Gaviria batte Sagan nella 6a tappa della Tirreno-Adriatico © Bettiniphoto
Gaviria batte Sagan nella 6a tappa della Tirreno-Adriatico © Bettiniphoto

Gaviria-Sagan, prove di Sanremo

Peter allunga nel finale, Fernando lo marca stretto e poi vince lo sprint di gruppo a Civitanova Marche

Il finale di oggi a Civitanova Marche, caratterizzato da un breve strappo a meno di 9 chilometri dal traguardo seguito da una discesa abbastanza tortuosa, poteva rappresentare un po’ una sorta di prova generale in vista della Milano-Sanremo di sabato prossimo e non è stato un caso quindi che due dei principali protagonisti di giornata siano stati due dei grandi favoriti per la vittoria in via Roma, Fernando Gaviria e Peter Sagan: ad uscire trionfatore oggi è stato il talento colombiano della Quick-Step Floors che prima si è incollato alla ruota del campione del mondo in salita, poi è riuscito ad avere la meglio nel confronto diretto in volata giocando d’anticipo e poi contenendo la rimonta negli ultimi metri. Una grandissima iniezione di fiducia per Gaviria, ma anche Peter Sagan oggi ha avuto l’ennesima conferma di stare bene perché anche in volata è arrivato molto vicino ad un’altra vittoria in rimonta: sabato ne vedremo delle belle.

In fuga i soliti noti
Dopo due giornate consecutive molto impegnative, i 168 chilometri in programma oggi tra Ascoli Piceno e Civitanova Marche sulla carta offrivano una nuova occasione per i velocisti in gara, ma fin dalle prime pedalate tanti corridori hanno provato ad andare in fuga, tra loro anche diversi nomi che abbiamo già visto molto attivi nelle giornata precedenti. Al chilometro 3 sono evasi dal gruppo gli otto corridori che poi sono rimasti in testa per buona parte della tappa: per l’ennesima volta in fuga c’erano Mirco Maestri (Bardiani), Davide Ballerini (Androni) e Alan Marangoni (Nippo), il primo interessato ai traguardi volanti per la maglia rossa, gli altri due invece all’unico gran premio della montagna e alla maglia verde.

In totale gli italiani in fuga erano cinque vista la presenza anche di Simone Andreetta (Bardiani) e Raffaello Bonusi (Androni), con loro c’erano anche il russo Pavel Kochetkov (Katusha), Ben Gastauer (AG2R) e Joonas Henttala (Novo Nordisk). Nessuno degli otto battistrada rappresentava un pericolo per Nairo Quintana e la sua Movistar, ma il gruppo condotto dalle squadre dei velocisti non ha mai voluto lasciare molto spazio: dopo aver toccato subito i 2’50”, il vantaggio della fuga si è poi stabilizzato attorno a 2’20”.

Un passaggio a livello crea scompiglio
A spezzare la situazione di stallo ci ha pensato un passaggio a livello che si è chiuso subito prima dell’arrivo del gruppo: il plotone a quel punto è stato costretto a rimanere fermo per circa tre minuti in attesa del transito del treno e quando e ripartito il ritardo è lievitato andando a toccare i 5’25”. A 87 chilometri dall’arrivo la situazione era comunque ampiamente recuperabile anche se avrebbe dovuto significare uno sforzo non previsto, ma a dare una mano al gruppo è ben presto intervenuta la giuria che applicando il regolamento ha stoppato a sua volta gli otto fuggitivi per riequilibrare la situazione: decisione corretta, ma forse la scelta dei tempi per l’intervento non è stata molto fortunata visto che le moto dei giudici sono intervenute quando mancavano meno di 500 metri all’unico gpm di giornata e Ballerini e Marangoni avevano già iniziato a prepararsi per l’allungo.

La ripartenza in salita dopo lo stop è quindi stata molto veloce per gli otto di testa, ma non ci sono state sorprese al passaggio a Pollenza: Alan Marangoni è transitato per primo davanti a Davide Ballerini che con i punti conquistati si è assicurato la conquista della maglia verde di miglior scalatore, a patto di riuscire a terminare questa Tirreno-Adriatico; una bella soddisfazione per l’Androni Giocattoli che è in lotta anche per la conquista della maglia bianca con Egan Bernal, anche se domani il colombiano farà fatica a difendersi da Bob Jungels. Al gran premio della montagna comunque il distacco tra i fuggitivi ed il gruppo era tornato a 2’50”.

Maestri si prende i traguardi volanti
La seconda metà di tappa si è svolta rispettando il classico copione di inseguimento delle squadre dei velocisti: Quick-Step Floors, Team Dimension Data, Lotto Soudal e Team Sky si sono alternate in test al plotone riducendo gradualmente il distacco. A 50 chilometri dal traguardo gli otto battistrada avevano solo più 1’20” di vantaggio, ma sono riusciti a riguadagnare qualcosa grazie ad un’accelerazione sulla salita di Recanati: qui il finlandese Joonas Henttala ha perso le ruote del gruppetto mentre Mirco Maestri è andato a vincere l’ennesimo traguardo volante conquistando virtualmente la testa della classifica a punti.

