De La Cruz sorprende Contador a Nizza © Bettiniphoto
De La Cruz sorprende Contador a Nizza © Bettiniphoto

Alberto, mai una gioia!

Contador mattatore assoluto alla Parigi-Nizza, ma De La Cruz lo beffa all’arrivo: ad Henao una delle più belle edizioni per 2″

Dura ricordare un’edizione più spettacolare della Parigi-Nizza, rispetto a quella che abbiamo vissuto. C’è stato tutto: ventagli, squalifiche, cadute, attacchi da lontano in salita, e anche bellissime volate e finali al cardiopalma. L’essenza del ciclismo. A pensarci bene, è difficile anche ricordare quando una corsa di una settimana è riuscita ad emozionarci così tanto: purtroppo si tratta di corse che, rientrando spesso nel canovaccio delle “corse di preparazione”, devono seguire uno schema piuttosto rigido. Almeno, questo accade se al via non c’è gente come Alberto Contador. Che vorrebbe tanto vincere ancora, ma proprio non ci riesce: dall’inizio dell’anno ha cumulato 6 secondi posti, 4 alla Parigi-Nizza e 2 alla Vuelta Andalucia. Che ci prova dove aveva già fallito: anche l’anno scorso non riuscì ad infliggere il necessario distacco a Geraint Thomas, altro uomo Sky.

Un Contador che ricorda tanto Carlito Brigante, il protagonista del tragico Carlito’s Way di Brian De Palma il quale fa di tutto per chiudere con successo la sua carriera, ma viene ferito a morte da uno dei tanti. In questo caso, parliamo dell’onesto pedalatore David De La Cruz, uno bravo abbastanza da vincere una tappa alla Paris-Nice o alla Vuelta a España, ma che non potrà nemmeno lontanamente avvicinare la carriera di Contador. Eppure in questa occasione è riuscito con grandi gambe e intelligenza a batterlo, togliendogli quei 4″ di abbuono vitali per superare Sergio Luis Henao.

Prima parte di tappa per consacrare Calmejane maglia a pois
La frazione fa parte della tradizione consolidata della Paris-Nice: un breve ottovolante di 115 km attorno alla perla della Costa Azzurra con cinque Gpm, ultimo scollinamento sul Col d’Èze, picchiata e arrivo sulla Promenade des Anglais, diventata tristemente popolare dopo l’attentato del 14 luglio. I larghi distacchi cumulati nelle prime sette frazioni (l’undicesimo stamattina era a 13′!) permettono a molti di poter andare in fuga senza la pressione del gruppo.

Così all’inizio della prima salita, la Côte de Levens, quando il leader della classifica GPM Lillian Calmejane (rivelazione di questo inizio di stagione, sebbene avesse già vinto una tappa alla Vuelta l’anno scorso), rompe gli indugi, portando con sé José Herrada (Movistar Team) e Arnold Jeannesson (Fortuneo Vital Concept). Fanno presto ad aggregarsi al corridore della Direct Énergie e ai suoi compagni Thomas De Gendt (Lotto FixAll) e David De La Cruz (Quick Step Floors).

In discesa si aggregano poi molti altri atleti, tra i quali parecchi italiani: Alessandro De Marchi (BMC Racing Team), Sonny Colbrelli (Bahrain Merida), Diego Ulissi, Simone Petilli (UAE Team Emirates), Mathias Fränk (AG2R La Mondiale), Marc Soler, Rory Sutherland (Movistar Team), Michael Woods (Cannondale-Drapac), Alexey Lutsenko (Astana Pro Team), Nicolas Edet (Cofidis, Solutions Crédits), Michael Matthews (Team Sunweb), Kevin Pauwels (Team Dimension Data), Costa Mendes (Bora-Hansgrohe), Sylvain Chavanel (Direct Énergie), Pierre-Luc Perichon (Fortuneo Vital Concept), Julien El Fares, Quentin Pacher (Delko Marseille Provence KTM), e per ultimi Tom-Jelte Slagter (Cannondale-Drapac) e Axel Domont (AG2R La Mondiale), unico a poter dare filo da torcere a Calmejane: ma il giovane atleta della Direct Énergie è più fresco e più forte e consolida il vantaggio vincendo anche sulla Côte de Chateauneuf, dove la fuga raggiunge il vantaggio massimo di 3’45”.

