Cassani si complimenta con Nizzolo al termine della Coppa Bernocchi © Bettiniphoto
Cassani si complimenta con Nizzolo al termine della Coppa Bernocchi © Bettiniphoto

I nove azzurri ruolo per ruolo

L’analisi della nazionale di Cassani per il Campionato del Mondo di Doha: Nizzolo e Viviani i capitani

Domenica con le cronometro a squadre per club si aprirà ufficialmente la settimana dei Campionati del Mondo a Doha ma alla prova su strada uomini élite, la più attesa delle gare iridate, mancano ancora undici giorni visto che sarà in programma per domenica 16 ottobre con partenza alle 10.30 locali, le 9.30 in Italia. Il blocco degli azzurri sarà senza dubbio uno dei più forti in gara sebbene, per quanto riguarda la finalizzazione per il risultato, le quote dei bookmakers ci vedano indietro rispetto ai principali favoriti: mentre nella capitale del Qatar si monitorano con sempre maggiore attenzione le temperature che potrebbero addirittura portare ad un clamoroso taglio del tracciato, noi proviamo ad analizzare nel dettaglio le scelte fatte dal commissario tecnico Davide Cassani per questo Mondiale molto particolare.

I capitani
In un Campionato del Mondo dal percorso interamente pianeggiante l’Italia non ha un uomo che almeno in partenza possa offrire le stesse garanzie di gente come Mark Cavendish, André Greipel, Peter Sagan, Marcel Kittel, Alexander Kristoff o Nacer Bouhanni ma c’era comunque un interessante pacchetto di ruote veloci tra cui scegliere. Alla fine Davide Cassani ha deciso di portare a Doha i due uomini più affidabili, il campione italiano in carica Giacomo Nizzolo e il campione olimpico dell’Omnium su pista Elia Viviani. Nizzolo è un corridore che vince relativamente poco (comunque ha 6 vittorie all’attivo nel 2016) ma che spesso e volentieri si piazza subito a ridosso dei grandi nomi: il posto se lo è conquistato a suon di risultati e ha ragione a non sentirsi un “piano B” della nazionale, certo avrebbe preferito un percorso con qualche difficoltà altimetrica in più e non si sa molto della sua abilità a destreggiarsi tra ventagli.
Essendocene la possibilità, il fatto di schierare un doppio velocista è importante per evitare che una gara di 250 chilometri possa essere compromessa da una caduta o anche solo una banale foratura nel momento sbagliato: ecco quindi che a Doha l’Italia avrà in gara anche Elia Viviani. Il veronese aveva centrato tutta la prima parte di stagione sull’obiettivo della medaglia d’oro a Rio de Janeiro e quando a settembre è tornato alle gare su strada non ha avuto la brillantezza per cogliere risultati importanti: Cassani comunque crede molto in lui e bisogna ammettere anche che l’alternativa Sacha Modolo ha fatto poco o nulla per farsi preferire al velocista della Sky.

Il treno
Se c’è un velocista devono esserci anche uomini capaci di fare un treno per lanciarlo prima dello sprint: in questo ruolo l’Italia ha sempre avuto uomini eccelsi e li ha ancora oggi sebbene siano forse un po’ meno in vista rispetto a qualche anno fa. Il 29enne Jacopo Guarnieri è stato l’ultimo uomo di Alexander Kristoff nelle ultime due stagioni e per il 2017 è stato ingaggiato dalla FDJ per essere affiancato ad Arnaud Démare: ad un ottima punta di velocità riesce ad abbinare forza e resistenza sul passo. Guarnieri ha dalla sua anche una certa esperienza nelle corse del nord e quattro partecipazioni al Tour of Qatar che di certo non guastano.
Uomo da treno è anche il 31enne Fabio Sabatini cresciuto alla Milram di Petacchi e Zabel, passato poi alla Liquigas di Sagan e Viviani ed infine approdato alla Etixx-QuickStep con Cavendish prima e Gaviria poi: un percorso che gli ha permesso di acquisire grande esperienza e di recentemente ha mostrato anche un buono stato di forma piazzandosi ottavo nella classifica finale del Giro della Toscana. Sabatini rispetto a Guarnieri è forse più passista e meno velocista ma i due formano una coppia molto interessante: difficilmente li vedremo entrare in azione prima degli ultimi 1500/2000 metri, il loro compito infatti sarà quello di portare il più avanti possibile Nizzolo e Viviani in vista dello sprint. Il ruolo è molto delicato anche perché una curva all’ultimo chilometri favorirà molto chi riuscirà a prenderla nelle prime posizioni: entrambi non dovranno farsi condizionare dall’emozione della prima partecipazione ad un Campionato del Mondo.

