Marco Mathis festeggia la maglia iridata © Bettiniphoto
Marco Mathis festeggia la maglia iridata © Bettiniphoto

Vince la Germania, roba da Mathis

Il tedesco meno atteso fa sua la cronometro iridata degli under 23; Schachmann e Miles Scotson a podio, Ganna fuori dalla top 10

Alla partenza della prova a cronometro degli Under 23 erano in moltissimi a considerare la Germania la formazione da battere, potendo schierare al via il vicecampione del mondo uscente della specialità (ovvero Maximilian Schachmann) e uno dei più interessanti prospetti del movimento teutonico, già capace di laurearsi campione del mondo contro le lancette tra gli juniores e fresco di titolo europeo cronometro conquistato solamente il mese scorso (parliamo di Lennard Kämna).

Pochissimi però si sarebbero aspettati il trionfo del terzo uomo, che risponde al nome di Marco Mathis e che prima d’oggi non aveva conquistato risultati particolarmente rilevanti a livello internazionale, a dispetto di valide doti da passista (quest’anno il terzo posto nel campionato nazionale tedesco contro il tempo ha rappresentato per lui una delle migliori risultanze in assoluto). Invece per il ventiduenne che dalla stagione 2013 milita nella formazione Continental tedesca Rad-Net Rose Team è arrivato il giorno della prestazione della vita, avvenuta al termine di una gara in cui l’ordine di partenza lo collocava in seconda posizione in graduatoria e in cui non sono mancati attimi di forte suspense, come andremo a vedere.

Tedeschi über alles, Ganna stanco dai tanti appuntamenti
Buon per la Germania, che con un Kämna meno brillante ha ugualmente realizzato la doppietta con Schachmann e che esce trionfatrice in una contesa di difficile interpretazione, in cui a dispetto della totale assenza di difficoltà altimetriche (bilanciata dalla presenza di rotonde e curve insidiose che contribuivano a spezzare il ritmo) che rendevano il tracciato perfettamente adatto ai passistoni, a fare realmente la differenza è stata la gestione degli sforzi in una prova caratterizzata per tutta la sua durata da temperature ben al di sopra dei 30 gradi, in cui chi ha chiesto troppo al proprio fisico in partenza è finito col naufragare nella seconda parte.

Per l’Italia l’attesa era tutta per la prova di Filippo Ganna, chiamato al penultimo intenso sforzo di una stagione straordinaria per le risultanze acquisite: il piemontese però non ha vissuto una delle sue giornate migliori, risultando sempre distante dalla lotta per il podio, chiudendo con una quattordicesima posizione che non rende giustizia al suo talento. Calcare la mano nella critica dopo un 2016 come quello vissuto da colui che un iride d’inestimabile valore è riuscito a portarlo comunque a casa su pista (nell’Inseguimento individuale assoluto) sarebbe oltremodo ingeneroso, per cui al netto delle prevedibili espressioni abbacchiate ci si può limitare ad affermare che una giornata così sarà ugualmente utile al verbanese nel cammino che lo porterà, a partire dalla prossima stagione, ad essere un professionista a tutti gli effetti nelle file della TJ Sport-Lampre.

Mathis (con brivido) mette subito tutti in fila
Alle 11.30 di Doha (le 10.30 italiane) il mongolo Bilguunjargal Erdenebat è stato il primo a prendere il via per coprire i 28.9 chilometri previsti dal tracciato (ossia due giri di circuito) e un minuto dopo è stata la volta del tedesco Marco Mathis. Trattandosi della prima batteria la maggior parte degli atleti non fa parte del novero dei papabili per un posto sul podio (e neppure per la top ten, ad essere puntigliosi), tuttavia il passo dell’atleta teutonico, costantemente sui cinquanta orari, costituisce subito un riferimento importante: 9’19” il tempo impiegato per giungere al primo intermedio, 16’14” al secondo, 27’10” al terzo per poi concludere con il 34’08”conclusivo.

