Filippo Ganna sul podio dell'Inseguimento agli Europei con Corentin Ermenault e Dion Beukeboom © Bettiniphoto
Filippo Ganna sul podio dell'Inseguimento agli Europei con Corentin Ermenault e Dion Beukeboom © Bettiniphoto

Ganna si ferma a un passo dall’ultimo show

Grande rimonta nell’Inseguimento agli Europei, ma Filippo è argento dietro a Ermenault. Balsamo quarta nell’Omnium, Scartezzini ottavo nella Corsa a punti

Non tutte le rimonte riescono con l’oro. Il che non vuol dire che non siano belle da vivere e da tentare. Ne abbiamo avuto riprova questa sera, nel corso della quarta e penultima giornata dei Campionati Europei su pista a Saint-Quentin-en-Yvelines in Francia.

L’Italia schierava la sua punta di diamante, Filippo Ganna, nella finale dell’Inseguimento individuale, una specialità di cui il piemontese è Campione del Mondo in carica. In qualifica, Filippo aveva fatto segnare il miglior tempo (4’17″298), quasi due secondi meglio del coetaneo francese (Corentin Ermenault) che sarebbe andato ad affrontare nell’ultima sfida.

Come si faceva a non considerare Ganna favorito assoluto per l’oro (che sarebbe stato il suo secondo europeo, quest’anno, visto che in estate si è aggiudicato il titolo continentale Under 23)? L’unica ombra a porre qualche dubbio sulla marcia trionfale dell’azzurro era legata alla febbre che l’aveva colto nei giorni scorsi: non è che alla lunga questa piccola debilitazione fisica presenterà il conto?

 

Una gara partita male e finita in impetuoso crescendo
La domanda non era peregrina, e la risposta è stata in effetti piuttosto amara per il verbanese e per i suoi tifosi. L’urlo del velodromo di Saint-Quentin ha accolto la partenza della finale, spingendo il più possibile il giovane beniamino di casa, il biondissimo Corentin.

E lui, Ermenault, galvanizzato da cotanto boato, è partito come una scheggia. Tre secondi di vantaggio dopo appena un chilometro erano un bottino che chiunque si sarebbe sentito in dovere di mettere a frutto. Al secondo chilometro, ovvero a metà gara, il margine del transalpino su Ganna era salito a più di quattro secondi. Un vero tracollo per l’iridato, a giudicare da quanto si vedeva, e per di più col rischio di essere pure raggiunto dall’avversario (un esito che nessuno alla vigilia avrebbe messo in conto).

Poi nella seconda metà di Inseguimento il risveglio di Filippo: nel terzo chilometro ha recuperato 8 decimi, poca roba, certo, ma sufficiente per ricacciare indietro il pericolo di ricongiungimento, e per aprire una piccola crepa nella convinzione dell’avversario.

Il quale, nel quarto e ultimo chilometro, ha pure pagato le fatiche della partenza boom, andando via via sempre più in affanno, tantopiù che l’azzurro gli mangiava metri su metri a ogni tornata. Quegli ultimi quattro giri sono stati a dir poco entusiasmanti per Ganna, che ai 3500 metri aveva abbattuto il gap a due secondi e mezzo, e nel giro successivo aveva limato tutto in una volta un intero secondo ancora.

L’ultimo giro è stato una volata al cardiopalma, un secondo e due ripresi da Filippo al francese, ma purtroppo per lui stavolta non è bastato: la diga dei 4 secondi di metà gara era stata ridotta a uno scalino di 3 decimi (306 millesimi per la precisione); ma uno scalino che si è rivelato invalicabile per l’italiano.

È mancato un giro, a Filippo, per beffare Ermenault, e comunque non vogliamo certo dire che il francese non abbia meritato il successo (tra l’altro col suo tempo finale, 4’18″778, ha pure migliorato quanto aveva fatto in qualifica); solo, resta un po’ di rammarico per non aver potuto avere, in questi Europei, il miglior Ganna. 4’19″084 il tempo finale dell’azzurro, che in ogni caso aggiunge un argento (il secondo nella manifestazione dopo quello preso nell’Inseguimento a squadre) a una stagione già straordinaria.

