Vangenecthen batte Valverde (a sinistra) e Bennati (a destra) © Bettiniphoto
Vangenecthen batte Valverde (a sinistra) e Bennati (a destra) © Bettiniphoto

Vangenecthen mette in fila i grandi

L’Astana scompiglia le carte e Sánchez sfiora il colpaccio. Bennati 2°, Contador a terra nel finale

È il velocista che non ti aspetti, Jonas Vangenecthen, a regalare alla IAM Cycling uno dei successi più prestigiosi della sua breve storia che sta volgendo al termine, al termine di una tappa interlocutoria, la settima della Vuelta a España, che è risultata comunque gradevole grazie all’inventiva e alla voglia di vincere degli Astana Pro Team. Ancora secondo un italiano, e stavolta si tratta di Daniele Bennati che è stato nettamente sverniciato dalla giovane gamba del fiammingo.

Out Kwiatkowski e Bonifazio, in fuga Villella. Investito Taaramäe
L’ultima tappa galiziana della Vuelta da Maceda alla gradevole rocca di Puebla de Sanabria nella Castilla y León, ai confini col Portogallo, parte con un ritiro eccellente, quello di Michal Kwiatkowski per problemi al soprasella: l’ennesimo episodio negativo di una seconda parte di stagione orrenda che deve spingere l’ex-campione del mondo a interrogarsi sul suo futuro.

Dopo 10 km parte la fuga di giornata, con Davide Villella (Cannondale-Drapac), Victor Campenaerts (Team LottoNl-Jumbo), Luis Ángel Maté (Cofidis, Solutions Crédits), Vegard Stake Laengen (IAM Cycling), Sander Armée (Lotto Soudal) e Johan Le Bon (FDJ). Ma le squadre dei velocisti oggi ci credono e così Etixx-Quick Step, Trek-Segafredo e Team Giant-Alpecin si mettono d’accordo per non far incrementare il vantaggio dei 6 oltre i 4 minuti sfiorati al termine della prima (lenta) ora di gara.

Nel corso della tappa, saluta anche Niccolò Bonifazio, evidentemente incapace di seguire le ruote del gruppo in una tappa non difficile, ma altimetricamente abbastanza impegnativa se non si è in giornata. Il primo grande giro del velocista ligure, che era penultimo in classifica a testimonianza delle sue difficoltà quando la strada sale, si conclude come per Zurlo presto e male. Più rocambolesco il ritiro di Rein Taaramäe (Team Katusha), investito da una macchina della giuria durante le fasi cade, per fortuna senza conseguenze.

L’Astana scompiglia le carte, anche Brambilla nell’azione
La fuga termina anticipatamente a 43 km dal termine, causa un’inaspettata accelerazione dell’Astana con lo scopo di rimettere in gioco i kazaki per la tappa nella fase più dura della stessa e causare qualche grattacapo agli uomini di classifica. Dopo 20 km di trenate alla morte dei compagni, Dario Cataldo parte ai -29 su un muro che risulta indigesto a parecchi, lanciando l’azione del suo compagno Luis León Sánchez in compagnia di Simon Clarke (Cannondale-Drapac), Gianluca Brambilla (Etixx-Quick Step) e ancora Maté. Dietro di loro la condotta è abbastanza anarchica, con diversi atleti che cercano il contropiede sull’ultima salita, l’Alto de Padornelo, finché la BMC non riprende le fila del discorso per difendere la maglia rossa di Atapuma da Brambilla: il quintetto scollina con mezzo minuto di vantaggio.

Sánchez e Clarke ripresi ai -200, Contador per terra
La pedalabile discesa erode  quel poco margine che i cinque erano riusciti ad accumulare e salta la collaborazione: dai -10 provano a insistere i soli Sánchez e Clarke, ridando lena all’azione: i gregari di Lotto Soudal, Etixx-Quick Step e Bora-Argon 18 devono fare gli straordinari per avvicinarsi ai due, favoriti anche da un finale tortuoso nel quale avviene anche una prevedibile caduta (anche stavolta percorso un po’ troppo accidentato per un finale di tappa in volata) con protagonista Alberto Contador, primo a scivolare e strisciare per terra ai meno 500 metri dopo essersi toccato con Gianni Meersman (Etixx-Quick Step) e Tosh Van Der Sande (Lotto Soudal).

Mentre il capitano è a terra Michael Gogl completa il lavoro per Daniele Bennati, cercando di portare l’aretino verso il settimo successo di tappa alla Vuelta della sua carriera; lo anticipa Rojas con in coda Alejandro Valverde, intenzionato a far 10 (vittorie e secondi di abbuono); ma quando ai meno 200 metri avviene l’aggancio del duo di testa a sgusciare è invece Jonas Vangenechten (IAM Cycling) che prende benissimo l’ultima curva e mette in fila grandi nomi: Bennati, Valverde e Philippe Gilbert (BMC Racing Team).

Poi Kévin Réza (FDJ), Gediminas Bagdonas (AG2R La Mondiale), uno Gianni Meersman (Etixx-Quick Step) stavolta fuori posizione, Kristian Sbaragli (Dimension Data), Romain Hardy (Cofidis, Solutions Crédits ) e Van Der Sande a completare la top ten.

In classifica generale, Darwin Atapuma mantiene la maglia rossa per un altro giorno, con Valverde che gli si avvicina a 24″ e Froome che resta terzo a 32″. Ma domani La Camperona potrebbe modificare sensibilmente questa classifica: pendenze superiori al 20% e sicuri cambiamenti, con Contador costretto a difendersi dopo le ammaccature patite al lato sinistro del corpo.

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