Tim Wellens vince sul Mirador des Colomer © Photo News
Tim Wellens vince sul Mirador des Colomer © Photo News

I primi scorci sono incoraggianti

Il riassunto delle prime gare europee: Lotto e Wellens sugli scudi a Mallorca, i big già pimpanti

In attesa del Gran Premio Costa degli Etruschi che domenica prossima aprirà ufficialmente il calendario italiano, negli ultimi giorni sono state Spagna e Francia ad ospitare le prime gare internazionali del 2017 sul suolo europeo: mentre molti corridori hanno scelto di scaldare i motori in Australia o in Argentina, c’è invece chi ha preferito un approccio più tradizionale optando per le quattro prove della Challenge Mallorca oppure per il Grand Prix La Marseillaise. Con quattro gare praticamente in contemporanea in tre continenti diversi, il livello medio delle startlist ne ha ovviamente risentito, ma anche le gare europee hanno offerto spunti di interessi.

Tim Wellens in forma super: sarà l’anno del salto di qualità?
In Spagna a mettersi in grande evidenza è stata la Lotto Soudal che ha portato a casa la bellezza di tre vittorie in quattro giorni mostrando uno stato di forma complessivo già molto buono per essendo appena ad inizio anno. L’uomo che più di ogni altro ha impressionato è Tim Wellens, capace di vincere sia Trofeo Serra de Tramuntana che il Trofeo Andratx, le due gare caratterizzate dalle maggiori difficoltà altimetriche: per il vincitore della tappa di Roccaraso allo scorso Giro d’Italia il 2017 potrebbe essere l’anno della verità per puntare ad essere protagonista anche nelle classiche di maggior prestigio. La prima delle due vittorie di Wellens è arrivata in una giornata durissima anche per via della pioggia, del freddo e del vento: in gruppo c’è stata selezione già a parecchi chilometri dal traguardo ed il 25enne della Lotto Soudal è uno di quelli che riesce ad adattarsi meglio a queste situazione.

Il secondo successo, sempre in una giornata molto ventosa ma stavolta con il sole, è arrivato con una splendida azione di forza sulla salitella finale del Mirador des Colomer: a circa due chilometri dal traguardo è uscito dal gruppo, s’è fatto riprendere da Kiryienka e Belda, poi un’altra sparata nel finale per staccare i due e tenere a distanza un Alejandro Valverde in forte rimonta. Negli anni scorsi l’esplosività era sembrato un po’ il tallone d’achille di Tim Wellens che è uno che preferisce gli attacchi da lontano ai finali più affollati: in questo deve migliorare se vuole puntare a far bene nelle classiche delle Ardenne, ormai quasi sempre decise sulla rampa finale in salita, ma anche uno come Philippe Gilbert ha impiegato diversi anni per prendere le giuste misure alle classiche monumento.

Lotto Soudal: brillano anche i giovani Benoot e Vervaeke
Per la squadra belga, che ha ben risposto ai cinque successi argentini dei “cugini” della Quick Step, sono arrivare buone indicazioni da parte di due giovani di talento che in Spagna hanno conquistato un podio a testa. Il 22enne Tiesj Benoot ha tenuto l’accelerazione di Valverde sul Mirador des Colomer andando a cogliere la terza posizione, ma anche il giorno precedente era arrivato al traguardo assieme al murciano della Movistar, seppur a quasi quattro minuti dal compagno di squadra Wellens: anche l’anno scorso era partito bene a Mallorca e su di lui c’è grande attesa per vedere come si comporterà nelle classiche del pavé.

Più sorprendente invece vedere lottare per le prime posizioni lo scalatore Louis Vervaeke, secondo e quarto nelle due prove più dure. Passato professionista a luglio 2014, Vervaeke ha faticato ad adattarsi al salto di categoria nonostante ottimi risultati da Under23: il 2015 era passato nell’anominato mentre nel 2016 c’erano stati solo piccoli segni di ripresa nei primi mesi dell’anno. Dopo questa Challenge Mallorca, invece, il 23enne Louis Vervaeke sembra finalmente pronto a mantere almeno parte delle promesse di giovane talento. In casa Lotto Soudal si sono fatti vedere anche Jurgen Roelandts, all’attacco con Quintana e Valverde nel Trofeo Palma, e il solito André Greipel, una certezza per gli arrivi in volata: il tedescone ha portato a casa una vittoria ed un quarto posto nelle due volate.

Daniel McLay batte al fotofinish Matteo Pelucchi
Restando sulla maggiore delle isole Baleari dobbiamo anche dedicare un po’ di spazio anche agli altri, in particolare al britannico Daniel McLay che ha vinto il Trofeo Palma: il velocista della Fortuneo-Vital Concept conferma le ottime qualità che avevamo già apprezzato nel 2016 e nella squadra francese avrà la possibilità di crescere ancora facendo sempre la sua corsa. La vittoria di McLay è arrivata in un fotofinish che ha visto quattro corridori quasi sulla stessa linea: il 25enne della Fortuneo ha scelto la traiettoria più interna nella leggera semicurva che portava al traguardo e con il colpo di reni ha battuto Matteo Pelucchi (a digiuno da agosto 2015, ma sembra essere partito bene), Nacer Bouhanni e André Greipel, decisamente niente male.

In Francia si vede subito Mauro Finetto
Al GP La Marseillaise, valido anche come prima prova della Coppa di Francia, è arrivato in volata un gruppo di nove corridori che si era avvantaggiato lungo le asperità della parte finale del percorso: la vittoria è andata al campione nazionale francese Arthur Vichot, corridore abituato a partire forte nelle prime gare e che in precedenza aveva spesso fatto bene a Marsiglia pur non riuscendo mai a vincere la corsa. In evidenza anche Mauro Finetto, al debutto con la nuova maglia della Delko Marseille: unico non francese nel gruppo di testa, il 31enne veronese ha chiuso in settima posizione; se Finetto saprà trovare la giusta continuità durante l’anno, la Coppa di Francia potrebbe diventare un obiettivo alla sua portata.

Pinot e Quintana attaccano pensando al Giro
Intanto hanno iniziato a farsi vedere anche alcuni di coloro che hanno come obiettivo la classifica generale del Giro d’Italia. In Argentina c’è stata la vittoria di Bauke Mollema con Vincenzo Nibali all’attacco nell’ultima tappa: una tattica simile l’ha adottata anche Nairo Quintana che nell’ultima prova della Challenge Mallorca ha approfittato dell’unica salitella a 50 chilometri dal traguardo per farsi una bella fuga, prima da solo e poi in compagnia di Valverde e Roelandts. Il terzetto ovviamente è stato ripreso, ma è chiara l’intenzione dei big di far fatica fin da subito per affinare la condizione. In Francia invece s’è visto in Thibaut Pinot molto attivo soprattutto quando la strada saliva: non essendo riuscito a fare selezione per sé, il corridore della FDJ nel finale è risultato determinante per la vittoria del compagno di squadra Vichot.

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