Ramunas Navardauskas in azione nella crono della Vuelta a San Juan © Bettiniphoto
Ramunas Navardauskas in azione nella crono della Vuelta a San Juan © Bettiniphoto

Navardauskas non perde tempo, il Bahrain vince già

Il lituano coglie il primo successo del team nella cronometro della Vuelta a San Juan davanti a Mollema e va al comando. Nibali 13°

Come nelle precedenti due frazioni, vinte rispettivamente da Fernando Gaviria e Tom Boonen, la terza tappa della Vuelta a San Juan ha subito messo in mostra i grossi calibri delle formazioni europee. E stavolta per gli idoli di casa delle compagini Continental non vi è neppure stata la consolazione della fuga in diretta tv, dato che i superstiti dalle cadute delle prime giornate hanno dovuto fare i conti con una cronometro individuale.

Amezqueta va presto al comando ma non sfonda la barriera dei 15′
11900 i metri del tracciato disegnato dagli organizzatori utilizzando i due lati di una circonvallazione locale collegati tra loro da una svolta a sinistra. Il primo a far registrare un tempo quantomeno sufficiente è il messicano Eder Frayre (Nazionale messicana), settimo a partire, che si spinge a 15’43”. Nello spazio di cinque minuti lo sopravanza Julen Amezqueta: lo spagnolo della Wilier Triestina-Selle Italia abbassa sensibilmente il miglior tempo, terminando lo sforzo a 15’01”.

Si susseguono i passaggi ma nessuno riesce per un’oretta abbondante a migliorare l’esercizio del ventitreenne. Gli vanno dietro il polacco Przemyslaw Niemiec (UAE Abu Dhabi) con 15″14″, il colombiano Julián Cardona (Medellin-Inder) e l’argentino Emiliano Ibarra (SEP San Juan) con 15″10″, il colombiano Carlos Alzate (UnitedHealthcare) con 15’07”, il messicano Héctor Rangel (Nazionale messicana) con 15″12″ e il giapponese Kazushige Kuboki (Nippo-Vini Fantini) con 15’09”.

Gran prova del talentino Vargas, anche Ganna si inchina
A demolire il parziale del navarro ci pensa il colombiano Walter Vargas: il ventiquattrenne della Medellin-Inder, assai abile nella specialità come testimoniano i titoli nazionale e panamericano contro il tempo del 2016, si proietta al comando con uno sensazionale 14’20”. Tra chi gli finisce alle spalle vi è anche Filippo Ganna: il ventenne campione del mondo dell’inseguimento individuale conclude il primo sforzo tra gli élite con un tutto sommato discreto 14’45”.

Medesimo parziale fatto registrare poco più tardi da uno dei favoriti per il successo finale, vale a dire Eduardo Sepúlveda, venticinquenne della Fortuneo ma qui in gara con la nazionale argentina. A scalzare la coppia dalla piazza d’onore ci pensa Marco Coledan: il veneto della Trek-Segafredo conclude a 14’42”. Sopra le aspettative è la prestazione di Rodolfo Torres: lo scalatore colombiano dell’Androni-Sidermec con 14’37” pone la propria candidatura quantomeno per la top 5 della generale.

Cavagna viaggia forte, Navardauskas di più. Boaro miglior azzurro
Il ventinovenne sudamericano si piazza al terzo posto provvisorio perché giusto prima di lui aveva tagliato il traguardo Rémi Cavagna: il neopro’ francese della Quick Step Floors toglie dall’angolo del leader Vargas andando al comando con 14’10”, un tempo decisamente valido. La sua gloria non dura a lungo come quella di Vargas perché lo spodesta dopo una manciata di minuti Ramunas Navardauskas: il lituano del Bahrain-Merida migliora di 7″ il tempo dell’avversario concludendo dunque a 14’03”.

Dopo il bel 14’35” dell’argentino Ricardo Escuela (Agrupacióv Vírgen de Fátima), per vedere un nuovo inserimento nelle zone alte bisogna attendere il passaggio di uno dei beniamini del pubblico locale, ossia Laureano Rosas: il tre volte vincitore della corsa, qui con la maglia della nazionale, si esprime in maniera positiva con 14″26″. Gli atleti che seguono il ventiseienne non sfigurano: lo statunitense Greg Daniel (Trek-Segafredo) termina a 14’39”, l’argentino Juan Pablo Dotti (SEP San Juan) a 14’42”, il veneto Manuele Boaro (Bahrain-Merida) a 14’37”, il bielorusso Kanstantsin Siutsou (Barhain-Merida) a 14’35” e l’argentino Sebastián Trillini (Italomat-Dogo) addirittura a 14″42.

Mollema meglio di Brändle, Sevilla davanti a Nibali
Uno dei grandi favoriti per la prova odierna, vale a dire Matthias Brändle, non sfigura affatto: l’austriaco della Trek-Segafredo non riesce però ad issarsi al comando terminando la gara a 14’07” ma precedendo Cavagna per questione di centesimi. Per il team statunitense non sarà però il miglior alfiere perché a superarlo ci pensa Bauke Mollema: l’olandese, il cui obiettivo stagionale si chiama Giro d’Italia, è già pimpantissimo e con 14’06” sfiora la prima piazza.

Dopo di lui tocca all’eterno (è proprio il caso di dirlo) Oscar Sevilla: colui che tre oltre tre lustri fa era “el niño” oggi ha quarant’anni suonati ma non ha alcuna intenzione di smettere. Il 14’22” pone l’atleta della Medellin-Inder in una posizione pericolosa ai fini del successo finale. Obiettivo che può essere ancora alla portata di Vincenzo Nibali: il messinese non impressiona e non sfigura, fermando il cronometro a 14’38”. Una buona uscita in vista di traguardi più prestigiosi.

Buon Viviani ma non basta. Domani altra volata
Sfilano dietro anche i restanti corridori, ossia Matteo Malucelli (Androni-Sidermec) a 16″32″, l’accoppiata Quick Step Floors Tom Boonen e Fernando Gaviria rispettivamente a 14’42” e 15’08” e anche il leader, ossia Elia Viviani. Il veronese, qui con la divisa della nazionale, pareggia il 14’38” dell’ex compagno di squadra Nibali dimostrando come nelle due volate disputate di avere già un discreto colpo di pedale.

A proposito di compagni dello Squalo dello Stretto, a vincere è dunque Navardauskas: il lituano si toglie la soddisfazione di scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Bahrain-Merida, diventando il primo a vincere nella storia del team. Il baltico balza ovviamente in testa alla classifica con 3″ su Mollema, 7″ su Brändle e Cavagna, 19″ su Trillini e Sevilla, 21″ su Rosas, 23″ su Viviani, 29″ su Boonen e 32″ su Escuela mentre Nibali è quattordicesimo a 34″. Domani tornano protagonisti i velocisti a San Martín, in una frazione di 160.5 km.

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