Un'immagine del Giro d'Italia 2016 © Facebook
Un'immagine del Giro d'Italia 2016 © Facebook

Il Giro meno italiano di sempre?

Le Wild Card per la corsa rosa: restano fuori Androni e Nippo, con la Bardiani ci sono anche CCC, Gazprom e Wilier

Le indiscrezioni ed i timori della vigilia sulle Wild Card per il prossimo Giro d’Italia sono state confermate in pieno e per il ciclismo italiano è arrivata un’altra dolorosa mazzata: gli appelli a Mauro Vegni per concedere un invito per la centesima edizione della corsa rosa a tutte e quattro le formazioni Professional italiane non hanno avuto successo e così quest’anno avremo al via del Giro solamente due team registrati in Italia contro 20 stranieri; nessuna riduzione del numero di corridori per squadra (no secco dell’UCI agli organizzatori) e nessuna deroga al limite di 200 ciclisti al via, quattro erano le Wild Card disponibili e quattro squadre sono state chiamate. Con la Bardiani-CSF invitata di diritto in quanto vincitrice della Coppa Italia 2016, a vincere il ballottaggio a tre è stata la Wilier Triestina-Selle Italia mentre restano a casa la Nippo-Vini Fantini e l’Androni Giocattoli al cui posto RCS Sport ha scelto Gazprom-RusVelo e CCC Sprandi Polkowice.

Già da alcuni anni il Giro d’Italia aveva intrapreso la strada dell’internazionalizzazione della startlist della corsa e lo stesso Mauro Vegni in passato aveva avvisato le nostre squadre di non dare per scontato l’invito solo perché italiane: per il 2017 però, tra la ricorrenza del Giro numero 100 e l’addio della Lampre con la squadra passata agli arabi, ci si augurava più che mai una corsa rosa che desse fiducia a chi tra tante difficoltà riesce ancora a tenere in piedi una squadra professionistica in Italia. Per questo motivo le scelte di RCS Sport hanno sorpreso e fatto infuriare molti appassionati che a maggio sulle strade italiane non vedranno in azione i loro colori preferiti o alcuni dei loro beniamini. Come detto, però, negli ultimi giorni si era intuito che questo sarebbe potuto succedere.

Gazprom rafforzata e confermata
Detto della Wild Card automatica assegnata ai ragazzi di Roberto Reverberi, analizzando quelli che potrebbero essere stati i pro ed i contro per ogni squadra candidata che sono stati presi in considerazione da Mauro Vegni e colleghi, non si può non avere un grosso dubbio che sulla decisione abbiamo pesato più motivi strettamente economici che di altra natura. I russi della Gazprom-RusVelo erano stati invitati a sorpresa al Giro d’Italia 2016 dove poi sono riusciti anche a vincere una tappa, la cronoscalata dell’Alpe di Siusi, con Alexander Foliforov: forti di uno sponsor potentissimo, di diversi partner italiani, dei risultati della scorsa stagione e di un’organico rafforzato con l’innesto di otto ex di Katusha e Tinkoff, per loro è arrivata la riconferma. Tra l’altro con la chiusura della Tinkoff e di una maggiore globalizzazione della Katusha, ad oggi è la proprio la Gazprom-RusVelo la squadra che più rappresenta il ciclismo russo.

La sorpresa arriva dalla Polonia
L’altra squadra stranieri invitata al Giro 2017 è la polacca CCC Sprandi Polkowice, già presente nel 2015 senza prestazione eclatanti: allora i migliori piazzamenti furono due ottavi posti con Bole a Fiuggi e Paterski ad Imola, ma rispetto a due anni la squadra non si è certo rinforzata nonostante la presenza in organico di un buon corridore come il bresciano Simone Ponzi. Se dietro all’invito del 2015 c’era un accordo di sponsorizzazione tra RCS Sport ed il ricco sponsor Sprandi, stavolta pare che la posta in gioco sia ancora maggiore: stando alle voci, la Polonia potrebbe avere la Grande Partenza del Giro d’Italia 2018 ed ecco quindi che la presenta della CCC Sprandi potrebbe essere un bel modo per lanciare la volata a livello di immagine in vista dell’anno prossimo.

