La Boels-Dolmans festeggia sul podio © Twitter
La Boels-Dolmans festeggia sul podio © Twitter

L’anno perfetto della Boels-Dolmans

La squadra olandese fa sua anche la cronosquadre iridata, battuta la Canyon-SRAM di Elena Cecchini. Diversi problemi per il caldo

Erano state in lungo ed in largo le dominatrici di tutta stagione e quest’anno in questo formato di gara avevano vinto ben tre volte compresa la prova World Tour di Vårgårda in Svezia: le ragazze della Boels-Dolmans erano le grandi favorite per questo Campionato del Mondo per Club che ha aperto la rassegna iridata di Doha e hanno rispettato il pronostico riscattando la beffa subita l’anno scorso a Richmond quando il titolo sfuggì nel finale per appena 6″. Abdica invece dopo quattro titoli consecutivi (sotto diverse denominazioni) nelle prime quattro edizioni la Canyon-SRAM che torna a casa comunque con la medaglia d’argento.

La Boels-Dolmans fa il vuoto nella seconda parte
La Boels-Dolmans ha costruito il proprio successo nella fase centrale della gara, praticamente un unico rettilineo di 13 chilometri e con il vento a favore che la squadra olandese ha percorso a più di 52 km/h: nei primi 13.6 chilometri ricchi di cambi di direzione, infatti, la Canyon-SRAM era in vantaggio di 9″ ma al secondo intermedio la situazione si era ribaltata a favore della Boels-Dolmans che era transitata con 14″ di vantaggio per continuare poi a guadagnare fin sul traguardo. Negli ultimi chilometri la squadra olandese ha perso prima Christine Majerus e poi Karol-Ann Canuel e non si è disunita anche quando all’uscita di una curva si è ritrovata davanti una moto del servizio di sicurezza che procedeva a bassa velocità.

Alla fine Chantal Blaak, Evelyn Stevens, Ellen Van Dijk ed Elizabeth Armitstead, alla prima uscita ufficiale dopo il matrimonio e quindi con il nuovo nome di Elizabeth Deignan, hanno coperto i 40 chilometri del tracciato in 48’41” a 49.2 km/h di media: curiosamente se avessero gareggiato con gli uomini si sarebbero riuscite a mettere dietro due squadre. Sempre a livello statistico colpiscono i numeri di Evelyn Stevens che per la quarta volta in carriera ha fatto parte del sestetto che ha vinto il Campionato del Mondo della Cronometro a Squadre raggiungendo la tedesca Trixi Worrack in testa alla classifica delle plurivittoriose.

Elena Cecchini sul podio
Come detto, il secondo posto è andato alle ragazze della Canyon-SRAM che hanno fermato il cronometro in 49’29”, 48″ in più rispetto alle rivali. Una prestazione comunque molto buona per una squadra che ha cambiato molto nel corso degli anni: a Vårgårda erano addirittura finite fuori dal podio e bisogna ammettere che è stata una piccola sorpresa vederle in testa al primo intermedio dove le tante curve hanno avvantaggiato leggermente una squadra che da anni è specialista di queste prove e che sa come rimanere compatta in tutte le situazione. Il risultato della Canyon-SRAM ha fatto salire sul podio a ricevere la medaglia d’argento anche l’italiana Elena Cecchini che, alla sua seconda partecipazione alla prova, è arrivata davanti assieme alle compagne di squadra Brennauer, Worrack e Amialiusik.

Bronzo alla Cervélo-Bigla
Abbastanza pronosticabile, visto come andata la stagione, anche il terzo posto della Cervélo-Bigla che negli ultimi mesi ha lavorato tanto per preparare questo appuntamento e che ha ingaggiato appositamente anche britannica Ciara Horne che proprio qui a Doha ha fatto il suo debutto ufficiale con la nuova maglia. La squadra diretta da Thomas Campana era a soli 12″ dalla Boels-Dolmans dopo il primo rilevamento intermedio, ma nel secondo e nel terzo settore la maggior potenza nelle gambe delle avversarie ha fatto sì che il distacco si dilatasse notevolmente: al traguardo il distacco di 1’56” è sicuramente pesante, ma è più importante la gioia per aver conquistato una medaglia che in pochi avrebbero pronosticato a inizio 2016 dopo che la squadra neanche si presentò a Richmond.

Ottimo 4° posto per la BePink
Se molti squadre maschili hanno ritenuto eccessivi i costi di questa trasferta, a maggior ragione il discorso si deve estendere ai team femminili che infatti sono stati appena in otto ad iscriversi a questo Campionato del Mondo: il dato non sorprende ma forse qualche formazione rimasta a casa potrebbe avere avuto qualche piccolo rimpianto visto che per le prime 10 dell’ordine d’arrivo ci sarebbero comunque stati in palio punti importanti per la classifica UCI. Le tante assenze ci privano quindi di un’analisi seria per quando riguarda le posizioni fuori dal podio, ma vanno comunque fatti grossi complimenti alla BePink, unica formazione italiana in gara e capace di realizzare il quarto tempo a 2’46” dalla Boels-Dolmans: Walter Zini ha sempre lavorato bene con le sue squadre in questo tipo di prove e quest’anno Ilaria Sanguineti, Silvia Valsecchi, Francesca Pattaro, Olga Zabelinskaya, Amber Neben e Georgia Williams si sono prese il lusso di andare leggermente più forte della Cervélo nel terzo ed ultimo settore del tracciato dimostrando un’ottima capacità di gestire le energie in corsa.

Caldo terribile: Anouska Koster a terra
Purtroppo a condizionare la gara ci sono state condizioni meteorologiche molto difficili, sia per il forte vento che nella prima parte con tanti cambi di direzione ha creato diversi problemi alle squadre, sia soprattutto per il caldo torrido con la partenza della prima squadra fissata per le 14.10 locali (le 13.10 in Italia), non propriamente il periodo più fresco della giornata. La formazione olandese RaboLiv voleva chiudere la propria storia in bellezza e al secondo intertempo era a soli 10″ dalla Cervélo-Bigla in piena lotta per il podio: un colpo di calore invece ha provocato un brutta caduta di Anouska Koster che si è schiantata contro le transenne e ha fatto fatica anche solo a rialzarsi in uno stato di shock; dopo essere rimasta ferma per alcuni minuti a rinfrescarsi, la Koster è riuscita a rimontare in sella ma la squadra non ha evitato l’ottava ed ultima posizioni.

Problemi anche per la Twenty16, aumenta il rischio taglio per domenica?
Grandi problemi dovuti al caldo li hanno avuti anche le atlete della Twenty16, formazione guidata dalla campionessa olimpica a cronometro Kristin Armstrong: alla prima curva dopo l’eterno rettilineo centrale c’è stata la prima avvisaglia con un grave errore di traiettoria, all’ultimo chilometro invece la formazione statunitense si è presentata con ancora cinque atlete tutte assieme ma Annie Foreman-Mackey prima e Chloe Dygert poi sono state costrette a rialzarsi con problemi di crampi, vomito e scarsa lucidità; la Twenty16 ha chiuso quindi con il quinto tempo a pochi centesimi di secondo dalla BePink, sesta e settima hanno chiuso Hitec Products e BTC City Ljubljana. Se questa settimana era stata caratterizzata dalle polemiche per un possibile taglio del percorso della prova dei professionisti uomini a causa del grande caldo, i problemi a cui abbiamo assistito oggi potrebbero rendere l’avvicinamento alla corsa ancora più denso di discussioni.

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