Luka Pibernik vince la volata dei fuggitivi su Mark McNally © Bettiniphoto
Luka Pibernik vince la volata dei fuggitivi su Mark McNally © Bettiniphoto

El Pibernik de oro vince il suo scudetto

Nella sesta tappa dell’Eneco Tour la fuga non sbaglia e s’impone lo sloveno della Lampre. Domani gran finale sui muri per la generale

Tre giorni fa ad Ardooie il gruppo aveva rischiato grosso e solo un errore dei fuggitivi, che nell’ultimo chilometro si erano studiati troppo, aveva fatto sì che alla fine il vincitore fosse deciso da una volata a ranghi compatti: oggi invece nella sesta tappa di questa edizione dell’Eneco Tour, a quanto pare l’ultima con questo nome visto che dal 2017 dovrebbe arrivare un nuovo sponsor, i battistrada non hanno sbagliato nulla nel finale ed alle ruote più veloci in gara non è restato a disposizione che il sesto posto. A vincere il fuga è stato invece lo sloveno Luka Pibernik, al primo successo internazionale da professionista: per la Lampre-Merida si tratta della vittoria numero 18 della stagione ed il giovane 22enne (Pibernik compirà 23 anni il mese prossimo) è il nono corridore diverso ad andare a segno nel 2016 con la maglia blu-fucsia.

Una giornata perfetta per la fuga quindi, ma anche la BMC non può che sorridere per come è andata: la formazione svizzero-americana in un colpo solo è riuscita a non far guadagnare alcun abbuono ai rivali diretti, uno su tutti Peter Sagan, ed a mantenere la testa della classifica generale senza fare neanche uno sforzo troppo eccessivo visto che, dopo essere stata in testa al gruppo a controllare per buona parte del giorno, nel finale la squadra si è fatta da parte e ha lasciato che fossero le squadre interessate alla vittoria di tappa a far il grosso del lavoro ed a rimanere beffate.

Terza fuga per McNally e Van Lerberghe
La tappa era iniziata subito con un gran ritmo e ci sono voluto circa 18 chilometri prima che partisse finalmente la fuga buona. Oltre a Luka Pibernik, sono andati in avanscoperta Alexis Gougeard (AG2R), Chad Haga (Giant-Alpecin), Berden De Vries (Roompot) ed i soliti Mark McNally (Wanty) e Bert Van Lerberghe (Topsport), entrambi alla terza fuga su quattro tappe in linea di questo Eneco Tour. Il gruppo ha lasciato fate ed i sei uomini al comando della corsa sono arrivati a toccare i cinque minuti di vantaggio facendo sognare un po’ Chad Haga: lo statunitense alla partenza era infatti 28° in classifica generale con soli 56″ di distacco dalla maglia bianca Rohan Dennis.

Oss chiude sugli attacchi
Come detto, la BMC si è limitata a controllare la situazione per buona parte della tappa rosicchiando lentamente diversi secondi ai fuggitivi fino a riportarsi ad un tranquillizzante gap attorno ai 2’30”. A 55 chilometri dall’arrivo due strappi uno dietro l’altro, la Bois La Dame prima e poi la Rue Saivelette, hanno acceso un po’ di bagarre: prima è stata l’Astana a forzare il ritmo con Andriy Grivko, poi in contropiede è partito Tiesj Benoot a cui si sono accodati Jack Bauer ed un formidabile Daniel Oss in versione stopper. Appena ripreso questo terzetto è stato ancora Oss ad andare a chiudere su tutti i contrattaccanti spegnendo di fare tutte le intenzioni bellicose del momento: il trentino della BMC sembra avere una gran condizione, sicuramente una buona notizia per il ct Davide Cassani in vista del Mondiale di Doha.

Sieberg ritirato, Bevin ci prova da solo
In ottica iridata, purtroppo, va registrata anche la caduta di Marcel Sieberg subito prima della Bois La Dame: il tedesco, ottimo apripista e uomo di fiducia di André Greipel, è finito a terra in corrispondenza di un passaggio a livello ed è stato costretto al ritiro. Sieberg è stato trasportato subito in ospedale dove è stata riscontrata una frattura non scomposta della clavicola sinistra: domani sarà operato in Belgio per provare un recupero lampo per il Campionato del Mondo.

A 48 chilometri dal traguardo sulla Rue Trois Fontaines è riuscito ad evadere dal plotone il neozelandese Patrick Bevin (Cannondale) che da solo ha provato a riportarsi sui fuggitivi: operazione ovviamente fallita, ma Bevin è rimasto a lungo intercalato tra fuga e gruppo con una buona azione. È proprio in questa fase di corsa che il gruppo ha tardato a fare sul serio e così i fuggitivi hanno potuto tenere stabile intorno ai 2’20” il loro vantaggio.

De Vries si stacca, nessuno prende i cinque fuggitivi
Ancora una volta a cambiare le carte in tavola è stato il Chilometro d’Oro, posto oggi in salita ai meno 25, dove Chad Haga ha fatto il pieno di abbuoni mentre Berden De Vries si è staccato il preda ai crampi: superato questo strappo i cinque fuggitivi rimasti hanno iniziato ad aumentare sempre di più il ritmo mentre da dietro Tinkoff, Lotto Soudal, Trek e FDJ non riuscivano un inseguimento ben coordinato. In gruppo intanto perdeva contatto Marcel Kittel, 10° in classifica generale: in Qatar non ci sarà nessuno strappo, ma finire penultimo a 8’22” non è stato certo un bel segnale per il velocista tedesco che deve convincere il ct a dargli il ruolo di capitano.

A 18 chilometri dall’arrivo i fuggitivi hanno brillantemente superato anche l’ultimo strappo di giornata del Muizenberg e da lì è iniziato un’emozionante braccio di ferra con il gruppo: a cinque chilometri dall’arrivo Pibernik, Haga, Gougeard, McNally e Van Lerberghe avevano ancora 25″ e qui hanno fatto un vero e proprio capolavoro arrivando all’ultimo chilometro con ancora 18″ di margine. Sotto al triangolo rosso una piccola esitazione ha fatto temere un replay di quanto accaduto nella terza tappa, ma stavolta Haga ha deciso di sacrificarsi e, pur senza dare tutto, è rimasto davanti ad un’andatura comunque sufficiente ad impedire il ritorno degli inseguitori.

Gougeard lungo, Pibernik perfetto. Domani gran finali sui muri
In volata il meno freddo è stato Alexis Gougeard che ha provato a partire lungo finendo con il tirare la volata agli altri: Luka Pibernik ha ringraziato e si è lanciato verso il successo con Mark McNally uscito fuori forse un po’ troppo tardi ed incapace quindi di completare la rimonta. Terzo è arrivato il belga Van Lerberghe con Gougeard quarto e Haga quinto. Il gruppo alla fine ha tagliato il traguardo con appena 5″ di distacco ed ha visto Giacomo Nizzolo imporsi nello sprint per la sesta posizione: per il campione italiano è stato il terzo sesto posto in questo Eneco Tour. Ad eccezione dell’uscita di scena di Kittel, la classifica generale è rimasta assolutamente invariata rispetto a ieri e quindi tutto si giocherà domani nell’ultima tappa, una splendida frazione fiamminga con arrivo ai piedi del Muur di Geraardsbergen: Dennis partirà con 16 di vantaggio sul compagno di squadra Phinney, 24″ su Martin, 27″ su Sagan e Terpstra; gli ingredienti per divertirsi ci saranno tutti.

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