Andriy Grivko al Tour de France 2014 © Frédéric Mons
Andriy Grivko al Tour de France 2014 © Frédéric Mons

Dubai Tour, Grivko risponde a Kittel: «Scorretto anche lui, ha rischiato di far cadere tutti»

Attraverso un lungo post in inglese sulla propria pagina Facebook, Andriy Grivko ha voluto spiegare la sua versione dell’incidente che l’ha visto protagonista con Marcel Kittel oggi nel corso della terza tappa del Dubai Tour e che ha portato all’esclusione dalla corsa del corridore ucraino dell’Astana. Vi proponiamo qui la traduzione in italiano:

Vorrei rivelare il mio punto di vista a proposito dell’incidente che è diventato ragione del conflitto con Marcel Kittel
Sono nel ciclismo dal quando avevo 12 anni e come tutti capisco che è normale quando i velocisti lottano per la posizione a tre chilometri dall’arrivo. Ma quando succede a 100 chilometri dall’arrivo e in maniera così ruvida e in difficili condizioni meteo, porta un grosso pericolo ai corridori.
Nella lotta per le posizione, come ha confermato lo stesso Kittel, lui ha duramente spostato con la spalla prima il mio compagno di squadra Dmitriy Gruzdev poi me, creando una situazione di pericolosa e di grande tensione che avrebbe potuto causare non solo una mia caduta, ma una grossa caduta nel gruppo.
Io ho replicato con un’azione aggressiva ad un’azione aggressiva dall’altra parte. Mi sono fatto prendere dal momento e non ha nulla a che vedere con il ciclismo, ma in situazione estreme, quando esiste una questione di sicurezza, è difficile rimanere calmi.
I credo che tale comportamento, mettere in pericolo la salute e le vite degli atleti per il proprio egoismo, non ha niente a che vedere con il ciclismo allo stesso modo. Nel gruppo siamo tutti uguali e abbiamo tutti gli stessi diritti sulla nostra posizione, non importa se sei un velocista famoso o un neoprofessionista. Dobbiamo rispettarci tutti alo stesso modo.
Per me è anche una manifesta condotta antisportiva quando chiedi che ti sia dato spazio solo perché sei un corridore famoso o non sei dell’umore giusto.
Dopo quell’incidente Kittel ha ripetutamente, nel vero senso della parola, sputato nella mia direzione, che credo non abbia anche questa nulla a che fare con il ciclismo. Posso assicurare che non è stato “un attacco al rivale” nato dal nulla. Inoltre, come è stato notato da Kittel, il mio peso è di 70 kg contro i suoi 86. Comunque mi scuso ulteriormente con gli organizzatori della corsa, con i tifosi e ovviamente con la mia squadra per questo incidente spiacevole che ha portato alla mia espulsione dalla corsa.

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