Elisa Longo Borghini trionfa in Piazza del Campo a Siena © LaPresse-D'Alberto/Ferrari
Elisa Longo Borghini trionfa in Piazza del Campo a Siena © LaPresse-D'Alberto/Ferrari

Elisa bellissima, il Campo è sbaragliato!

Longo Borghini conquista la Strade Bianche ed è la prima leader del Women’s World Tour. Niewiadoma e Deignan sul podio

L’ottima impressione destata lo scorso weekend nelle prime due gare stagionali in Belgio aveva fatto di Elisa Longo Borghini la principale favorita per la Strade Bianche di oggi: dopo aver conquistato un terzo ed un quarto posto nelle prime due edizione, si sapeva che la classica degli sterrati si adatta molto alle sue caratteristiche e puntualmente l’ossolana della Wiggle High5 non ha deluso le attese, come quasi sempre fa quando la posta in palio si fa pesante. Elisa è quindi diventata la prima ciclista italiana a vincere la Strade Bianche, la seconda in assoluto se consideriamo anche l’albo d’oro della corsa maschile dove l’unico tricolore è quello di Moreno Moser nella stagione 2013: per il bronzo olimpico di Rio de Janeiro questa è anche la prima vittoria nel circuito UCI Women’s World Tour.

Nessuna fuga nella prima metà: selezione da dietro e alcune cadute
Nonostante la presenza di ben quattro tratti di sterrato e della non facile salita di Ville di Corsano, nei primi 45 chilometri il gruppo ha pedalato compatto e la selezione ha riguardato solo poche atlete nelle retrovie. In prossimità del rifornimento sono iniziati gli attacchi più convinti che hanno riguardato prima un quartetto con Rossella Ratto, Annalisa Cucinotta, Jelena Eric ed Eri Yonamine, poi da sola l’olandese Roxane Knetemann, ma il gruppo non ha lasciato il minimo spazio: il lungo ed impegnativo settore sterrato di San Martino in Grania, infatti, si stava avvicinando e per lo svolgimento della corsa fino a quel momento s’è capito che il passaggio sarebbe stato uno di quelli decisivi dell’intera gara.

Il tratto sterrato numero 5 non è solo il più lungo con i suoi 9500 metri, ma presenta anche pendenze in salita sopra al 10% e anche un breve tratto in discesa. Qui non ci sono attacchi veri e propri, ma il gruppo si è spezzato a solo 35 atlete circa sono rimasta davanti: tra loro non c’era la polacca Katarzyna Niewiadoma della WM3 che è caduta proprio all’inizio del settore e si è trovata a dover recuperare circa un minuto con il supporto delle compagne di squadra. Nella gara di oggi una scivolata aveva coinvolto anche, tra le altre, Elisa Longo Borghini che è riuscita a ripartire grande alla prontezza della compagna di squadra Audrey Cordon che le ha passato direttamente la bicicletta per non farle perdere più tempo del dovuto. Niente caduta ma ritiro a causa di qualche problema fisico (era caduta lo scorso weekend) per Megan Guarnier, vincitrice della Strade Bianche 2015 e del Women’s World Tour 2016.

Lara Vieceli va in fuga con Mackaij e Stephens
Poco oltre metà percorso, quindi, ci siamo ritrovati con una gara spezzata in due: il primo gruppo con tutte le migliori (anche Niewiadoma) si è rinfoltito fino a toccare una sessantina di unità, le altre staccate non sono più riuscite a rientrare e molte hanno poi finito con il ritirarsi. In attesa delle montagne russe degli ultimi 30 chilometri, in questa fase di respiro tre atlete sono riuscite a prendere vantaggio sul gruppo: le prime ad attaccare sono state l’americana Lauren Stephens (TIBCO) e la bellunese Lara Vieceli alla prima gara in maglia Astana, poco dopo su questa coppia è rientrata anche l’olandese Floortje Mackaij (Sunweb) ed il vantaggio ha iniziato a salire sensibilmente.

Questo terzetto di battistrada è arrivato a sfiorare il minuto e mezzo di vantaggio su gruppo principale dove tiravano Orica-Scott e Boels-Dolmans. Il sesto tratto di sterrato è stato fatale per Lara Vieceli che a 23 chilometri ha dovuto alzare bandiera bianca e ha lasciato Lauren Stephens e Floortje Mackaij sole in testa alla corsa: il gruppo si era già riavvicinato a soli 30″ e l’azione delle battistrada era destinata ad esaurirsi presto. Il ricongiungimento definitivo è avvuto sulla salita sterrata di Colle Pinzuto a poco meno di 20 chilometri dall’arrivo.

