Rachele Barbieri sul podio dell'Omnium di Cali con Emily Nelson e Lotte Kopecky © Twitter
Rachele Barbieri sul podio dell'Omnium di Cali con Emily Nelson e Lotte Kopecky © Twitter

Rachele e quel bronzo all’ultima volata

Coppa del Mondo su pista: a Cali bravissima la Barbieri nell’Omnium. Inseguitori col fiato un po’ corto

Scusi, quanto manca per Tokyo? C’è da pedalare ancora parecchio signorina, ma la strada che ha preso è quella giusta: se continua così, in tre anni e mezzo arriverà a destinazione.

Ammettiamo che con Elia Viviani a Rio ci abbiamo preso gusto, però, sapete com’è, la ragazzina è stata un colpo di fulmine. Non per una questione estetica (anche se bella lo è, ma qui non conta), ma per il carattere. Lei che sa vincere un po’ dappertutto, dal cross alla strada, sta trovando nella pista un territorio d’elezione.

Lei è Rachele Barbieri, e al prossimo risultato le dovremo trovare pure un soprannome, e comunque ha tempo, pensate che tra qualche giorno (precisamente il 21) compirà la miseria di 20 anni. Festeggerà a cavallo di due tappe di Coppa del Mondo, lei che nella competizione ha esordito appena in novembre, ad Apeldoorn. E ha esordito con un bronzo; e quel bronzo l’ha conquistato non quasi per caso in una prova abbordabile (ammesso che ce ne sia una), ma proprio nella più difficile, l’Omnium. (Più difficile nonostante sia stata un po’ semplificata dalle ultime innovazioni UCI).

 

Rachele Barbieri, un bronzo di carattere nell’Omnium
Ora, ti va a succedere che oggi, nella notte italiana, Rachelina si sia ripetuta a Cali, conquistando di nuovo un bronzo e di nuovo nell’Omnium. Non ha avuto problemi di ambientamento nella tappa colombiana di Coppa, è partita subito bene (quarta nello Scratch), si è difesa nella Tempo Race (sesta), ha portato a casa con maturità un terzo posto nell’Eliminazione e si è presentata alla Corsa a Punti finale con un quarto posto nella classifica provvisoria.

Il podio le era 4 punti davanti (Emily Nelson, ennesima britannica). E calcolatrice alla mano, la modenese quell’ultima prova l’ha vinta, totalizzando 14 punti che sono andati a sommarsi ai 100 con cui partiva e che l’hanno proiettata al terzo posto dell’Omnium.

La prima, la belga Lotte Kopecky, era irraggiungibile (128 per lei alla fine), la Nelson si è a sua volta disimpegnata ottimamente (chiudendo a 118, seconda), ed è stata l’australiana Amy Cure ad essere risucchiata dall’azzurra. E dire che a due volate dalla fine l’oceanica aveva ancora 9 punti di vantaggio, ma la Barbieri ha chiuso in maniera memorabile: vinta la penultima volata (5 punti), seconda nell’ultima, quella con punteggi doppi (6 punti), ed ecco il grande balzo verso il podio. È o non è sintomo di un carattere fuori dal comune?

Seconda partecipazione in CDM, seconda medaglia per lei. Predestinata? Probabile. Fortunata? Anche no. Sveglia? Questo è certo.

 

Ottavo posto per Michele Scartezzini nella Corsa a Punti
Nella prima giornata a Cali si sono consumati i tornei della Velocità a squadre. È stata doppietta tedesca (Dörnbach-Förstemann-Niederlag tra gli uomini, Kristina Vogel-Miriam Welte tra le girl) davanti a Polonia, Russia e Francia nel maschile, e Gazprom-Rusvelo (di fatto la nazionale russa, con Voinova-Shmeleva), Spagna e Holy Brother Cycling Team, formazione cinese, nel femminile. Italia presente solo tra le donne, ma Maila Andreotti e Miriam Vece non hanno superato le qualificazioni (decime su undici coppie).

La chiusura di serata è stata riservata alla Corsa a Punti maschile, gara scivolata via piuttosto piatta, col solo irlandese Mark Downey in grado di conquistare un giro; non è un caso che proprio lui abbia vinto la gara, con un totale di 35 punti; secondo posto per il danese Niklas Larsen (25 punti), terzo per il belga Robbe Ghys (16).

Michele Scartezzini, rimasto coperto nella prima metà di gara, è venuto fuori benino conquistato sei punti (frutto di due secondi posti nell’ottava e nella nona volata sulle 12 previste) e ritrovandosi per qualche giro a un punto dal bronzo. Nel finale però sono emersi gli uomini citati poco sopra, e l’italiano si è dovuto accontentare di un ottavo posto.

 

Delude un po’ il quartetto degli inseguitori azzurri
Chi contento non lo è stato di sicuro sono i componenti del quartetto dell’Inseguimento. Filippo Ganna non è evidentemente ancora al top, e la condizione non perfezionata sua e dei suoi compagni è risultata visibile a occhio nudo: sia nelle qualificazioni che nel primo turno, infatti, l’Italia è calata sensibilmente nel quarto e ultimo chilometro. In pratica proprio laddove in passato riusciva a emergere.

Siccome quel passato non è certo remoto, ci sono buone speranze di poter riprendere il cammino di risalita del settore Inseguimento italiano. Soprattutto se i ragazzi potranno dedicarsi con maggiore costanza al lavoro in pista, un po’ mancato nell’ultimo periodo (per stare alle parole dello stesso ct Marco Villa).

Superate le qualificazioni con il quinto tempo (4’02″269), i quattro ragazzi schierati dal ct si sono ritrovati a fronteggiare il Belgio nel turno successivo. Inizio così così, notevole fase centrale della prova, e poi inatteso crollo nei mille metri finali. Scartezzini (presente anche in questa prova), Ganna, e poi gli altri due, ovvero Francesco Lamon e Liam Bertazzo, potranno affinare i meccanismi da qui al Mondiale di Hong Kong, tra un mese. Potranno e dovranno.

 

Le gare della seconda giornata
Domani (anzi, stasera-stanotte, ormai) nella seconda giornata avremo le seguenti gare: Velocità femminile (con Maila Andreotti), Inseguimento a squadre femminile (il turno di qualificazione, col quartetto formato da Beatrice Bartelloni, Simona Frapporti, Francesca Pattaro e Silvia Valsecchi), Omnium maschile, Keirin maschile (con Francesco e Davide Ceci) e Scratch femminile (con Rachele Barbieri e Laura Basso). Inoltre andrà a conclusione l’Inseguimento a squadre maschile, coi turni di finale.

Ci si attendono cose egregie dal quartetto delle ragazze, argento a Glasgow nella prima tappa di Coppa del Mondo.

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