La Wilier batte le altre Professional italiane
Resta quindi la Wilier Triestina-Selle Italia di Angelo Citracca e Luca Scinto che hanno agguantato la settima partecipazione consecutiva: anche questa è stata una scelta è stata che ha stupido più d’uno tra gli appassionati. In caso di positività all’antidoping, in passato è capitato spesso e volentieri che Mauro Vegni “sanzionasse” le squadre colpevoli con un anno di lontananza dal Giro d’Italia, ma la formazione toscana si era sempre riuscita a salvare dopo gli scandali grazie alla Coppa Italia: senza quella protezione, e un un altro caso doping nel 2016, si pensava che potesse toccare a loro stare fermi un giro, e invece così non è stato. Rispetto al passato la squadra ha cambiato strategia di comunicazione: prima puntava molto sull’immagine pubblica e sul marketing, adesso invece ha lavorato molto più dietro le quinte con il supporto di due che hanno fatto la storia del ciclismo italiano (Selle Italia è anche sponsor del Giro d’Italia) e si parla anche di un prossimo ingresso in squadra anche di Fastweb. Le ultime partecipazioni alla corsa rosa non sono state esaltanti ed a livello la squadra non svetta nettamente sopra alle escluse: il dossier presentato a RCS Sport però è stato abbastanza convincente.

Secondo stop consecutivo per l’Androni
Arriviamo quindi ad Androni Giocattoli e Nippo-Vini Fantini, le due grandi assenti dal prossimo Giro d’Italia. La squadra di Gianni Savio non parteciperà alla corsa rosa per il secondo anno consecutivo ed a questo punto il futuro potrebbe farsi molto scuro: dal Venezuela il team manager piemontese ha parlato di “grande ingiustizia” e aspetta di rientrare in Italia per spiegare le sue ragioni in una conferenza stampa. Chi non ha atteso per commentare è stato un amareggiato Mario Androni che ha deciso di abbandonare il ciclismo professionistico con il suo marchio al termine della stagione: il secondo mancato invito consecutivo ha reso effettivo un passo che era già stato valutato in precedenza. Per la squadra la continuazione nel 2018 potrebbe quindi essere a rischio: a nulla sono bastati un paio di appelli pubblici sui social network (gli unici, in passato la battaglia era stata molto accesa) e l’appartenenza al Movimento Per un Ciclismo Credibile, inoltre in squadra non mancavano le individualità che sarebbe stato bello vedere in gara sulle montagne del Giro, in particolare il giovanissimo talento colombiano Egan Bernal.

Un’immagine pulita non basta alla Nippo
Delusione anche in casa Nippo-Vini Fantini che proprio in vista del giro si era rinforzata con l’ingaggio di due ex vincitori di tappa come Arrendondo e Canola, e soprattutto ha confermato in rosa Damiano Cunego che pur con un rendimento inferiori a quello degli anni d’oro resta sempre uno dei più tifati in Italia e uno dei cinque corridori in attività ad avere un Giro d’Italia nel proprio palmarès. Certo, le precedenti partecipazioni al Giro non hanno portato grandi risultati sulla strada, ma la squadra di Francesco Pelosi lavora molto bene sull’immagine, è un aggancio con il mercato giapponese e fin qui è rimasta estranea sia a casi di doping che a varie indagini collaterali come il processo “pagare per correre”. Rispetto all’Androni Giocattoli, il futuro della Nippo-Vini Fantini sembra meno condizionato dal mancato invito al Giro d’Italia, ma andranno comunque fatte delle valutazioni con gli sponsor.

RCS Sport deve guardare ai propri conti
Alla fine di tutto, però, è soprattutto la presenza della CCC Sprandi a far storcere il naso, ma RCS Sport resta comunque un’impresa privata con i suoi interessi e con un bilancio da far quadrare a fine anno: negli ultimi anni hanno saputo rilanciare alla grande il Giro d’Italia riuscendo anche ad accorciare leggermente le distanze con il Tour de France che resta comunque quasi inarrivabile. Gli inviti riparatori a Strade Bianche, Tirreno-Adriatico e Milano-Sanremo in questo caso contano praticamente nulla.

Certo, per quando riguarda le squadre stesse si potrebbero fare molte riflessioni e si potrebbe anche dire da che questa violenta sberla si potrebbe e si dovrebbe ripartire per costruire qualcosa di veramente nuovo e moderno: il problema è sempre quella sensazione che più che ai progetti, in questo caso si sia guardato ai portafogli ed in questo caso, se di sponsor non ce sono, perché bisognerebbe giudicare le strutture e le idee dei team?

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