Il bronzo è andato all’olandese Dion Beukeboom che nella finalina ha battuto il polacco Daniel Staniszewski.

 

Anche nell’Omnium emerge la personalità di Elisa Balsamo
L’Italia aveva una seconda freccia al proprio arco, oggi, e che freccia. Elisa Balsamo, ovvero la ragazzina di cui tutto il ciclismo parla da un po’ di tempo in qua. Campionessa del Mondo su strada a Doha (categoria Juniores), iridata ancora l’altro giorno nell’Inseguimento a squadre, la cuneese è stata oggi impegnata nell’Omnium (la nuova versione varata di fresco dall’UCI), al cospetto di alcune delle più forti specialiste del mondo, su tutte l’olandese Kirsten Wild, già due ori in questi giorni nella Corsa a punti e nell’Eliminazione.

Elisa è partita da un settimo posto nello Scratch (vinto dalla norvegese Anita Stenberg), poi ha infilato due quarti posti nella cosiddetta “Tempo Race” e nell’Eliminazione (conquistate rispettivamente da Wild e dalla britannica Katie Archibald). L’azzurra si è così presentata alla decisiva Corsa a punti (il nuovo Omnium consta di sole quattro prove) in quarta posizione con 96 punti; la precedevano Archibald (108), la belga Lotte Kopecky (102) e Wild (100), e la tampinava Stenberg a 94.

Nella prova conclusiva Elisa è partita molto bene, prendendo il giro insieme a tutte le protagoniste (l’hanno conquistato in sette già prima del terzo degli 8 sprint previsti), vincendo poi proprio la terza volata e portandosi così a soli 3 punti dal bronzo. Poi però la diretta concorrente Kopecky ha allungato già al quarto sprint (nel quale ha conquistato 2 punti mentre Balsamo ne prendeva uno), e nel finale l’italiana non ha più trovato la possibilità di fare altri sprint buoni.

Intanto Archibald controllava da padrona, chiudendo infine con l’oro con 141 punti contro i 135 della Wild e i 131 della Kopecky; i 122 punti di Elisa le valgono il quarto posto, ben difeso dal ritorno della Stenberg (quinta a 118). Comunque per la piemontese una buona esperienza che tornerà senz’altro utile in futuro.

 

Michele Scartezzini fa il suo in una Corsa a punti battagliatissima
Altre due gare sono andate all’assegnazione delle medaglie oggi. Il torneo della Velocità maschile si è concluso con il successo del russo Pavel Yakushevskiy che in finale ha battuto seccamente (2-0) l’olandese Roy Van den Berg; bronzo per l’ucraino Andriy Vynokurov (2-0 sul tedesco Eric Engler).

La Corsa a punti (sempre tra gli uomini) ha visto una prestazione superlativa del danese Niklas Hansen, che nel corso della gara ha conquistato ben tre giri, e nel farlo s’è vinto pure quattro dei 16 sprint previsti (più altri punticini qua e là); praticamente ingiocabile per chiunque, tanto che alla fine si è imposto con 83 punti e ben 30 di vantaggio sul secondo, il belga Kenny De Ketele.

Al terzo posto ha chiuso il bielorusso Raman Ramanau (36), quindi il britannico Oliver Wood (33), l’austriaco Andreas Graf (32), l’olandese Jan-Willem Van Schip (31), stesso punteggio dell’impronunciabile polacco Wojciech Pszczolarski, e – all’ottavo posto – l’azzurro in gara, Michele Scartezzini, che ha costruito il suo punteggio di 27 con un giro conquistato (con buona sagacia, muovendosi a metà gara in un gruppetto di 8 comprendente alcuni dei più forti) e con quattro piazzamenti nelle varie volate.

 

Gli Europei si chiudono domani
Domani ultima giornata di gare a Saint-Quentin-en-Yvelines con quattro finali: le due Madison (femminile in apertura di giornata, maschile in chiusura), la Velocità individuale femminile e il Keirin maschile. Prima sessione dalle 11.30 alle 13.30, seconda dalle 15.20 alle 19.

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