Nel compiere la sua cavalcata però Mathis è costretto a fronteggiare un imprevisto che, con una distrazione di troppo, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche: nel pieno del proprio sforzo infatti, l’atleta tedesco si è trovato davanti un’ambulanza ed un Suv adibito a mezzo di soccorso e con una buona dose di pelo sullo stomaco ha deciso di superare la prima proprio in prossimità di una rotonda. Buon per lui che il veicolo non abbia ulteriormente chiuso la propria traiettoria sulla destra, altrimenti la frittata sarebbe stata fatta (e apriti cielo con le polemiche che ne sarebbero scaturite, in un mondiale già non partito sotto i migliori auspici tra i rischi del caldo ed un pubblico che definire sparuto sarebbe usare un eufemismo). Mathis ha così stampato subito il tempone, tanto che le risultanze più rilevanti sono state quelle del canadese MacKinnon (staccato di 1’43”) e del danese Pedersen (addirittura 1’50” per lui, che rappresentava sulla carta il vero nome buono del primo lotto di partenti).

Schachmann e Miles Scotson già da podio, discreto Affini
La seconda batteria di atleti proponeva invece già i primi nomi interessanti e, non a caso, alcuni di questi hanno fatto segnare prestazioni che, al termine della giornata, si sono confermate su livelli ragguardevoli. Fari puntati sull’altro tedesco Maximilian Schachmann, argento un anno fa a Richmond, che ha fornito un’altra buonissima prova (in cui ha dovuto evitare anche l’impatto col belga Leysen, caduto nell’affrontare una curva) ed ha chiuso in 34’26”, con un distacco di 18” dal connazionale Mathis e l’australiano Miles Scotson, eccellente inseguitore premiato in stagione con l’iride nel quartetto su pista, che di secondi ne ha impiegati 38 in più concludendo col tempo di 34’46”.

Notevoli sono però state anche altre prestazioni osservate nello stesso lasso di tempo della tarda mattinata: il danese Kasper Asgreen si è inserito in quarta posizione provvisoria con un ritardo di 50”, seguito dallo statunitense Neilson Powless (giunto a 54”) e dallo svizzero Tom Bohli, uno dei due atleti militanti in team World Tour (l’altro è stato l’eritreo Merhawi Kudus) al via della prova, che ha invece accusato 1’16” di ritardo (ci si attendeva qualcosa in più dall’alfiere della BMC). Più indietro invece il britannico Dibben, distanziato di 1’38” da Mathis. Male invece il figlio d’arte Pavel Sivakov, che ha pagato oltre tre minuti e mezzo. In questa batteria, attorno alle 11.30 locali, ha preso il via anche Edoardo Affini, col mantovano della Selle Italia (prossimo ad affrontare una nuova importante avventura con l’olandese SEG Racing Academy) che ha offerto una prova regolare nel suo complesso, chiudendo con un distacco di 1’59” dal leader.

I big deludono, per Mathis è trionfo a sorpresa! Ganna chiude 14esimo
Superate con ben pochi sussulti la terza e la quarta batteria di atleti, con ben pochi nomi di spicco presenti (da segnalare la presenza di Rumsas junior nelle file lituane, la partenza del già citato Kudus e l’inconveniente meccanico occorso al neozelandese McCormick, costretto addirittura al ritiro) e col solo sudafricano De Bod a far segnare un tempo di un certo rilievo (sarà undicesimo alla fine), si è giunti alla quinta ed ultima batteria in cui erano presenti i maggiori favoriti per il successo, tra cui il nostro Filippo Ganna.