Sul Colle Pinzuto si muovo le big
Appena riprese tutte le fuggitive, nel gruppo è iniziata la bagarre: Elisa Longo Borghini (Wiggle), Katarzyna Niewiadoma (WM3) ed Elizabeth Deignan (Boels) sono state le prime ad attaccare ed a guadagnare terreno, ma nel giro di poche centinaia di metri sulla testa della corsa è rientrata anche una coppia della Orica-Scott formata da Annemiek Van Vleuten e dalla campionessa australiana Katrin Garfoot. Il quintetto ha guadagnano rapidamente più di 25″ di vantaggio ma, contrariamente a quanto poteva sembrare scontato, la corsa non si è chiusa lì: la Garfoot in evidente carenza di ossigeno ha potuto fare poco per tenere alta l’andatura, da dietro invece non si sono arrese e prima Moolman ed Ensing, poi Gillow e Brand si sono lanciate all’inseguimento con la speranza di poter approfittare di ogni minimo momento di studio tra quelle davanti.

Con Garfoot costretta a fare l’elastico perdendo contatto ad ogni accelerazione o pendenza più accentuata, Deignan, Longo Borghini, Niewiadoma e Van Vleuten non hanno spinto a tutta tra i meno 10 ed i meno 3 chilometri, anche perché in quella situazione sarebbe verosimilmente stato decisivo il muro finale di Via Santa Caterina che porta nel cuore di Siena e che termina a poche centinaia di metri dal traguardo. Shara Gillow (FDJ) e Lucinda Brand (Sunweb) sono così riuscite a rientrare e, senza pensarci su neanche per un attimo, hanno lasciato tutte sul posto quando mancavano 2300 metri all’arrivo. Grazie ad un scatto paragonabile a quello di un finisseur Lucinda Brand è riuscita a prendere in testa la salita di Santa Caterina con Shara Gillow poco distante e il gruppetto di Elisa Longo Borghini, Lizzie Deignan, Annemiek Van Vleuten e Katarzyna più indietro ma ancora non tagliate fuori dai giochi.

Battaglia fantastica nel finale, Longo Borghini perfetta
La battaglia sul muro finale all’ultimo chilometro è stata assolutamente fantastica. L’australiana Gillow ha affiancato subito la Brand che poi è riuscita a riallungare a sua volta, ma proprio negli ultimi 100 metri di salita è arrivata come un fulmine Elisa Longo Borghini che ha trovato un varco lungo le transenne per prendere davanti la curva stretta che portava al tortuoso falsopiano finale: in cima allo strappo erano tutte molto vicine perché Katarzyna Niewiadoma era subito a ruota di Elisa Longo Borghini, ma anche Lucinda Brand e la vincitrice uscente Elizabeth Deignan erano ancora lì.

La capitana della Wiggle High5 la vera differenza l’ha fatta negli ultimi 400 metri proprio uscendo da quella curva che sancisce la fine della salita: lì Elisa è stata capace di rilanciare subito l’andatura e ha potuto affrontare in prima posizione le curve finali sul lastricato. Niewiadoma è riuscita a prendere la scia dell’azzurra, ma grazie all’andatura imposta davanti non è mai riuscita a trovare lo spazio anche solo per azzardare un sorpasso: Elisa Longo Borghini è andata così a vincere nettamente davanti alla giovane e talentuosa polacca.

Deignan sempre a podio, brave Cecchini e Beggin
Il podio di giornata è stato completato a 5″ da Elizabeth Deignan che in tre edizione della Strade Bianche non è mai scesa dal podio: per l’ex campionessa del mondo questo era il debutto stagionale in gara e senza dubbio in termini di brillantezza aveva qualcosa in meno rispetto alle prime. L’olandese Lucinda Brand ha tagliato il traguardo in quarta posizione a 8″, poi l’ordine d’arrivo ha visto nell’ordine Annemiek Van Vleuten a 9″, Shara Gillow a 12″, Katrin Garfoot a 18″ e Amanda Spratt a 36″.

Il primo gruppetto inseguitore ha tagliato il traguardo, molto sfilacciato, a poco più di un minuto da Elisa Longo Borghini: nona è arrivata la danese Cecilie Uttrup Ludwig, atleta classe 1995 della Cervélo-Bigla che ha conquistato così la maglia di leader della classifica Under23 del Women’s World Tour. La top10 è stata completata dalla campionessa italiana Elena Cecchini ma un applauso va fatto anche alla giovanissima padovana Sofia Beggin che a soli 19 anni è stata capace di chiudere la corsa in 12esima posizione davanti ad atlete del calibro di Marianne Vos (17esima) e Ashleigh Moolman (18esima). Il Women’s World Tour tornerà di scena il prossimo fine settimana: dallo sterrato della Strade Bianche si passerà al pavé della Ronde Van Drenthe.

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