La gioia di Jempy Drucker a Peñiscola © Tim De Waele
La gioia di Jempy Drucker a Peñiscola © Tim De Waele

Bennati ci prova, ma festeggia Drucker

Vuelta, il toscano cerca il colpo da finisseur ma viene ripreso a meno di 200 metri. Vittoria per il lussemburghese della BMC

Dopo la spettacolare ed avvincente tappa di ieri la giornata odierna alla Vuelta a España si torna a vivere un pomeriggio estremamente tranquillo. Complice il tracciato disegnato per la Alcañiz-Peñíscola di 156.4 km si è assistito ad una tappa di riposo attivo, che precede il vero e proprio giorno di pausa e segue quello che, per oltre la metà dei concorrenti, si è verificato ieri.

Partono in sei, c’è anche Villella
Km 0 varcato alle 13.57, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Il primo tentativo del giorno è stato quello giusto: sono partiti lo svizzero Silvain Dillier (BMC Racing Team), il norvegese Sven Erik Bystrøm (Team Katusha), il francese Julien Morice (Direct Énergie), lo spagnolo Luis Ángel Maté (Cofidis, Solutions Crédits), l’azzurro Davide Villella (Cannondale-Drapac) e il portoghese fratello d’arte Mario Costa (Lampre-Merida).

Dopo 7000 metri il sestetto ha avuto il via libera dal plotone, come testimoniano i quasi 2′ accumulati, che diventano 3 al km 12. A porre freno a questo rapidissimo incremento ci pensa l’Astana Pro Team la quale, poi aiutata dal Team Giant-Alpecin, accelera l’andatura riducendo il gap a 2’30” al km 20. I kazaki si spostano dopo breve tempo, venendo sostituiti dall’IAM Cycling intenzionata a dare un’opportunità al velocista Jonas Vangenechten, in una giornata caratterizzata da temperature elevate (per buona parte della tappa si è pedalato ad oltre 35°).

Ma il gruppo non lascia strada spianata
Torna a salire il margine dei battistrada, tra i quali meritano un particolare applauso Maté e Villella: l’andaluso e il lombardo erano stati tra quanti ieri hanno saputo terminare la prova entro il tempo massimo. Proprio l’iberico è anche il meglio piazzato in classifica tra quelli davanti, ventisettesimo a 48’14”. Ma la lince (questo il soprannome dello spagnolo, complice una treccina che lo caratterizza da sempre) e i cinque soci riescono a sommare fino a 3’30” al km 35.

Anche la Etixx-Quick Step inizia a collaborare, desiderosi il quarto successo in sedici giorni di corsa. Al km 60 il margine è sceso a 2’50”, pressoché mantenuto al km 72 quando inizia l’unico e semplicissimo gpm di giornata. In cima all’Alto Castillo de Morella (km 75.4) Maté precede Villella e Bystrøm, con il gruppo a 2’30”. Plotone che, nei km precedenti, ha registrato una caduta nella sua pancia: a terra finiscono Sam Bewley e (soprattutto) Simon Yates. Sia il neozelandese che il britannico della Orica-BikeExchange si fanno assistere dall’auto medica, ma non riportano ferite di rilievo.

Fuga ripresa ai meno 12 km, tutto pronto per la volata
Continua a ridursi il vantaggio dei sei al comando: ai meno 70 km è pari a 2’15” mentre scende sotto ai 120″ ai meno 60 km. Proprio in questo frangente inizia lunghissima discesa di quasi 50 km che porta la corsa da quasi 1000 metri slm al bordo del Mediterraneo. A partecipare all’inseguimento arrivano anche i Dimension Data che contribuiscono all’opera di ricongiungimento: ai meno 30 km viene raggiunta la soglia psicologica del 1′ di vantaggio che si riduce a 37″ ai meno 20 km, quando inizia la fase finale pianeggiante.

Il drappello di testa perde due elementi ai meno 18.5 km: con il gruppo sempre più vicino si rialzano Morice e Villella, imitati 1 km più tardi da Costa. I tre superstiti si sfidano al traguardo volante di Viñaroz dove Dillier transita davanti a Bystrøm e Maté. Riescono a pedalare in avanscoperta fino ai meno 12 km, quando anche loro vengono ripresi.

Finché Bennati non prova il colpaccio
L’andatura del plotone si fa assai elevata, merito prima degli uomini della Tinkoff e poi da quelli del Team Sky: e sono tanti a perdere contatto in un percorso caratterizzato da rotonde e curve in successione. Dai meno 6 km iniziano a lavorare le formazioni dei velocisti: in una prima fase sono davanti Dimension Data e Team Giant-Alpecin, affiancate poi dai BMC Racing Team e dagli Etixx-Quick Step.

L’armonia viene però scombinata da Daniele Bennati: l’esperto aretino della Tinkoff sfrutta la presenza di una rotonda attaccando poco prima di essa, in un momento di rilassatezza del plotone. Da bravissimo prologhista qual è riesce a guadagnare margine, nonostante venga leggermente ostacolato in una nuova rotonda da una moto. Ma il toscano non si perde d’animo e continua a tutta velocità passando sotto l’arco dell’ultimo km con una manciata di secondi di vantaggio.

Nulla da fare per l’azzurro, vince Drucker
Ci prova ancora Bennati, ma alle sue spalle si fa sempre più minacciosa la presenza del treno della Etixx-Quick Step: pare rassegnato l’azzurro, ma in soccorso gli viene proprio Zdenek Stybar che smette di tirare e si sposta, favorendo il rallentamento del plotone. Tenta il tutto per tutto Bennati, ma per sua sfortuna agisce così Meersman che si lancia attorno ai meno 300 metri, andando a riprenderlo ai meno 175 metri.

Ma il belga, complice anche la forzata partenza anticipata dello sprint, non sa mantenere un’alta velocità venendo superato da tre elementi. A vincere, in maniera netta, è Jempy Drucker: il lussemburghese del BMC Racing Team, che molto aveva faticato nelle montagne, può cogliere il più importante successo della carriera diventando il quarto corridore del Granducato ad aver trionfato alla Vuelta dopo Johnny Schleck nel 1970, Roger Gilscon nel 1976 e Fränk Schleck nel 2015.

Sbaragli settimo, classifica invariata
Sul secondo gradino del podio sale Rüdiger Selig (Bora-Argon 18) che precede l’altro tedesco Nikias Arndt (Team Giant-Alpecin). Quarto come detto Meersman, quindi a seguire il francese Lorrenzo Manzin (FDJ), il belga Jonas Vangenechten (IAM Cycling), l’azzurro Kristian Sbaragli (Dimension Data), lo statunitense Kiel Reijnen (Trek-Segafredo), il belga Tosh Van der Sande (Lotto Soudal) e il colombiano Jhonatan Restrepo (Team Katusha).

Nonostante qualche frazionamento del gruppo gli uomini di classifica sono giunti tutti assieme: dopo il riposo si ripartirà nella Castellón-Camins del Penyagolosa di 177.5 km (arrivo al termine di una salita di 3.8 km con punte al 21% e pendenza media del 12.5%) con Nairo Quintana sempre in maglia rossa. Dietro di lui Christopher Froome a 3’37”, Esteban Chaves a 3’57”, Alberto Contador a 4’02” e Simon Yates a 5’07”.

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