Adam Yates festeggia il bis larcianese © Bettiniphoto
Adam Yates festeggia il bis larcianese © Bettiniphoto

Adam Yates mette in fila i Latinos

Tanto Sudamerica in bella mostra a Larciano, ma a prevalere è il puledro inglese. Come nel 2014

Non è mancato lo spettacolo a Larciano, in una delle edizioni, almeno della storia recente, più internazionali e ricche di importanti protagonisti per la celebre corsa pistoiese, che festeggia così la 40esima edizione: con un bis, già all’età di 25 anni, per quel sempre più interessante corridore che corrisponde al nome di Adam Yates. Che dei due gemelli doveva essere quello più adatto alle corse a tappe, e invece ha conquistato un’altra vittoria in linea, la terza (e in mezzo non c’è una corsa qualunque, ma San Sebastian); tutto ciò al termine di una corsa caratterizzata dall’effervescenza degli atleti sudamericani (colombiani, ma non solo) che ha caratterizzato tutta l’ultima ascesa al San Baronto.

Fuga a 4, Politt il più tenace
È una giornata umida quella che affrontano i 149 corridori a Larciano, un po’ come quella di ieri alle Strade Bianche, anche se il sole farà capolino nel finale. Si affronta per 4 volte un primo circuito non impegnativo a livello altimetrico, dal quale parte dopo 7 km una fuga col tedesco Niels Politt (Katusha) ed il campione italiano élite senza contratto Davide Orrico, approdato a una Sangemini-Mg.Kvis dall’organico sempre più agguerrito. A loro si aggregano, dopo un lungo inseguimento culminato al km 50, altri due atleti Continental, il fiorentino Adriano Brogi (Gm Europa Ovini) ed il barese Angelo Raffaele (D’Amico-Utensinord). Nel frattempo il margine sul gruppo è decollato e dopo 60 km sfiorerà i dieci minuti, fino a quando non cominceranno a tirare prima gli uomini della Unieuro (probabilmente per punizione) e poi quelli della Bahrain dell’atteso Nibali.
Col passaggio alla seconda metà di gara e i primi scollinamenti sul San Baronto la situazione si farà più fluida e sarà Politt a prendere l’iniziativa al secondo passaggio, staccando i più deboli compagni di fuga. Ma per lui è solo questione di tempo, il vantaggio scema velocemente.

Pellizotti e Ballerini animano la penultima ascesa
Quando Politt sta per essere ripreso, a 45 km dal termine, le squadre più quotate hanno già cominciato a fare le loro mosse per cambiare il ritmo: è l’Orica-Scott la più veemente, tanto da spezzare il gruppo con un troncone di 15 unità davanti. Ma sul finire del San Baronto, quando la situazione si fa un po’ più tranquilla, è un intramontabile Franco Pellizotti (Bahrain-Merida) ad allungare, agganciato dal neoprofessionista Davide Ballerini (Androni-Sidermec). I due collaborano, e bene, ma da dietro la corsa è stata ormai lanciata ad altissima velocità e sono sopratutto gli uomini della UAE Team Emirates a sputare l’anima, per evitare che il vantaggio del duo di testa superi i 30 secondi.

Ultima ascesa: scatenati gli Androni
E arriviamo così all’ultima ascesa del San Baronto, con Pellizotti e Ballerini ormai sfibrati e in procinto di essere ripresi, mentre i Bora fanno un po’ di andatura. È però il colombiano Julian Arredondo, tornato alle origini della Nippo-Vini Fantini alla ricerca di sé, il primo a piazzare un attacco convincente: alla sua ruota si attaccano Valerio Conti e un pimpante Simon Clarke, vincitore in carica. Poi, inizialmente da stopper, sopraggiungono il giovane Egan Bernal e il ritrovato Mattia Cattaneo: non appena Ballerini cede, diventano attaccanti e a sorpresa, riescono a staccare i più quotati rivali. Un binomio che promette di far strame delle prossime classiche italiane, specie dove il parterre sarà meno d’élite.

Si forma la sestina vincente
Di fronte alla prova di forza del duo Androni, tocca i duri giocare, e Adam Yates deve rispondere in prima persona all’attacco. Con lui si aggancia anche Rigoberto Urán e poi, a 12 km dal termine un non domo Simon Clarke e un Movistar latino, ma non è Quintana come ci si attendeva: si tratta del neoprofessionista Richard Carapaz, ecuadoregno classe ’93. Con 2 coppie di atleti della stessa squadra, la collaborazione si fa attiva e il vantaggio si dilata facilmente a quasi 30″; dietro tira solo il team Bahrain, ma non per un deludente Nibali, staccato, ma per Giovanni Visconti. Un timido tentativo di Yonder Gaday (Wilier-Triestina) è  l’unica reazione che arriva dal gruppo.

Bernal gioca d’anticipo, Clarke si sacrifica: ne approfitta Yates
Con poco margine per attaccare in discesa, si profila un arrivo allo sprint tra i 6, dove a parità di condizioni Clarke sarebbe il favorito. Ma l’australiano è anche l’atleta che ha consumato di più e così decide di sacrificarsi per Urán, tirando in discesa. Ed è Simon Clarke a dover rintuzzare gli attacchi dei due uomini Androni: prima Bernal, a un km e mezzo dalla fine, e poi, più deciso, Mattia Cattaneo. E sempre Clarke, si mette davanti per portare al passo il suo capitano Urán a giocarsi la vittoria in volata contro due che sprinter non sono. Ma Urán non ne ha: Carapaz parte lungo, Adam Yates di giustezza lo passa e solleva le braccia già a 100 metri dall’arrivo: suo di nuovo Larciano dopo 3 anni. Gran risultato comunque per Carapaz, sul podio con Urán, poi Cattaneo quarto, Bernal quinto e  Clarke sesto.

Nibali e Quintana, che delusione
A 18″ sopraggiunge il gruppo inseguiore di 20 atleti, con Francesco Gavazzi (Androni-Sidermec) che batte tutti, conquistando ulteriori preziosissimi punti per la Coppa Italia. Poi un reattivo Pippo Pozzato (Wilier-Triestina), Paolo Totò (Sangemini-Mg.Kvis) e a chiudere la top ten, José Joaquin Rojas Gil. A 25″ giunge Nairo Quintana, 23esimo, e a 37″, 26esimo, c’è Vincenzo Nibali, in testa al secondo gruppo: una prestazione decisamente sottotono per il siciliano, ieri parecchio sfortunato, oggi poco giustificabile per un piazzamento nelle retrovie. La controprestazione dei due big dei GT è l’unica nota stonata in una giornata di notevole fattura tecnica.

 

 

 

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