I jolly
Come abbiamo già detto, in caso di arrivo in volata a ranghi compatti, le possibilità di vittoria per l’Italia non sono molto elevate anche se il lavoro di squadre potrebbe portare in alto gli azzurri. A Doha però non saranno certo gli uomini di Cassani i più intenzionati a tenere chiuso il gruppo ed infatti il commissario tecnico ha deciso di convocare tre corridori che possono offrire delle interessanti varianti tattiche, per quanto possa essere possibile inventarsi qualcosa su un percorso senza il minimo dislivello. Uno su tutti è Sonny Colbrelli che si troverà a pedalare su un tracciato non certo ideale per le sue caratteristiche: il 26enne bresciano, però, sta attraversando un vero e proprio stato di grazia con le vittorie in sequenza a Coppa Agostoni, Coppa Sabatini e Tre Valli Varesine. Dovesse spezzarsi il gruppo o formarsi qualche fuga pericolosa toccherà a lui muoversi per dare alla nostra nazionale un importante vantaggio rispetto alle altre.
Oltre a Colbrelli non bisogna sottovalutare anche la presenza di Daniele Bennati e Matteo Trentin entrambi uomini dotati di grande resistenza e di un buono spunto veloce nel caso servisse. Sia Bennati che Trentin possono aggiungere tanta qualità al treno per i velocisti, ma potrebbero diventare anche gli uomini a cui affidarsi per cercare il risultato se il vento laterale dovesse far esplodere il gruppo in più parti: anzi, potrebbero essere proprio le loro trenate a favorire la formazione di ventagli visto che stiamo parlando di due corridori in gran forma e con l’esperienza necessario per fare questo genere di lavoro.

I passistoni
Chiudiamo l’analisi con chi in questa nazionale dovrà fare il “lavoro sporco”, ossia Daniel Oss e Manuel Quinziato. I due passistoni della BMC sono anche loro molto versatili e potranno essere utilissimi alla causa azzurra sia in fase difensiva, per andare a ricucire su eventuali fughe o tenere il gruppo compatto nel finale, che in fase offensiva, specialmente nei primi 150 chilometri che secondo il programma si dovrebbero correre nel deserto tra lunghi rettilineo molto esposti al vento: se ci saranno le condizioni giuste l’Italia sarà tra le nazioni più attrezzate per spaccare il gruppo e poi tenere alta l’andatura anche negli ultimi 100 chilometri circa sul circuito della Perla di Doha.
Sia Oss che Quinziato arrivano in buone condizioni dopo la partecipazione all’Eneco Tour e attualmente sono già in Qatar a prendere confidenza con il clima e le strade dove domenica disputeranno la cronometro a squadre con la BMC. Per Manuel Quinziato ci sarà un triplo impegno in questa rassegna iridata visto che il quasi 37enne bolzanino è anche l’unico selezionato da Davide Cassani per partecipare alla cronometro individuale, specialità di cui è campione italiano in carica: per Quinziato sarà la terza partecipazione in carriera dopo quelle di Zolder 2002 (18° posto) e Varese 2008 (14° posto) ma non bisogna farsi illudere dal 3° posto che ha conquistato proprio quest’anno nella cronometro di 11 km del Tour of Qatar.

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