La sfida preannunciava duelli appassionanti dopo i riscontri del primo intermedio: Kämna infatti ha fatto segnare un 9’22” che lo poneva a soli 3” di ritardo dal tempo di Mathis, a 9’25”è transitato invece Callum Scotson (fratello minore di Miles), quindi a 9’28” il campione uscente Mads Würtz Schmidt e a 9’29” il francese Cavagna. Per Ganna invece il cronometro ha detto 9’41” e si aveva la sensazione, purtroppo rivelatasi errata, che il piemontese fosse partito di conserva per poi dar fondo a tutte le proprie energie nella seconda parte di cronometro. Al secondo intermedio Kämna ha iniziato a pagare qualcosa, venendo superato nel riscontro parziale da Callum Scotson mentre più ampi si facevano i distacchi di tutti gli altri, che vedevano così ridotte le proprie possibilità di scalzare il sorprendente Mathis (per Würtz Schmidt a complicare le cose ci si era messo anche un inconveniente meccanico in prossimità del primo intermedio).

La vera e propria svolta si è però avuta nel secondo giro del circuito, dove le prestazioni dei favoriti sono pian piano precipitate, con le sole eccezioni dello statunitense Curran e dell’irlandese Dunbar, premiati non a caso dalla top ten conclusiva. Il crollo più evidente è stato quello di Callum Scotson, a lungo in lizza per un posto sul podio e letteralmente tormentato dai crampi negli ultimi sei chilometri di tracciato, che l’hanno fatto chiudere col tempo di 35’30”, a 1’22” da Mathis. Non è riuscito ad invertire, come anticipato, il trend invece Ganna, che ha concluso col tempo di 35’45” con un distacco di 1’37”.

Fuori dai giochi anche Cavagna (1’28” il suo ritardo), Van Hooydonck (ben 2’25”) per lui e Wurtz-Schmidt (un pesante 2’02” per lui), con il solo Lennard Kämna rimasto in concreta lotta per un posto sul podio, dal quale è rimasto escluso per 5”, chiudendo col tempo di 34’50” che l’ha relegato in quarta posizione finale a 42” dal connazionale Mathis. Quella del campione europeo è stata l’unica variazione significativa della top ten, in cui sono rimasti Asgreen (quinto), Powless (sesto), Bohli (ottavo) e Callum Scotson (decimo) ed in cui si sono registrati gli ingressi di Curran (settimo) e Dunbar (nono).

Per Filippo Ganna invece la posizione finale nell’ordine d’arrivo è stata la quattordicesima mentre Affini si è accomodato al ventesimo posto. Trionfo assolutamente impronosticabile alla vigilia quindi per Mario Mathis, che riporta la Germania sul tetto del mondo della specialità tra gli Under 23 dopo ben 13 anni (l’ultimo trionfo è datato 2003 per merito di Markus Fothen) e può far guardare con fiducia al futuro i teutonici, nel momento in cui Tony Martin si avvia alla parte conclusiva della propria carriera. Ancora un argento invece per Maximilian Schachmann, che la Etixx è stata bravissima a non farsi sfuggire mentre il bronzo di Miles Scotson conferma la tradizione australiana nell’appuntamento iridato.

Domani di scena gli juniores e le Donne Élite
Il programma iridato proseguirà domani con le prove riservate agli Uomini Juniores e alle Donne ÈÉite (per entrambe le categorie saranno 28.9 i chilometri da percorrere, esattamente come per gli Under 23 quest’oggi). Ad iniziare saranno i ragazzi alle 8.30 locali (le 7.30 italiane), con gli azzurri Alessandro Covi e Alexander Konychev chiamati a cercare un buon piazzamento. Alle 12.15 italiane invece sarà la volta della prova femminile, in cui per l’Italia non sarà della partita Elisa Longo Borghini (che disputerà quindi solamente la prova in linea di sabato), che sarà così avvicendata da Elena Cecchini. Assente la vincitrice uscente Linda Villumsen, i fari saranno principalmente puntati sull’Olanda di Ellen Van Dijk e Anna Van Der Breggen ma dopo ciò a cui si è assistito oggi si può star certi che le sorprese siano sempre dietro l’angolo.

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