Quintana all'arrivo di Camins de Penyagolosa © Tim De Waele
Quintana all'arrivo di Camins de Penyagolosa © Tim De Waele

Quintana spegne avversari e candeline

Nairo “si regala” la Volta Valenciana con una prova di forza sulla rampa di Camins de Penyagolosa. Senni sale sul podio

Buon 27esimo compleanno, Nairo. Nel pieno della tua maturità agonistica, ti auguriamo un’annata piena di soddisfazioni come quella odierna, visto che sono gioie anche per i nostri occhi. È vero, è febbraio, ed il parco rivali non è agguerrito come in un Giro d’Italia o in un Tour de France; ma vedere uno scalatore che in virtù di un certo distacco generato da una cronosquadre fin troppo lunga, prende una salita spaventosa quanto breve, la attacca dal primo metro ed uno ad uno si toglie tutti di ruota con un rapporto ben più duro dei rivali, ha sempre il suo fascino ed evoca anche un po’ di nostalgia verso gli scalatori che furono. Abbi pazienza Chris, c’hai altri tanti bei pregi, ma se tu sei Miley Cirus, Nairo è Marilyn.

Gilbert in fuga e con una gran gamba
A nobilitare ancor di più il risultato finale di Quintana, in vista degli impegni di questa stagione, era la difficoltà della tappa, insolita per questa parte della stagione; già bella lunga, 180 km, con 5 GPM di cui uno di prima categoria, uno scollinamento massimo a 1450 metri (niente paura, il clima valenciano e mite e la neve la si vedrà solo a bordo strada) e un dislivello complessivo oltre i 3000: quella che si definisce una tappa impegnativa, insomma, che entra nel vivo al primo GPM, l’Alto de Arenillas, con una fuga di una certa importanza: se ne va un voglioso Philippe Gilbert (che nonostante la fuga, terminerà ventunesimo), affiancato da Laurens De Plus della Quick Step Floors, con Cyril Gautier (AG2R La Mondiale) lanciato all’attacco della leadership della classifica degli scalatori, Igor Antón (Team Dimension Data) per contrastarlo e difendere il compagno Van Zyl e Lawson Craddock (Cannondale-Drapac). Con Gilbert molto vicino in classifica, a differenza degli altri, il vantaggio non volerà mai oltre i 4′, e immaginiamo un ghigno di soddisfazione sulla faccia di Greg Van Avermaet, nel poter finalmente tirare contro il compagno/rivale dopo anni in cui hanno dovuto fare corsa separata in BMC.

Ritmo Sky, il gruppo arriva selezionato
Ad arrogarsi l’inseguimento nella seconda parte è però lo squadrone Sky, con interessi di classifica tra López Garcia e Poels. E il vantaggio cala nettamente, con Philippe Gilbert ai 30 km dall’arrivo che si sfila per lasciare qualche speranza di sopravvivenza in più alla fuga. Non servirà a molto, perché i 4 restanti verranno assorbiti ai piedi della rampa di Camins de Penyagolosa da un gruppo ridotto dalle asperità precedenti a una cinquantina di unità. 4 km al 12,5 % di media, poco respiro e un tratto al 21% nelle ultime fasi. Una salita già affrontata l’anno scorso alla Vuelta: prevalse la fuga a favore di Mathias Fränk, e i 4 di testa in classifica arrivarono insieme. Una salita della quale Quintana ha un ricordo fresco.

Kudus l’ultimo a cedere a Nairo
Neanche il tempo di cominciare e -pam!- Nairo piazza subito la botta. La sua progressione è fatale a tutti, a stargli dietro due sorprese: Amaro Antunes, portoghese della W52-Fc Porto, e Merhawi Kudus, eritreo della Dimension Data. Kudus è l’ultimo a cedere, inesorabilmente, a neanche metà salita: un bel segno di crescita, soprattutto di personalità, per la giovane speranza del ciclismo africano, 23anni e già una notevole esperienza nei GT alle spalle. Ma oggi la scena è tutta di Nairo, che sale 2 denti più duro di tutti gli altri e a bocca semichiusa, senza far fatica e scava un solco sufficiente per colmare quel gap di 54″ che stamane lo separava non tanto da Greg Van Avermaet ma da Ben Hermans.

Kudus arriverà a 40″, un’eternità su una salita così breve, Antunes a 45″; sale molto bene anche Wout Poels , quarto a 48″. Quinto posto per Primoz Roglic (LottoNL-Jumbo): lo sloveno, giunto a 57″, evidentemente a febbraio riesce a trovare un buon passo in salita.

Bel podio finale per Manuel Senni
Poi, sgranati con un distacco tra il minuto ed il minuto e mezzo, giungono una serie di atleti: Daniel Martin (Quick Step Floors) è il sesto, segue Ben Hermans che fa comunque bene, arrivando settimo a 1’08”, e guadagnandosi comunque la seconda piazza in generale. Poi giungono Steven Kruijswijk (Team LottoNL-Jumbo), Jakob Fuglsang (Astana), Davide Formolo (Cannondale-Drapac) migliore degli italiani appena davanti Manuel Senni, che con la buona prova odierna si guadagna il terzo gradino del podio; A 1’25” un altro dei futuri pretendenti ai GT, Ilnur Zakarin. Le delusioni di giornata son rappresentate da Michael Kwiatkowski, 38esimo a 6’43”, e soprattutto i gemelli Yates, entrambi già staccati prima della salita finale e arrivati con 25′ di ritardo, decisamente lontani dalla forma migliore.

La classifica finale che si delinea, al netto di ciò che accadrà domani a Valencia (difficile pensare a una conclusione diversa dallo sprint), è la seguente: Nairo Quintana comanda con 23″ su Hermans, 42″ su Senni, 1’02” su Poels e 1’19” su Daniel Martin.

Visita lo store di Cicloweb!

Archivio

La vignetta di Pellegrini

Versione stampabile