L’attacco sulla Côte de Peille
Il passo del gruppo cambia però abbastanza presto, assottigliato dal passo degli Sky e dei Trek, che preparano l’attacco di Contador sulla Côte de Peille, penultima salita con scollinamento a 47 km dall’arrivo: un ritmo che farà male a parecchi anche all’intero del gruppo, a cominciare da un Tony Gallopin che già ieri aveva fatto capire di non essere in stato di grazia. Jarlinson Pantano prepara l’attacco di Contador, che avviene a 52 km dall’arrivo, quando i fuggitivi rimasti in testa hanno meno di un minuto di margine. La prima azione non sortisce effetti, la seconda, dopo un km, lascia tutti dietro, anche Daniel Martin: solo Henao resta a ruota. Ed il bello è che Contador ha in serbo un terzo attacco, stavolta decisivo per staccare il leader e riportarsi sui fuggitivi rimanenti, che da adesso diventeranno utili alleati.

Il vantaggio sale fino al minuto
L’azione di Contador ha sfasciato la corsa, ma la lunga discesa del Peille fino a Nizza permette un ricompattamento: con Contador restano in 14, tra cui i volenterosi UAE Team Emirates e Sylvain Chavanel concedono ogni tanto qualche cambiano al madrileno, mentre dietro con Henao restano Lopez Garcia ed il cugino Sebastian, per dare una mano. Il vantaggio si attesta intorno ai 40″, finché non comincia il Col d’Éze dove Albertino ricomincia a pestare duro, aumentando il margine e mandando KO gli ultimi gregari rimasti a Henao, che deve vedersela da solo e manifesta difficoltà, venendo attaccato anche da Daniel Martin e Richie Porte.

Il vantaggio dunque continua a salire, fino a superare il minuto, e con Alberto restano solo 2 connazionali: David De La Cruz ed il più giovane Marc Soler, che i più ricorderanno vincitore di un Tour de l’Avenir.

Henao recupera gran parte in discesa
Sembra finita, ma Sergio Henao ha ancora una carta da giocare: le sue skills in discesa. Il colombiano si mette al comando e comincia a recuperare terreno al terzetto di testa, con un Contador ormai abbastanza affaticato, che perde anche 1″ di abbuono a causa di un allungo di Soler sul traguardo volante, e che non può fare altro che tirare. Funziona per Henao, che dimezza il margine, riportandosi così in lotta con Contador per la vittoria finale.

A questo punto sarebbe importante per Alberto vincere la tappa, e allora tenta una mossa ardita e disperata: l’allungo ai -2. L’attacco ha l’effetto di mettere fuori gioco un poco leale Soler, mentre De La Cruz è più astuto e risponde poco alla volta, riportandosi su Contador sotto la flamme rouge. È la situazione peggiore per Alberto: con un uomo solo contro il quale lottare per il successo, deve per forza mettersi davanti e non accettare il surplace sull’arrivo. E di fatto, regalare il secondo successo da professionista allo scalatore spagnolo, decisamente meno in acido del madrileno nel finale.

Colbrelli quarto, Dan Martin al terzo posto
Dietro Henao riceve una gran mano dagli uomini della Bahrain, con Ion Izagirre che tira per cercare di portare Sonny Colbrelli allo sprint: una mano decisiva, visto che Sonny taglia il traguardo quarto a 21″ da De la Cruz e Contador, superando Alaphilippe, Matthews, Ulissi, Gorka Izagirre, Jeannesson e Calmejane. Tutti gli altri uomini di classifica, a parte Gallopin (giunto a 6’13”) sono in questo gruppo, compreso Henao.

Ed il colombiano riesce così ad ottenere, strano a dirsi, la prima corsa a tappe della sua carriera, battendo Alberto Contador di 2″: Thomas l’anno scorso aveva vinto di 4″. Contador era terzo stamane, lo diventa dunque Daniel Martin a 30″. Gorka Izagirre è quarto a 1′, Julian Alaphilippe quinto a 1’22”, Ilnur Zakarin sesto a 1’34”, Ion Izagirre settimo a 1’41”, Warren Barguil ottavo a 4’07” e Simon Yates nono a 4’39”, mentre Gallopin scivola al decimo posto a 9’14”. Nessun italiano ha provato a far classifica, e a sorpresa il migliore risulta un onesto Mauro Finetto, 20esimo a 33’25”.

Una chicca finale: Contador è riuscito ad arrivare secondo anche nella classifica a punti. Per un solo punto, la maglia verde è finita a Julian Alaphilippe, ed il madrileno ha dovuto disertare anche le premiazioni.

Una edizione da ricordare
La Parigi-Nizza 2017 è stata una delle più belle edizioni che la corsa francese ricordi, paragonabile per intensità delle emozioni e costanza dei colpi di scena al Giro d’Italia 2010 vinto da Ivan Basso. Ci ha restituito un Contador al canto del cigno sì, ma ancora piuttosto intonato, un Julian Alaphilippe sempre più temibile e maturo, e due nomi per una volata da ricordare a Sanremo: Arnaud Démare e Sonny Colbrelli.

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