Negli ultimi 40 chilometri l’andatura in corsa si è alzata notevolmente ed i fuggitivi hanno dato tutto per difendere i 40″ di vantaggio rimasti e arrivare così almeno ad affrontare in testa il primo passaggio sotto al traguardo di Civitanova Marche dove era previsto il secondo traguardo volante di oggi. La missione è riuscita e ancora una volta, l’ottava su dieci totali, è stato Mirco Maestri e transitare per primo portandosi a quota 40 punti: purtroppo non è bastato a conquistare a vestire la maglia rossa sul palco delle premiazione e sembra improbabile pensare che domani il giovane della Bardiani possa piazzarsi nella cronometro.

Finale spettacolare e con molti attacchi
Dopo il passaggio Andreetta e Maestri si sono subito rialzati, poco dopo li ha imitati anche Bonusi e davanti sono rimasti solo Ballerini, Gastauer, Kochetkov e Marangoni in cui vantaggio però era estremamente ridotto. A 9 chilometri dall’arrivo è iniziato lo strappetto di Civitanova Alta ed il primo corridore ad attaccare in gruppo è stato è stato un Vincenzo Nibali desideroso di riscatto dopo due giornata inferiori alle attese: sul siciliano della Bahrain-Merida si è prontamente portato il vicentino Marco Canola mentre dal gruppo si è dovuto muovere Bob Jungels e l’accelerazione generale ha messo in fila indiata il plotone che intanto ha iniziato a perdere i primi velocisti puri.

Ai meno 8 hanno attacco Mattia Cattaneo, Fabio Felline e Niki Terpstra che si sono riportati sugli ultimi reduci della fuga iniziale, Ballerini e Gastauer: in questa fase nessuna squadra è riuscita a prendere il controllo del gruppo e così a poco meno di sette chilometri dall’arrivo ha provato ad attaccare addirittura Peter Sagan sulla cui ruota si è incollato Fernando Gaviria come a voler fare le prove di quanto potrebbe accadere sabato prossimo a Sanremo. In discesa Terpstra e Felline hanno fatto fuoco e fiamme, Cattaneo li ha seguiti con non poca fatica mentre da dietro è rinvenuto fortissimo lo sloveno Matej Mohoric che però, dopo essersi messo in testa, è scivolato ai 3600 metri affrontando con troppa veemenza una curva verso destra. Al termine la discesa il gruppo tirato dalla Orica-Scott ha ripreso tutti gli attaccanti, per ultimo Fabio Felline che si è arresto quando mancavano 2.7 chilometri al traguardo.

La volata: Fernando Gaviria fa centro
A quel punto restava solo la volata con la Lotto Soudal che ha imposto un’andatura molto elevata: la presenza di una serie di curva ha creato anche dei buchi in gruppo tra i primi 15 corridori che poi hanno fatto lo sprint e tutti gli altri. Per la Quick-Step Floors erano davanti Matteo Trentin e Fernando Gaviria quasi hanno rischiato di ostacolarsi al momento di lanciare la volata: per fortuna i due compagni di squadra non sono entrati in contatto e Gaviria ha potuto scatenare sua pedali tutta la propria potenza andando a conquistare la vittoria numero quattro del 2017, andando anche la riscattare la sfortuna della tappa di Montalto di Castro quando una caduta l’aveva messo fuori dai giochi all’ultimo chilometro.

Non è riuscita invece la tripletta a Peter Sagan che si è fatto anticipare da Fernando Gaviria all’inizio dello sprint e poi ha rimontato il colombiano completando però il sorpasso solo dopo il traguardo: con questo piazzamento, però, lo slovacco della Bora-Hansgrohe conquista la classifica a punti e manda un altro segnale importante in vista della Milano-Sanremo dove il chilometraggio sarà ben più importante di quello odierno. Terza posizione di giornata per Jasper Stuyven, bravo a rimanere davanti in questo finale convulso, per gli italiani invece sono arrivati un quarto e un sesto posto rispettivamente di Matteo Trentin ed Elia Viviani, con il belga Jens Debusschere in mezzo; segnaliamo anche l’ottavo posto della Nippo-Vini Fantini con il romeno Eduard Michael Grosu. Nel finale invece si è un po’ perso Mark Cavendish che non ha preso troppi rischi e ha tagliato il traguardo staccato di 43″.

Domani chiusura con una cronometro
Al termine della tappa di oggi la classifica generale è rimasta invariata con Nairo Quintana sempre davanti a tutti con un margine di sicurezza: i 50″ di vantaggio su Thibaut Pinot sono tanti in vista di una cronometro di soli 10 chilometri. Molto più incerta invece la situazione del podio con il francese della FDJ che è secondo con 16″ di vantaggio su un grande specialista come Rohan Dennis che a sua volta ha 9″ su Primoz Roglic, 13″ su Tom Dumoulin, 17″ su Geraint Thomas, 24″ su Rigoberto Urán, 26″ su Jonathan Castroviejo e 31″ su Bauke Mollema: le posizioni della top10 finale potrebbero quindi essere abbastanza rivoluzionate.

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