Davide Cimolai accenna un sorriso dopo aver tagliato il traguardo alla Volta a Catalunya © Getty Images
Davide Cimolai accenna un sorriso dopo aver tagliato il traguardo alla Volta a Catalunya © Getty Images

Cimolai si gusta un’altra crema catalana

Il friulano conferma il successo del 2016 alla Volta a Catalunya battendo Bouhanni e Sbaragli

Per il secondo anno consecutivo sono le strade spagnole della Volta a Catalunya a regalare a Davide Cimolai il primo successo stagionale: l’anno scorso in maglia Lampre-Merida il corridore friulano classe 1989 trionfò a Vilanova i la Geltrù, sede d’arrivo della sesta tappa, oggi invece per lui è arrivata la prima con i colori della FDJ che quest’inverno ha deciso di puntare su lui per rinforzare il reparto volate. Dopo un po’ di sofferenza, e qualche problema fisico, nelle prime uscite Cimolai ha saputo ripagare subito la fiducia della squadra transalpina: alla Milano-Sanremo ha corso bene, oggi ha avuto la libertà di fare la sua corsa e non ha fallito l’occasione.

In fuga anche Antonio Nibali
Come avviene ormai dal 2012 è stata la città di Calella ad ospitare partenza e arrivo della prima tappa della Volta a Catalunya, ma se nel 2016 i corridori hanno pedalato in un grande anello nella zona nord, quest’anno il percorso si è snodato principalmente a sud. La cartina fornita dagli organizzatori però poteva trarre un po’ in inganno: i gran premi della montagna previsti oggi infatti erano ben sei, di cui due di prima categoria, uno di seconda e tre di terza, ma nessuno presentava una combinazione di lunghezza e di pendenza in grado di spaventare i velocisti. L’unico pericolo, a volerne trovare uno, poteva essere rappresentato da una fuga da lontano che su queste strade ha avuto successo già in due occasioni, nel 2012 e nel 2015.

E la fuga c’è stata ed è partita dopo circa 30 chilometri: i brasiliani Murilo Affonso e Magno Prado Nazaret (Soul Brasil), il francese Pierre Rolland (Cannondale-Drapac) ed il nostro Antonio Nibali (Bahrain Merida) sono usciti dal gruppo e hanno guadagnato circa due minuti e mezzo. Memore delle brutte esperienze passate, il gruppo si è dato subito da fare per tenere a tiro il quartetto di battistrada che quindi hanno sempre avuto un vantaggio abbastanza limitato: più che le squadre degli uomini di classifica, intenzionate a risparmiare ogni minima energie in vista della delicata e forse decisiva cronometro a squadre di domani, la responsabilità dell’inseguimento è caduta tutta sulle spalle di Lotto Soudal e Cofidis che schierano al via della Volta a Catalunya rispettivamente André Greipel e Nacer Bouhanni.

Alcuni contrattacchi non fanno spavento
I due gran premi della montagna ravvicinati, entrambi di prima categoria, hanno rivoluzionato la situazione in testa alla corsa: sull’Alt El Muntanyá il gruppo si è portato a meno di 40″ dai quattro fuggitivi, poi sulle rampe del Coll Formic sono partiti alcuni contrattacchi da dietro ed alla fine si sono ritrovati da soli davanti a tutti il francese Axel Domont (AG2R Ka Mondiale), già molto attivo alla Parigi-Nizza, e Jetse Bol, corridore olandese che risiede proprio in Catalogna e che corre con i colombiani della Manzana Postobón.

Cofidis e Lotto Soudal non si sono fatte turbare da questo nuovo attacco e hanno continuato ad imporre al gruppo un ritmo molto regolare: la coppia di battistrada ha guadagnato circa un minuto, ma in discesa il plotone ha potuto fare grande velocità ed il ricongiungimento è avvenuto ai piedi del Collsacreu quando mancavano 25 chilometri sui 179 previsti oggi. L’ultima ascesa di giornata non ci sono stati azioni e per i velocisti tutto è filato liscio fino allo sprint, ad eccezione di due brevi allunghi da finisseur di Cyril Gautier ai meno cinque ed di Peter Kennaugh ai meno due.

Bouhanni lungo, Cimolai lo supera
La Cofidis ha preso in testa l’ultimo chilometro per preparare lo sprint di Nacer Bouhanni che qui aveva vinto l’anno scorso: il minitreno francese, senza il fidato Laporte, ha però lasciato al vento un po’ troppo presto il suo velocista che ha provato comunque a partire lungo. Davide Cimolai è stato bravissimo a leggere la situazione e subito si è lanciato a ruota di Bouhanni senza lasciargli prendere quel metro di troppo che sarebbe potuto essere fatale: il friulano della FDJ ha atteso poi gli ultimi metri per uscire dalla scia e andare a conquistare la quinta vittoria in carriera, la terza in corse World Tour, praticamente al fotofinish.

In terza posizione ancora Italia con Kristian Sbaragli, bravo ad anticipare il neozelandese Dion Smith ed a mettersi alle spalle il tedesco André Greipel: il leader della Lotto Soudal si è ritrovato troppo indietro all’ultimo chilometro, ha provato anche a risalire prendendo molto vento in faccia ma si è spento e ha addirittura smesso di pedalare negli ultimi metri quando ormai non avrebbe più potuto agguantare il podio; nell’ordine la top1 0 è stata completata da José Joaquín Rojas, Daryl Impey, Petr Vakoc, Phil Bauhaus e Enrico Gasparotto.

C’è attesa per la cronosquadre
Domani questa Volta a Catalunya proporrà una frazione importantissima nell’economia generale della corsa, una cronometro a squadre di 41.3 chilometri con partenza ed arrivo a Banyoles. La distanza considerevole e qualche ondulazione da non sottovalutare potrebbero creare distacchi molto pesanti tra i vari team e qualche corridore rischierà di dover già dire addio ai sogni di alta classifica: la speranza è che questo possa creare i presupposti ideali per vedere tattiche più battagliere nelle tappe di montagna.

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