo mentre il plotone passa a 3’35”. Tale gap permette ad Atapuma di essere il leader provvisorio della corsa, visto che il colombiano in classifica staziona al quattordicesimo posto a 1’35” dal capoclassifica. Nel corso della discesa perde un’unità il plotone davanti visto che perde terreno Arndt; il tedesco verrà poi riassorbito dal gruppo della maglia rossa.

Continuano a guadagnare terreno i battistrada, che ai meno 65 km passano 4’45” prima del gruppo controllato da Imanol Erviti e Rory Sutherland del Movistar Team; la formazione navarra si limita a controllare la situazione, non mostrandosi interessata a provare a ricucire. Tanto che, dopo essere sceso a 4’10” attorno ai meno 40 km, il margine rapidamente aumenta fino ad un massimo di 5’40” ai meno 20 km. Nella fase precedente i battistrada si sono dati battaglia con scatti e controscatti, tutti puntualmente annullati da chi era rimasto sorpreso.

Domont ci prova ma viene ripreso. Poi tocca a Calmejane
Subito dopo al traguardo volante di Cedeira (vinto da Stybar su King e De Gendt) c’è il terzo attacco di Axel Domont che stavolta riesce a prendere del margine: all’attacco della salita il transalpino ha 25″ sui diciannove al suo inseguimento e oltre 4’30” sul plotone, che ha visto un’accelerata dovuta all’apparizione in testa degli uomini di Orica-BikeExchange e Tinkoff, interessati a prendere l’ultima asperità di giornata davanti. E sono proprio i gregari di Alberto Contador ad approcciare le prime rampe, subito seguiti dai nerazzurri del Team Sky.

Davanti l’avventura di Domont termina ai meno 9.3 km quando viene ripreso da quindici degli attaccanti. Tra di loro c’è Calmejane che passa subito al contrattacco: il neopro’ passa ai meno 8 km con 10″ sul primo inseguitore (il connazionale Pierre Rolland) e una ventina di secondi di vantaggio sugli altri. Il gruppo intanto vede il ritorno nelle prime posizioni del Movistar Team con il campione spagnolo José Joaquín Rojas a dettare il ritmo: ne fanno le spese tra gli altri Robert Gesink (Team LottoNl-Jumbo), Tiago Machado (Team Katusha) e il solito Tejay van Garderen (BMC Racing Team).

Il battistrada guadagna margine e vince, dietro Fernández si stacca
Continua senza indugio l’azione di Calmejane che ai meno 5 km, proprio quando si affronta il tratto in discesa che inframezza le due parti della scalata, vanta 20″ su Rolland, 35″ sugli altri attaccanti e 3’35” sul gruppo maglia rossa. Continua a pedalare benissimo l’albigese che ai meno 3 km continua a mantenere il medesimo margine su Rolland che è stato ripreso da Atapuma, Haas, Haga, King e Zeits. Atapuma prova a ricucire e riesce a distanziare gli altri compagni, riuscendovi: ai meno 2 km passa con una ventina di secondi di ritardo dallo stoico Calmejane, che arriva in una fase esposta al vento.

Nel frattempo dietro, in prossimità dei meno 3 km, si avvantaggia Peter Kennaugh (Team Sky) che esegue un attacco a sorpresa guadagnando una decina di secondi sul plotone che si fa sempre più snello: faticano e si staccano anche Haimar Zubeldia (Trek-Segafredo) e il leader Rubén Fernández. All’arco dei meno 1000 metri Calmejane continua la sua giornata perfetta mentre si fanno più minacciosi Atapuma, King e Zeits, questi ultimi due bravi a rientrare sull’andino. Pur pedalando in un tratto particolarmente insidioso dal punto di vista altimetrico l’uomo al comando resiste senza problemi e ha la lucidità di chiudere la maglia poco prima del traguardo, lì dove coglie il primo successo da professionista con tanto di dedica allo sfortunato Romain Guyot, morto ad inizio marzo in allenamento e suo grande amico e compagno nella Vendée U.

Battaglin e Benedetti nei 10; bene Brambilla e Scarponi, ancora male Kruijwsijk. Rossa per Atapuma
Alle spalle di Calmejane giungono a 15″ Atapuma e King, mentre Zeits è quarto a 19″. A seguire concludono lo sforzo Haas a 23″, un ottimo Battaglin a 24″, Rolland a 33″, Haga a 37″, Rosón a 40″ e Benedetti a 42″. Fuori dalla top ten altri supersiti della fuga come Warbasse a 42″, Madrazo a 46″, Kudus a 49″, Wyss a 55″, Rossetto a 1’04”, Stybar a 1’35”, Thwaites e De Gendt a 1’38” e Grmay a 1’42”. Quindi il gruppo dei big, che ha raggiunto e staccato Kennaugh poco prima dell’ultimo km. A formarlo sono Alejandro Valverde, Esteban Chaves, Christopher Froome, Alberto Contador, Nairo Quintana, Gianluca Brambilla, Leopold König, Samuel Sánchez, David De la Cruz, Louis Meintjes, Pierre Latour, Michele Scarponi e Andrew Talansky.

Anche oggi perde terreno Steven Kruijswijk: il capitano del Team LottoNl-Jumbo, giunto assieme a Igor Antón, altri 34″ persi rispetto ai rivali per la generale. 23″ invece i secondi accumulati di distacco da Davide Formolo e Jean-Christophe Péraud, 33″ quelli di uno stoico Miguel Ángel López che nella caduta di ieri aveva subito la rottura di due denti.

Domani si riparte con Atapuma in maglia rossa: il colombiano, che finalmente sta vedendo ripagati i tanti sforzi fatti negli ultimi anni, ora comanda con 29″ su Valverde, 33″ su Froome, 39″ su Chaves e Quintana, 1’08” su Sánchez, 1’11” su Fernández, 1’13” su Leopold König (Team Sky), 1’15” su Kennaugh e 1’23” su Brambilla. Calmejane è undicesimo a 1’24”, Contador tredicesimo a 1’53”, Scarponi diciottesimo a 2’18”, Formolo ventesimo a 2’35”, Kruijswijk trentunesimo a 3’10”. Mercoledì niente salite: la Viveiro-Lugo di 171.3 km sarà verosimilmente teatro di una volata adatta a uomini bravi negli strappetti. E vista la carestia di ruote veloci, ecco che non ci scappi qualche sorpresa.

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