Matteo Tosatto al Tour de France 2015 © Bettiniphoto
Matteo Tosatto al Tour de France 2015 © Bettiniphoto

Quelli per cui non c’è jobs act che tenga

Sono tanti i corridori rimasti ancora disoccupati: da Tosatto a Malacarne, da Ciolek a Txurruka, ecco i loro nomi

Siamo ormai alle porte di dicembre, e la quasi totalità dei team professionistici ha già (e in alcuni casi, da tempo) definito la totalità dei componenti in rosa nella stagione ventura. Tuttavia sono ancora in molti gli atleti che, senza un contratto firmato, stanno cercando di convincere i team manager di meritare una chiamata, convinti di poter dare ancora qualcosa all’attuale panorama ciclistico.

Tosatto cerca l’ultima chiamata, dalla Androni sperano in sette
Il paese con più disoccupati è, senza ombra di dubbio, l’Italia: sono infatti una ventina gli azzurri reduci da un 2016 con team World Tour o Professional ad essere ancora a spasso. Il decano, non considerando un Rebellin prossimo ad annunciare il nome della squadra prescelta, è Matteo Tosatto. Il trevigiano vanta un’esperienza più unica che rara (venti stagioni da professionista, tutte in prima categoria) e un lavoro sempre apprezzato dai tantissimi capitani (Bettini, Boonen, Contador, Petacchi e Sagan, giusto per citare i più noti) serviti; dopo sei stagioni alla Tinkoff con il madrileno sperava di proseguire con lui anche alla Trek-Segafredo, ma così non sarà. Il quarantaduenne veneto ha ammesso di essere in contatto con un paio di squadra, per poter intraprendere l’ultima avventura tra gli élite.

Assai numerosi sono gli atleti in rosa nell’Androni Giocattoli-Sidermec 2016 ancora a spasso: c’è il trentaduenne Marco Bandiera, che con Tosatto non condivide solamente provenienza e luoghi di allenamento quanto abnegazione come gregario, e c’è il trentottenne Franco Pellizotti, scalatore d’esperienza (il quale potrebbe restare in extremis con il sodalizio piemontese). Ci sono anche due velocisti come il trentaseienne toscano Francesco Chicchi e il trentaduenne lombardo Davide Viganò, che almeno qualche piazzamento lo garantiscono con costanza. Ci sono infine il ventisettenne veneto Giorgio Cecchinel, il ventiseienne piemontese Alberto Nardin e il trentunenne toscano Mirko Selvaggi, uno che, per le Professional italiane, sarebbe assai utile in chiave classifica a squadre di Coppa Italia.

Bongiorno, Cecchin e Colli in attesa. L’Astana non conferma Malacarne e Vanotti
Tre i corridori ex Bardiani ancora senza destinazione: il più noto è Francesco Manuel Bongiorno, che pareva destinato a raccogliere risultati importanti. Vederlo a ventisei anni ancora senza contratto è quantomeno emblematico del momento storico che sta attraversando il ciclismo: perché non dare una chance ad uno che qualche numero, seppur con molta incostanza, ha dimostrato di averlo? In cerca di sistemazione anche il ventiquattrenne Luca Chirico e il ventitreenne Luca Sterbini, entrambi frenati da diversi problemini fisici.

La Nippo-Vini Fantini ha deciso di fare a meno dei servigi di Daniele Colli; il trentaquattrenne lombardo, bersagliato a più riprese nel corso della carriera dalla malasorte, può essere ancora utile come apripista per le volate o come uomo d’esperienza. Numerosi gli italiani lasciati a piedi dal Team Roth: non hanno un contratto per il 2017 il ventisettenne sprinter veneto Alberto Cecchin, il venticinquenne abruzzese Marco D’Urbano, il ventiquattrenne veneto Andrea Toffali, il ventisettenne veneto Andrea Vaccher, il trentaduenne molisano Rino Zampilli e il ventiquattrenne veneto Andrea Zordan.

Dall’Astana sono due gli italiani non riconfermati: il ventinovenne Davide Malacarne è un corridore valido per tutti i terreni, abile come gregario e, cosa che non guasta di questi tempi, assai popolare grazie alle riuscitissime iniziative proposte dal suo fans club. Assieme al bellunese non sa cosa farà nel 2017 il trentaseienne Alessandro Vanotti: il bergamasco, fino ad un paio di anni fa fidatissimo gregario di Nibali, garantisce devozione assoluta alla causa comune, senza timore di dover lavorare a fondo da gennaio ad ottobre.

Fra Francia e Germania molti a rischio
Andando oltre confine, sono tre i francesi dell’AG2R La Mondiale 2016 in attesa di una nuova opportunità: il trentenne Blel Kadri, vincitore nel 2014 di una tappa al Tour de France, il trentaquattrenne gregario Sébastien Minard e il trentaduenne pavearo Sébastien Turgot. Anche un altro francese ex della squadra savoiarda è ufficialmente libero, tuttavia Damien Gaudin, così come gli ex Fortuneo Julien Loubet e Steven Tronet, sono prossimi ad accasarsi all’Armée de Terre.

Transalpino è anche il ventinovenne Romain Lemarchand, rimasto senza squadra dopo il mutamento di obiettivi (non ancora del tutto esplicitati, tra le altre cose) della Stölting: dalla squadra tedesca sono ben cinque i teutonici ancora liberi. C’è un vincitore della Sanremo come il trentenne Gerald Ciolek, un vincitore di tappa al Tour come il trentaquattrenne Linus Gerdemann e un miglior scalatore al Giro come il trentaseienne Fabian Wegmann, a cui aggiungere i meno noti Thomas Koep e Christian Mager, rispettivamente ventiseienne e ventiquattrenne.

La recessione schwartz-rot-gold prosegue: sono senza destinazioni buoni corridori come il ventinovenne cronoman Patrick Gretsch, il ventottenne Björn Thurau e trentenne Paul Voss, due fuggitivi seriali. Non conoscono il loro futuro neppure il ventisettenne Ralf Matzka, alle prese con qualche acciacco di troppo, e il ventitreenne Ruben Zepuntke. Potrebbe tornare alla Felbermayr l’austriaco Riccardo Zoidl, ma il ventottenne vincitore dell’Europe Tour 2013 non è ancora sicuro di essere in gruppo nel 2017.

Txurruka cerca una nuova maglia, Bos una nuova sfida
Era stato ipotizzato il ritorno alla Caja Rural ma per Amets Txurruka le porte del team navarro sono chiuse: il trentaquattrenne può portare a chi lo volesse ingaggiare un buon rendimento in salita. Dalla squadra spagnola è stato lasciato libero il trentenne gregario Javier Aramendia; non sa che fare neppure il ventisettenne velocista Enrique Sanz. Tra i cugini lusitani sono ancora a spasso il trentunenne fratello d’arte Mário Faria da Costa e il trentacinquenne scalatore Bruno Pires.

Sono in cerca di sistemazione i ventottenni Brecht Dhaene (riuscirà a restare alla Veranda’s?) e Gert Dockx (avvicinato alla WB Veranclassic) mentre potrebbe smettere il trentenne Tim De Troyer. Non ha ufficialmente contratto neppure l’altro belga Tom Van Asbroeck ma il ventiseienne potrebbe raggiungere l’amico Vanmarcke alla Cannondale. Tra gli olandesi cerca una sistemazione, dopo l’anno interamente dedicato alla pista, Theo Bos: con il trentatreenne è in attesa di una chiamata anche il venticinquenne Barry Markus.

Girovagando per il pianeta, sono numerosi gli elementi che meriterebbero un’opportunità: in ordine alfabetico è il caso del ventiseienne sprinter (invero un po’ sopra le righe) Jonas Ahlstrand, del trentunenne statunitense Matthew Busche, del ventitreenne velocista argentino Lucas Gaday, del ventiquattrenne scalatore ceco Jan Hirt, del ventinovenne estone Gert Jõeäär, del trentunenne svizzero Martin Kohler, del trentaduenne svizzero Pirmin Lang, del ventiduenne passista svedese Fredrik Ludvigsson, del ventinovenne britannico Christopher Opie e del trentunenne bielorusso Branislau Samoilau.

A.a.a. lavoro cercasi fra Russia e Australia. E c’è chi si avvia al ritiro
Sono due, Italia a parte, i paesi alle prese con un saldo negativo: è il caso della Russia, dove ben quattro elementi del Team Katusha e cinque della Gazprom-RusVelo sono senza contratto. Per la precisione si tratta nel primo caso del trentenne Vladimir Isaychev, del ventottenne Egor Silin (uno che un posto se lo merita tutto), del trentaquattrenne Eduard Vorganov (completamente assolto da una positività al Meldonium) e del ventiseienne Anton Vorobyev. Dalla squadra Professional sono il ventitreenne Alexander Evtushenko, il ventiduenne Alexey Kurbatov, il ventunenne Roman Kustadinchev, il ventiquattrenne Viktor Manakov e il ventitreenne Mamyr Stash. A cui sommare il trentacinquenne Alexander Kolobnev e il trentottenne Evgeni Petrov, entrambi in odor di ritiro.

Numeri simili anche fra Australia e Nuova Zelanda, dovuti principalmente alla Drapac: fra gli aussie fermi al palo il ventottenne Nathan Earle, il ventiquattrenne Jordan Kerby, il ventunenne promettente sprinter Jason Lowndes, il ventisettenne pistard Glenn O’Shea, il ventisettenne Timothy Roe, il ventiquattrenne Samuel Spokes e il trentaduenne David Tanner mentre tra i kiwi non sa dove sarà il ventiquattrenne Brad Evans.

Vi è infine il caso di quanti sono prossimi al ritiro anche, ma non esclusivamente, per mancanza di alternative: tale è la situazione del trentasettenne brasiliano Murilo Fischer, da anni trapiantato nel trevigiano, del trentanovenne venezuelano Tomás Gil, del trentatreenne bielorusso Yauheni Hutarovich e del trentacinquenne spagnolo Vicente Reynés.

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